‘Un Prato di libri’

Apr 06

‘Un Prato di libri’

Eccomi pronta a partire per la Toscana, dove parteciperò a un Prato di libri, il Festival della lettura per bambini e ragazzi.

Porterò il mio ultimo nato, fresco di una nomination al Premio Bancarellino, Datemi una penna. Le scritture a mano dopo l’invenzione della stampa (Carthusia, 2015) dal quale ho tratto spunto per i tre incontri che sono stati organizzati per domenica 10 aprile. Gli incontri si terranno tutti nella Sala del Gonfalone, Palazzo Buonamici, via Ricasoli 25.

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Una biblioteca può salvare un quartiere. Intervista con Donatella Natoli – 1

Apr 03

Una biblioteca può salvare un quartiere. Intervista con Donatella Natoli – 1

Vi presento Donatella Natoli

La Biblioteca dei bambini e dei ragazzi Le Balate  è nel cuore del Centro Storico di Palermo, vicino al mercato Ballarò e  Donatella Natoli è tra i fondatori e gli animatori di questa straordinaria realtà.

Su di lei è stata scritta una voce nella Enciclopedia delle donne, a sottolineare il valore e l’impegno di una donna fuori dal comune. 

L’intervista a Donatella è infine risultata assai lunga per gli standard di un blog, ma poiché trovo tutto ciò che mi è stato raccontato assolutamente fondamentale per capire la donna, il suo impegno, le sue passioni e anche l’importanza vitale del progetto, ho deciso di pubblicarlo in due parti.

La prima, che leggerete oggi, sarà dedicata al lavoro fatto da Donatella e i suoi colleghi sul territorio prima della costituzione dell’Associazione Le Balate, nella seconda, che sarà pubblicata il 17 aprile, si parlerà delle attività della Biblioteca.

PRIMA DE ‘LE BALATE’

donatellanatoliDonatella,  sei un medico, che cosa ti ha fatto decidere di dedicarti a una biblioteca?

Sono medico per scelta. Nessuno della mia famiglia era medico prima di me. Ho lavorato 17 anni all’Università, 21 anni in Ospedale e dieci anni sul territorio, con periodi di sovrapposizione Ospedale-Università, ma anche Ospedale-territorio. Gli anni di lavoro universitario sono stati  abbastanza esaltanti, erano gli anni in cui era appena stata varata la riforma ospedaliera (1968) e si discuteva moltissimo per cercare di realizzare una riforma sanitaria che includesse il concetto e la pratica di prevenzione primaria e secondaria accanto a quello di diagnosi, cura e riabilitazione.

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C’è posta per Scripty

Mar 27

C’è posta per Scripty

Ecco di nuovo a voi Scripty Manent, l’avventurosa studiosa della scrittura, che conscia della nostalgia di lei che tutti abbiamo avuto (…), ci manda una simpatica lettera ricevuta recentemente.

 

Gentile Scripty,

con questa mia vengo a disturbarla, in seguito al fatto che il mio propronipote è a scuola con suo figlio e mi ha raccontato della sua passione per la scrittura della gente.

Ma lo sa che conservo decine, centinaia di quaderni pieni zeppi di canzoni? Perché io ho scritto canzoni per tutta la vita e soprattutto, non ho fatto altro che cantare. Ma lo sa quando sono nato io? Il 1 gennaio del 1900! Ma sono ancora arzillo, eh!?

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Coscienza di sé. Intervista con Antonella Agnoli

Mar 20

Coscienza di sé. Intervista con Antonella Agnoli

Vi presento Antonella Agnoli 

Viene definita consulente bibliotecaria oppure esperta di progettazione di biblioteche.

Da anni gira per il mondo per conoscere, osservare e imparare da realtà e persone che fanno parte del mondo bibliotecario, e non solo.

Ha costruito la sua competenza soprattutto sul campo, senza paura di confrontarsi e mettersi in gioco contro antiquate filosofie sulla gestione delle biblioteche, fin da quando le venne affidata la costituzione della biblioteca di Spinea (Venezia), e più tardi quella di San Giovanni di Pesaro.

Di fronte ai successi riportati, spesso le viene chiesto che tipo di formazione abbia avuto, ma Antonella preferisce raccontare che quando era giovane le piaceva andare a ballare, non certo studiare, ma si sofferma anche sulla sua militanza, e conclude sempre che il «PCI negli anni Settanta è stata l’università di una intera generazione».

Grazie alle occasioni di incontro con intellettuali e artisti e alla partecipazione a dibattiti e scambi di opinioni, Antonella ha quindi costruito la sua capacità di osservazione e ascolto e soprattutto la consapevolezza dell’importanza della
cultura come base per un pensiero libero. Una consapevolezza che poi ha utilizzato per i suoi progetti in biblioteca.

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Povera Cappuccetto Rosso: perché si proibisce un libro

Mar 13

Povera Cappuccetto Rosso: perché si proibisce un libro

Dopo il post sul laboratorio Storie di libri, qualcuno mi ha chiesto che cosa racconto ai bambini sui libri proibiti.È chiaro che essendo relativamente piccoli, non entro troppo nei dettagli storici ma di certo voglio che sappiano che i libri, cioè le idee, possono provocare reazioni che nemmeno immaginano. Lo hanno fatto nel passato e lo fanno ancora oggi. L’esempio che uso di più è quello di Cappuccetto rosso, che tutti conoscono, bandito da alcune biblioteche americane per la presenza della bottiglia di vino nel cestino da portare alla nonna, che si ritiene istighi all’uso di alcool. Recentemente ho scoperto che in Francia ne è stata chiesta la censura perché considerata sessista. Di solito i bambini e i ragazzi restano esterrefatti e mostrano tutta la loro indignazione, cosa che dovremmo fare tutti a leggere dei libri, cioè delle idee, che ancora oggi vengono proibiti e del perché…

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Carte in mano. Si comincia!

Mar 06

Carte in mano. Si comincia!

Ecco che da oggi prende avvio la rubrica ‘Carte in mano’, a scadenza quindicinale, così intitolata perché al centro dell’attenzione saranno soprattutto i professionisti dei beni librari e archivistici nelle loro poliedriche e polivalenti ‘apparizioni’ nel contesto culturale, economico, fiscale ecc. Ma le carte sono anche quelle che gli stessi professionisti hanno in mano e che devono giocare per avere spazio, riconoscimenti e possibilità per condividere la propria esperienza e conoscenza.

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Storie di libri. Il fondo antico della Biblioteca Diocesana di Trento

Feb 28

Storie di libri. Il fondo antico della Biblioteca Diocesana di Trento

Dall’inizio di quest’anno, oltre che con il laboratorio sulle Voci di pace, la collaborazione con le istituzioni culturali della Curia trentina prevede anche un laboratorio con la Biblioteca diocesana.

Questa biblioteca conserva un ricco patrimonio librario antico, costituito da manoscritti, medievali e moderni, e libri a stampa, con preziosi esempi dalle origini della nuova invenzione fino a oggi.

Per le classi che si sono iscritte al laboratorio, ho voluto proporre un percorso che valorizzasse sicuramente i libri rari, ma soprattutto le persone che di loro si sono occupati: copisti, tipografi, e anche editori, librai e naturalmente bibliotecari. Attraverso la scoperta delle loro storie, è mia intenzione far conoscere anche l’evoluzione di certe professioni nel tempo, fino all’oggi, per dare un senso più profondo ai libri che ogni giorno abbiamo tra le mani.

La maggior parte dei ragazzi che ho finora incontrato sono dei buoni lettori e non è stato difficile trascinarli alla scoperta di quanti legami hanno i libri antichi con i nostri, ma anche di quanto quelli siano speciali.

E non vi dico quello che succede ogni volta che arriviamo a parlare dei libri proibiti! Ecco che scoprono che ne esistono ancora, di liste di libri proibiti, e si indignano e si chiedono, e restano stupiti di fronte alle storie antiche, ma anche a quelle moderne, di coloro che grazie ai libri volevano diffondere idee difficili e diverse che spesso, molto spesso, venivano osteggiati con tutti i mezzi.

Non c’è mai alcunché di casuale in un libro, e alle sue dimensioni, forme e scritture si possono attribuire motivazioni e obiettivi che autori e artigiani si ponevano prima di mettere un testo sul mercato che, come oggi, determinava le decisioni di coloro che all’allestimento di quel volume partecipavano.

Durante questi incontri si possono osservano fatture, differenze, analogie tra libri antichi e moderni per ritrovare quelle motivazioni, e soprattutto, i ragazzi hanno l’occasione di vedere da vicino alcuni dei libri più preziosi e antichi della biblioteca e anche di fare qualche esperimento, per esempio con i caratteri di legno e di metallo che vengono messi a loro disposizione.

Dai manoscritti agli incunaboli, alle cinquecentine e poi sempre più avanti nel tempo fino ai giorni nostri, ecco che di fronte a loro scorrono tetragrammi e note quadrate, fogli di pergamena e carta, caratteri gotici e rotondi, miniature e illustrazioni. Ascoltano le storie dei sobri libri settecenteschi e ottocenteschi, quelle delle parole in liberà futuriste e del libro bullonato di Depero fino al racconto conclusivo sui libri tattili di Munari.

Un assaggio, è solo un assaggio, lo so, eppure quante domande, quanta curiosità, e chissà che qualcuno non si ricordi poi, con un libro di scuola in mano o con un bel racconto per il proprio piacere, che può scoprire i nomi delle molte persone che hanno reso possibile questo suo momento di divertimento e di crescita, e perché no, magari mandar loro un pensiero di ringraziamento.

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