Paolo Rumiz, La cotogna di Istanbul

Lug 25

Ballata per tre uomini e una donna.

Paolo Rumiz ha scelto il ritmo di una ballata per raccontare (per cantare) la storia d’amore tra Max, un ingegnere austriaco che viene mandato a Sarajevo per lavoro, e Maša, la bellissima figlia di partigiani.

La ballata è una danza, un’armonia, un fluire di parole e di immagini che mi ha coinvolto fino a desiderare di vivere amori tanto profondi da essere disperati (e li conosco, irrinunciabili, visceralmente amati, e maledetti).

La storia mi ha portato in Bosnia, a Sarajevo, nei Balcani e non nascondo che quei luoghi quasi mi hanno spaventato con i loro colori e i loro odori così forti da sembrare (da essere) violenti.

Eppure, come degli amori da follia, ho sentito la nostalgia di quei monti, di quelle città, di quei popoli, anche se non li ho mai visti.

Il racconto mi ha avvolto, mi ha commosso. Mentre chiudevo il libro mi sono sentita felice e anche fortunata di aver trovato una storia così bella e struggente, così viva di poesia.

Fu l’amore fra due giovani

Per un mese per un anno,

quando chieser di sposarsi,

di sposarsi aman aman,

i nemici disser no.

 S’ammalò Fatma la bella

Figlia unica di madre:

per guarir mi porterai,

lei gli disse aman aman,

la cotogna di Istanbùl.

 

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Kuta a Gavoi

Lug 21

Nel luglio 2010 ho avuto la straordinario possibilità di presentare il libro dell’Invenzione di Kuta al Festival Isola delle storie di Gavoi insieme a Roberto Piumini.

Durante il laboratorio Furbo chi scrive, sulle prime scritture in volgare, ho proposto ai bambini di giocare con uno dei documenti più antichi in lingua sarda, il condaghe di S. Pietro di Silki, del XII secolo. Anche se la lingua era il logudorese e non il barbaricino, non solo mi hanno perdonata, comunque orgogliosi di tanta importanza e antichità, ma si sono anche divertiti!

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Kuta a Torino

Lug 21

L’invenzione di Kuta al Salone del libro di Torino: maggio 2010.

Tante risate e smorfie con Patrizia Zerbi, di Carthusia e Flavia Cristiano, del Centro per il libro, per i bambini di Torino

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La Storia e le storie dei libri

Lug 09

Proposte per la didattica dei libri antichi

Incontri con bibliotecari  ed educatori.

È questo il titolo di una serie di incontri con bibliotecari, insegnanti ed educatori che ho tenuto in Sicilia. In effetti sono incontri che ho proposto anche altrove, per esempio a Milano e a Lodi, ma con modalità diverse. Lo scopo di questi corsi è di suggerire a bibliotecari e insegnanti alcuni spunti di riflessione per condividere la conoscenza dei libri antichi con chi non ne ha familiarità, e anche su come utilizzarli per raccontare a bambini, ragazzi e adulti la storia dei libri e della cultura.

Credo che sia importante restituire un patrimonio culturale che appartiene alla cittadinanza fino a fornire un modo nuovo per conoscere e apprezzare la biblioteca. I libri sono anche gli oggetti che hanno permesso la circolazione di idee, quegli oggetti di cui ogni singola parte ha un motivo.

Ogni singolo elemento del libro, ogni professionalità che si è messa in gioco per costruirlo fa parte di un progetto ben determinato. Per questo ritengo sia importante mostrare le diverse scelte che sono dietro ogni libro: il materiale, il tipo di scrittura, lo stile della decorazione, le dimensioni, le forme. Tutto questo porta a capire meglio il contesto culturale del testo, dell’autore, del pubblico.

Dev’essere sempre sottolineato il forte legame tra testo e oggetto: sono convinta che sia una delle prospettive più interessanti e stimolanti con cui avvicinarsi alla storia del libro, e nello stesso tempo alla comprensione di ogni scelta anche nel libro moderno.

E così propongo corsi che durano a seconda delle necessità di chi li chiede. Tutti hanno comunque la stessa articolazione.

Nella prima fase, cerco di creare una sorta di brain storming per spostare chi mi ascolta da un ‘rigido’ uso del fondo antico alla capacità di adattare idee al patrimonio, o per creare progetti in base al patrimonio..

Nella seconda al centro dell’attenzione c’è la necessità di organizzare l’idea per renderla efficace: la stesura del progetto. Nell’ultima parte propongo sempre un laboratorio concettuale, un lavoro a gruppi con esempi pratici da discutere (fra loro e poi tutti insieme), in base a ciò che si è detto durante il corso.

Sono esperienze che vengono scambiate. La mia, e quella di chi ha la pazienza di ascoltarmi diventano il punto di partenza per discussioni, idee e progetti che hanno come scopo avvicinare ai libri antichi, certo, di più, ai libri tout court, ma allo scambio anche, e alla crescita culturale di tutti.

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Alla ricerca di Telesio

Giu 23

Da un anno partecipo al Censimento delle cinquecentine contenenti le opere del filosofo calabrese Bernardino Telesio, promosso dall’Università di Calabria.

Dopo aver fatto un lavoro di ricerca su cataloghi a stampa e in rete relativi a tutte le biblioteche del mondo (ho visto anche i cataloghi delle biblioteche africane, asiatiche: ho scoperto un mondo), con i miei colleghi siamo partiti con il lavoro sul campo, anzi, in biblioteca, cominciando naturalmente dall’Italia.

Il lavoro è interessante: di ogni cinquecentina dobbiamo dare una descrizione, per verificare la presenza o meno di varianti tipografiche. Dobbiamo anche rilevare le note dei lettori e dei possessori. Mi piace scoprire nelle mani di chi questo particolare libro sia capitato, verificando se ci sono delle note particolari o semplici sottolineature. Se qualcuno ha ritenuto di aggiungere o correggere il testo, se ci sono stati diversi passaggi. Insomma, mi piace scoprire come questo libro sia stato vissuto.

Devo dire la verità: quello che a me piace di più di questo lavoro, però, è la possibilità di viaggiare e di incontrare persone nuove, la maggior parte molto gentili e preparate.

Sono stata a Messina, Enna e poi a Udine e Bassano del Grappa, Vicenza, Ancona, Urbino, Macerata, Fermo, e non ho ancora finito. Da poco sono tornata da Firenze, dove sono stata anche all’Osservatorio Ximeniano. Il libro che mi serviva non c’era, ahimè (fuori posto? Speriamo), ma il direttore della biblioteca mi ha accompagnato in una interessantissima visita all’Osservatorio mostrandomi le raccolte degli oggetti utilizzati dai Gesuiti, prima, e dagli Scolopi, poi, per il primo sismografo e per il primo motore a scoppio.

Insomma, è decisamente l’occasione per imparare anche cose diverse, e per conoscere persone, ambienti e città.

Il prossimo giro sarà ancora in Toscana: Pisa, Siena e Pistoia. Chissà che non scopra qualcos’altro…

 

Bernardino Telesio (Cosenza, 1509-1588) è stato un filosofo naturalista, considerato l’iniziatore della nuova filosofia della natura cui si dedicarono Giordano Bruno, René Descartes, Francis Bacon, Tommaso Campanella.

La sua opera più importante è il De rerum natura iuxta propria principia (“Intorno alla natura delle cose secondo i loro principi”).

Fu pubblicata, per i primi due libri nel 1565, quindi nel 1570 e poi nel 1586. Nel 1596 i suoi libri furono messi nell’Indice dei libri proibiti, da cui vennero tolti solo nel 1900.

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L’invenzione di Kuta e Che rivoluzione!

Giu 04

L'invenzione di KutaChe rivoluzione!Questi sono i primi libri che ho scritto per i bambini e che ho pubblicato con la casa editrice Carthusia di Milano.

In preparazione ce n’è un altro, che si intitola per ora Datemi una penna, e speriamo di poterlo portare a termine perché ci tengo molto.

I libretti di cui vi sto raccontando sono arrivati dopo molti anni di laboratori e incontri con i bambini e con i ragazzi, in cui ho sperimentato approcci, linguaggi, materiali, strumenti e giochi per poter raccontare loro la storia della scrittura e del libro. Avendo lavorato soprattutto in scuole e biblioteche dove non c’erano libri antichi, mi sono resa conto che l’interesse di piccoli e grandi era molto forte, ma che mancavano gli strumenti per poter condividere e insegnare certe particolari conoscenze.

È stato a questo punto che ho deciso di scrivere.

L’invenzione di Kuta si sofferma sulle origini della scrittura e sul libro manoscritto fino all’invenzione della stampa. Che rivoluzione!, lo potete immaginare, prosegue l’avventura raccontando la storia del libro a stampa da Gutenberg agli ebook.

Quando, anni fa, ho scritto il progetto che poi ho portato a Carthusia, ho immaginato di creare un luogo (o un non-luogo, cosa sarà mai un libro?) dove i bambini potessero scegliere il modo per loro più congeniale di avvicinarsi alla storia del libro.

Ho proposto a Roberto Piumini, che già avevo la fortuna e l’onore di conoscere, di creare una storia che potesse farli giocare e divertire con un tono leggero e stimolante, come solo lui sa usare, ma che servisse da chiave alternativa e compagna del vero racconto storico.

Sono convinta che i bambini debbano avere più spazio possibile per muoversi, devono poter scegliere da dove cominciare e decidere se e come proseguire per arrivare alla fine (forse), anche dei libri.

È così che è nata la struttura dei due libri in cui narrativa e Storia si alternano, complici ma autonomi. Ogni capitolo è introdotto da una storia e i capitoli storici sono articolati in piccoli paragrafi.

Nello scriverli, ho pensato a come mio figlio aveva guardato e letto i libri tanto impegnativi che gli avevano regalato alla prima elementare: La storia del mondo, la storia dell’universo… Era ancora piccino per libri da massimi sistemi: li ha guardati ma poi li ha messi via. Gli anni successivi, man mano che andava avanti a imparare cose nuove, si ricordava di questi libri e andava a cercare gli argomenti che lo interessavano, che lo incuriosivano di più.

Ho pensato che i miei libretti non dovevano essere esauriti in una sola lettura, dovevano essere esplorati, sbirciati e poi letti pian piano, dove interessava, come piaceva.

L’intervento di Patrizia Zerbi editrice di Carthusia è stato fondamentale per l’armonizzazione di questi scritti, ma soprattutto per la scelta delle illustrazioni. Nel primo libro sono state affidate a un’unica artista, Monica Zani, per il secondo, ogni capitolo ha avuto un diverso illustratore, ma anche due autori per la parte narrativa, Roberto Piumini e Beatrice Masini.

Il terzo libro è sulla scrittura a mano dopo l’invenzione della stampa. È un argomento poco affrontato dai non specialisti, ed è per me una bella sfida. Nessuna anticipazione! Spero solo che possa uscire presto.

 

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Tararì Tararera di Emanuela Bussolati

Mag 27

A leggere questo libro ci si diverte moltissimo. Tanto per cominciare è in lingua piripù, e questo ci permette di espandere i nostri orizzonti linguistici, e poi è una storia molto carina da leggere ai bambini. Non sapete che cos’è la lingua piripù? In effetti non esiste. È una sorta di gramelot, di suoni, di onomatopee, di parole inventate che diventano una storia quando qualcuno si mette in gioco e la legge. E mica si divertono solo i bambini piccoli, anche i più grandi. Quando comincio a leggere “Tararì Tararera … sesa terù di Piripù” ho intorno a me solo occhi stupiti e se sono fortunata, anche bocche spalancate che poi si ricompongono in un grande sorriso. Tutti seguono la storia ascoltando e guardando le belle illustrazioni. Ridono quando Piripù cade e si inteneriscono quando l’elefante-gonende lo culla per tranquillizzarlo. Sono contenti quando Piripù trova la sua famiglia e non possono fare a meno di ridere sollevati quando la mamma lo sgrida e poi lo abbraccia.

Insomma, una storia semplice ma di grande bellezza. La bellezza della voce, dei gesti e degli sguardi che vengono usati per giocare e coinvolgere i bambini. E per farsi coinvolgere e per inventarsi lettori in lingua piripù. Una lingua che unisce grandi e piccoli con una forza incomparabile.

 

Emanuela Bussolati, Tararì Tararera, Milano, Carthusia 2009

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