Scripty Manent: sarebbe meglio approfondire…

Lug 03

Scripty Manent: sarebbe meglio approfondire…

Nello scambio di mail con la sua amica Priscy, come certamente tutti voi ricorderete (nevvero?), Scripty raccontò di alcune ricette speciali che stava provando allorquando ricevette la lettera del prof. Giocondor…

Alcuni lettori e io stessa, però, siamo rimasti incuriositi e così, dopo varie esitazioni – ché so quanto sia impegnata -, le ho scritto per avere qualche dettaglio in più sulla sua storia.

Così mi risponde…

 

Cara Adriana,

ricordo bene quel giorno. È stampato nella mia memoria fresco come fosse stato ieri o addirittura oggi.

Quel giorno Bellibel, che, come sai, è mio figlio, tornando da scuola, mi trovò con dei vistosi baffi gialli che profumavano di risotto.

«Sto facendo degli esperimenti – dissi – mi aiuti?»

Lui vide che sul tavolo c’erano libri su libri, e mucchietti di zafferano, barattoli di caffè, sacchetti di terre di vari colori, petali e gambi di fiori.

«Sì, ma … » e facemmo un buon pasto perché la fame è fame, e io sono una ben organizzata, anche se non sembra.  Poi tornai al mio progetto: quel giorno avevo deciso di sperimentare le antiche ricette per fabbricare i colori.

«Santo cielo!» esclamai a un tratto.

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I “guaritori” dei libri… Intervista con Simona Inserra

Giu 25

I “guaritori” dei libri… Intervista con Simona Inserra

Vi presento Simona Inserra

 Simona è una restauratrice e conservatrice di beni librari. Di sé racconta: «Quando ero bambina i personaggi dei miei giochi avevano sempre dei libri tra le mani; li costruivo con pezzetti di giornale che trovavo in casa e li sistemavo tra le loro mani. Al momento di fare la mia scelta universitaria, finita la scuola, non avevo dubbi: volevo occuparmi di libri, di libri da leggere e di libri di cui prendermi cura».

Sei nata con i libri in mano, ma quando e come hai cominciato ad occupartene per mestiere? simo

A Catania, la mia città natale, mi iscrissi a Lettere, con l’idea di proseguire gli studi nella direzione che avevo nel cuore da sempre. Approfondii gli studi di Filologia Romanza, che mi consentirono di occuparmi di manoscritti medievali e grazie ai quali ebbi la splendida opportunità di studiare per un anno di Erasmus ad Amsterdam. Iniziai la mia tesi di laurea sulla circolazione di un romanzo francese medievale e questo mi diede la possibilità di visitare e apprezzare le numerose biblioteche olandesi e belghe.

Concluso il percorso di studi catanese, immediatamente mi iscrissi alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali (indirizzo archivistico e librario) di Viterbo. Fu allora che lessi l’avviso della Scuola Europea di Conservazione e Restauro del libro di Spoleto: si selezionavano 15 giovani in tutta Europa per un percorso formativo, con docenti italiani e stranieri, della durata di tre anni. Vinsi una borsa di studio per il corso triennale e la mia vita prese una direzione che davvero mi soddisfaceva.

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‘Sopra le righe’, cioè la bellezza condivisa

Giu 19

‘Sopra le righe’, cioè la bellezza condivisa

Amici cari, si è appena concluso il corso dedicato alla storia del libro, intitolato ‘Sopra le righe. Per una storia del libro dal Medioevo ai giorni nostri’, che ho condotto a Trento, tra maggio e giugno.

Ho deciso che nel post di oggi mi concederò un momento leggero per raccontarvi la mia esperienza con il gruppo di appassionati che ha pensato bene di perdere parte del suo prezioso tempo seguendo i miei incontri.

Che io mi diverta nel raccontare le storie dei libri e intorno ai libri è ormai risaputo, ma non è sempre così scontato che anche le persone con cui mi accompagno condividano questo mio piacere. Potrò sbagliarmi, ma questa volta è accaduto.

Non voglio raccontarvi ciò che ho spiegato e mostrato sui manoscritti e sui libri antichi del Museo diocesano, dell’Archivio diocesano e della Biblioteca Diocesana –Vigilianum.

Questa volta, voglio ricordare gli sguardi che vedevo di fronte a me (qualcuno stanco ma vigile…), i sorrisi suscitati dallo scoprire nuove cose e l’emozione di vedere da vicino oggetti mai incontrati e che mai si poteva pensare avessero tanto da dire.

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