Kuta a Gavoi

Lug 21

Nel luglio 2010 ho avuto la straordinario possibilità di presentare il libro dell’Invenzione di Kuta al Festival Isola delle storie di Gavoi insieme a Roberto Piumini.

Durante il laboratorio Furbo chi scrive, sulle prime scritture in volgare, ho proposto ai bambini di giocare con uno dei documenti più antichi in lingua sarda, il condaghe di S. Pietro di Silki, del XII secolo. Anche se la lingua era il logudorese e non il barbaricino, non solo mi hanno perdonata, comunque orgogliosi di tanta importanza e antichità, ma si sono anche divertiti!

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La Storia e le storie dei libri

Lug 09

Proposte per la didattica dei libri antichi

Incontri con bibliotecari  ed educatori.

È questo il titolo di una serie di incontri con bibliotecari, insegnanti ed educatori che ho tenuto in Sicilia. In effetti sono incontri che ho proposto anche altrove, per esempio a Milano e a Lodi, ma con modalità diverse. Lo scopo di questi corsi è di suggerire a bibliotecari e insegnanti alcuni spunti di riflessione per condividere la conoscenza dei libri antichi con chi non ne ha familiarità, e anche su come utilizzarli per raccontare a bambini, ragazzi e adulti la storia dei libri e della cultura.

Credo che sia importante restituire un patrimonio culturale che appartiene alla cittadinanza fino a fornire un modo nuovo per conoscere e apprezzare la biblioteca. I libri sono anche gli oggetti che hanno permesso la circolazione di idee, quegli oggetti di cui ogni singola parte ha un motivo.

Ogni singolo elemento del libro, ogni professionalità che si è messa in gioco per costruirlo fa parte di un progetto ben determinato. Per questo ritengo sia importante mostrare le diverse scelte che sono dietro ogni libro: il materiale, il tipo di scrittura, lo stile della decorazione, le dimensioni, le forme. Tutto questo porta a capire meglio il contesto culturale del testo, dell’autore, del pubblico.

Dev’essere sempre sottolineato il forte legame tra testo e oggetto: sono convinta che sia una delle prospettive più interessanti e stimolanti con cui avvicinarsi alla storia del libro, e nello stesso tempo alla comprensione di ogni scelta anche nel libro moderno.

E così propongo corsi che durano a seconda delle necessità di chi li chiede. Tutti hanno comunque la stessa articolazione.

Nella prima fase, cerco di creare una sorta di brain storming per spostare chi mi ascolta da un ‘rigido’ uso del fondo antico alla capacità di adattare idee al patrimonio, o per creare progetti in base al patrimonio..

Nella seconda al centro dell’attenzione c’è la necessità di organizzare l’idea per renderla efficace: la stesura del progetto. Nell’ultima parte propongo sempre un laboratorio concettuale, un lavoro a gruppi con esempi pratici da discutere (fra loro e poi tutti insieme), in base a ciò che si è detto durante il corso.

Sono esperienze che vengono scambiate. La mia, e quella di chi ha la pazienza di ascoltarmi diventano il punto di partenza per discussioni, idee e progetti che hanno come scopo avvicinare ai libri antichi, certo, di più, ai libri tout court, ma allo scambio anche, e alla crescita culturale di tutti.

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Alla ricerca di Telesio

Giu 23

Da un anno partecipo al Censimento delle cinquecentine contenenti le opere del filosofo calabrese Bernardino Telesio, promosso dall’Università di Calabria.

Dopo aver fatto un lavoro di ricerca su cataloghi a stampa e in rete relativi a tutte le biblioteche del mondo (ho visto anche i cataloghi delle biblioteche africane, asiatiche: ho scoperto un mondo), con i miei colleghi siamo partiti con il lavoro sul campo, anzi, in biblioteca, cominciando naturalmente dall’Italia.

Il lavoro è interessante: di ogni cinquecentina dobbiamo dare una descrizione, per verificare la presenza o meno di varianti tipografiche. Dobbiamo anche rilevare le note dei lettori e dei possessori. Mi piace scoprire nelle mani di chi questo particolare libro sia capitato, verificando se ci sono delle note particolari o semplici sottolineature. Se qualcuno ha ritenuto di aggiungere o correggere il testo, se ci sono stati diversi passaggi. Insomma, mi piace scoprire come questo libro sia stato vissuto.

Devo dire la verità: quello che a me piace di più di questo lavoro, però, è la possibilità di viaggiare e di incontrare persone nuove, la maggior parte molto gentili e preparate.

Sono stata a Messina, Enna e poi a Udine e Bassano del Grappa, Vicenza, Ancona, Urbino, Macerata, Fermo, e non ho ancora finito. Da poco sono tornata da Firenze, dove sono stata anche all’Osservatorio Ximeniano. Il libro che mi serviva non c’era, ahimè (fuori posto? Speriamo), ma il direttore della biblioteca mi ha accompagnato in una interessantissima visita all’Osservatorio mostrandomi le raccolte degli oggetti utilizzati dai Gesuiti, prima, e dagli Scolopi, poi, per il primo sismografo e per il primo motore a scoppio.

Insomma, è decisamente l’occasione per imparare anche cose diverse, e per conoscere persone, ambienti e città.

Il prossimo giro sarà ancora in Toscana: Pisa, Siena e Pistoia. Chissà che non scopra qualcos’altro…

 

Bernardino Telesio (Cosenza, 1509-1588) è stato un filosofo naturalista, considerato l’iniziatore della nuova filosofia della natura cui si dedicarono Giordano Bruno, René Descartes, Francis Bacon, Tommaso Campanella.

La sua opera più importante è il De rerum natura iuxta propria principia (“Intorno alla natura delle cose secondo i loro principi”).

Fu pubblicata, per i primi due libri nel 1565, quindi nel 1570 e poi nel 1586. Nel 1596 i suoi libri furono messi nell’Indice dei libri proibiti, da cui vennero tolti solo nel 1900.

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