Vi presento Lorena Stochino
Archivista da vent’anni e libera professionista da otto, Lorena ancora affronta con grande passione ed entusiasmo il suo lavoro, ‘lottando’ per sé e per gli altri, alla ricerca della conoscenza e sempre con una grande curiosità per la vita.

La prima domanda che di solito pongo agli ospiti di questo blog è perché abbiano scelto una disciplina come l’archivistica…
Agli archivi sono arrivata dopo la laurea in lettere, per puro caso. E poi, insomma, questa disciplina mi è entrata dentro e ho scoperto che non è certo un lavoro che si può fare senza passione. Ti puoi avvicinare casualmente, ma se scegli di andare avanti, il percorso è talmente particolare che solo la passione può darti la giusta motivazione. Per me fare l’archivista vuol dire avere potenzialità e potere: si apre un mondo. Credo si possa dire che l’archivista ‘governi’ la storia, nel senso della memoria storica. Questo è un aspetto importante da capire e gli archivisti lo sanno bene.
Che cosa vuol dire che ‘l’archivista governa la storia’?
È un concetto che dominano bene gli archivisti dell’archivio storico, ma ora anche quelli dell’archivio corrente l’hanno compreso (per “archivio corrente” s’intende l’archivio che è attualmente in uso ed è in continuo accrescimento; per necessità pratiche, i fascicoli che compongono l’archivio corrente vengono conservati in locali facilmente accessibili o nella stessa stanza degli impiegati che li utilizzano, ndA). Per questi ultimi è una presa di coscienza più recente perché fino a qualche tempo fa erano considerati dei protocollisti e basta. Ora, nel passaggio alla gestione documentale in digitale è chiaro anche per loro che il loro ruolo è alla base, all’inizio di un archivio che col tempo diventerà storico.
Meno bene, purtroppo, lo capiscono gli amministratori, che non colgono l’importanza di seguire un determinato flusso, un cammino di registrazioni che oltre ad agevolare il loro lavoro costituisce la base per la corretta formazione di un archivio. Ma se ne renderanno conto, ahimè, quando ci si accorgerà che nel passaggio dal cartaceo al digitale saranno andati perduti dei pezzi, dei pezzi di memoria. Solo allora, la consapevolezza tornerà.
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