C’è posta per Scripty

Mar 27

C’è posta per Scripty

Ecco di nuovo a voi Scripty Manent, l’avventurosa studiosa della scrittura, che conscia della nostalgia di lei che tutti abbiamo avuto (…), ci manda una simpatica lettera ricevuta recentemente.

 

Gentile Scripty,

con questa mia vengo a disturbarla, in seguito al fatto che il mio propronipote è a scuola con suo figlio e mi ha raccontato della sua passione per la scrittura della gente.

Ma lo sa che conservo decine, centinaia di quaderni pieni zeppi di canzoni? Perché io ho scritto canzoni per tutta la vita e soprattutto, non ho fatto altro che cantare. Ma lo sa quando sono nato io? Il 1 gennaio del 1900! Ma sono ancora arzillo, eh!?

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Coscienza di sé. Intervista con Antonella Agnoli

Mar 20

Coscienza di sé. Intervista con Antonella Agnoli

Vi presento Antonella Agnoli 

Viene definita consulente bibliotecaria oppure esperta di progettazione di biblioteche.

Da anni gira per il mondo per conoscere, osservare e imparare da realtà e persone che fanno parte del mondo bibliotecario, e non solo.

Ha costruito la sua competenza soprattutto sul campo, senza paura di confrontarsi e mettersi in gioco contro antiquate filosofie sulla gestione delle biblioteche, fin da quando le venne affidata la costituzione della biblioteca di Spinea (Venezia), e più tardi quella di San Giovanni di Pesaro.

Di fronte ai successi riportati, spesso le viene chiesto che tipo di formazione abbia avuto, ma Antonella preferisce raccontare che quando era giovane le piaceva andare a ballare, non certo studiare, ma si sofferma anche sulla sua militanza, e conclude sempre che il «PCI negli anni Settanta è stata l’università di una intera generazione».

Grazie alle occasioni di incontro con intellettuali e artisti e alla partecipazione a dibattiti e scambi di opinioni, Antonella ha quindi costruito la sua capacità di osservazione e ascolto e soprattutto la consapevolezza dell’importanza della
cultura come base per un pensiero libero. Una consapevolezza che poi ha utilizzato per i suoi progetti in biblioteca.

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Povera Cappuccetto Rosso: perché si proibisce un libro

Mar 13

Povera Cappuccetto Rosso: perché si proibisce un libro

Dopo il post sul laboratorio Storie di libri, qualcuno mi ha chiesto che cosa racconto ai bambini sui libri proibiti.È chiaro che essendo relativamente piccoli, non entro troppo nei dettagli storici ma di certo voglio che sappiano che i libri, cioè le idee, possono provocare reazioni che nemmeno immaginano. Lo hanno fatto nel passato e lo fanno ancora oggi. L’esempio che uso di più è quello di Cappuccetto rosso, che tutti conoscono, bandito da alcune biblioteche americane per la presenza della bottiglia di vino nel cestino da portare alla nonna, che si ritiene istighi all’uso di alcool. Recentemente ho scoperto che in Francia ne è stata chiesta la censura perché considerata sessista. Di solito i bambini e i ragazzi restano esterrefatti e mostrano tutta la loro indignazione, cosa che dovremmo fare tutti a leggere dei libri, cioè delle idee, che ancora oggi vengono proibiti e del perché…

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