Aprite gli occhi: è di cultura che abbiamo bisogno!

Mag 10

Aprite gli occhi: è di cultura che abbiamo bisogno!

Forse non ci siamo spiegati. Possibile che non sia chiaro quanto sia importante la cultura?! Sempre. Soprattutto ora.

Magari il concetto diventa più facile da comprendere se rappresentiamo la cultura come un ecosistema: i temi culturali, a prescindere dal linguaggio scelto per esprimerli, hanno sempre un forte impatto sulla comunità, la quale, dopo essersi ‘nutrita’, restituisce sotto altre forme: consapevolezza sociale, attenzione all’ambiente, maggiore disponibilità all’accoglienza, conoscenza del proprio territorio da tradurre, per esempio, in percorsi turistici. E, soprattutto, esige nuovi stimoli innescando un circolo virtuoso. I processi culturali vengono alimentati da un ambiente che li sollecita e un progetto non solo porta lavoro a chi lo concretizza, ma immette sul territorio le potenzialità di un miglioramento economico e sociale. Anzi, le possibilità di investimento aumentano se il terreno è stato reso fertile da una crescita culturale.

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Evidentemente disuguali

Mag 03

Evidentemente disuguali

Disuguaglianza vuole dire essere diversi, cioè non essere uguali. È una parola che indica la mancanza di uniformità: le persone, per esempio, non mostrano gli stessi comportamenti, hanno differenze di temperamento, non sono d’accordo sulle stesse questioni, e nemmeno vanno sempre d’accordo fra loro.

Mai come in queste circostanze così difficili abbiamo avuto l’evidenza della nostra disuguaglianza. L’abbiamo provata sulla nostra pelle. L’emergenza ci ha costretti a vedere che le vite da cui siamo circondati non assomigliano alle nostre. La crescita esponenziale dell’attività sui social (visto che per strada non dovrebbe esserci nessuno…) ci ha dato l’opportunità di conoscere situazioni e realtà del tutto diverse da quelle che viviamo quotidianamente e alle quali, quando capita di pensarci, regaliamo solo superficiali attimi della nostra attenzione.

In questi giorni, per esempio, abbiamo avuto la conferma che esistono lavori molto diversi tra loro, e diversamente contrattualizzati: ci sono i dipendenti delle amministrazioni pubbliche e quelli di enti privati, i liberi professionisti, gli imprenditori, i lavoratori a contratto, e naturalmente quelli senza contratto. Naturalmente, le disuglianze nelle tipologie di contratto e non-contratto rispecchiano differenze nel trattamento economico.

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Datemi una visione (politica)!

Apr 26

Datemi una visione (politica)!

Forse in questi ultimi due mesi abbiamo ri-scoperto perché sia importante la politica, a che cosa serva. Forse ci siamo resi conto sulla nostra pelle, letteralmente, che differenza faccia per la vita della comunità e per la nostra essere governati da persone preparate. Non intendo fare distinzioni di colore politico, perché di sostenitori e militanti ce ne sono abbastanza. Voglio solo riflettere, con parole mie, sull’importanza della politica, sulla cultura del bene comune, sul diritto a una vita dignitosa che solo lo Stato e le autorità pubbliche possono garantire, sul dovere di ogni cittadino di partecipare perché tutto funzioni.

Al Governo, nazionale e territoriale, ci sono persone che sono state elette dai cittadini attraverso una procedura democratica. Mi verrebbe da pensare, quindi, che chi è andato a votare abbia avuto una certa consapevolezza di ciò che stava facendo e che prima di mettere la croce sul nome si fosse informato. Questo dovrebbe accadere, in teoria. Sempre in teoria, tra i candidati ci sarebbero dovute essere persone che presentino se non un’esperienza della politica, che è un ‘mestiere’ molto complesso, almeno gli strumenti per (provare a) comprenderla e a farne l’uso corretto.

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Dai, leggi un buon libro…

Apr 18

Dai, leggi un buon libro…

Serve un ‘buon libro’ – più d’uno – per avere un po’ di sollievo a questa forzata astinenza dalla socialità, lo dicono tutti. Che sia buono il libro, rassegnatevi, lo scoprirete solo dopo averlo letto. Fin dal primo momento molti librai, anche in Trentino, hanno organizzato un servizio di consegna a domicilio e ora che hanno dovuto chiudere i negozi utilizzano le loro pagine facebook per mantenere i contatti con gli affezionatissimi clienti. Tra i tanti settori che sono in crisi, quello del libro e dell’editoria è in ginocchio perché in difficoltà già in partenza. Il 60% delle case editrici ha già attivato la cassa integrazione o la sta programmando. È per questo che è importante apprezzare ogni gesto da parte di librai, bibliotecari, editori e professionisti del patrimonio librario, molti dei quali stanno mettendo a disposizione le loro competenze del tutto gratuitamente (è l’emergenza, d’accordo, ma ricordatevi che non è giusto).

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Sospesi nel cielo. Ultima puntata

Apr 12

Sospesi nel cielo. Ultima puntata

Ho scritto questo racconto, che oggi si conclude, ispirata da alcuni documenti, lettere, cartoline, diari della Grande Guerra che ho avuto tra le mani durante i miei studi. L’unico personaggio del tutto inventato, per il quale non ho riscontri storici, che non ho nemmeno cercato, a dire il vero, è quello di Bonaria, cui sono molto affezionata. Per le frasi nel dialetto nuorese che costellano la storia sono stata aiutata da Rossano ‘Istranzu’ Mameli e da alcuni suoi amici. Li ringrazio tutti con grande affetto. Per me è stato anche un modo per conoscere almeno un poco di quella lingua, di quel mondo, che trovo estremamente affascinante. Gavoi, e il nuorese, mi sono rimasti nel cuore dopo aver partecipato al Festival delle storie, ormai dieci anni fa, credo, ma la gioia che provo nel pensare a quei giorni è sempre la stessa.

Ho cominciato a pubblicare le puntate di questo racconto prima della ‘grande serrata’, quando non si era ancora compresa la gravità della situazione. Ho continuato a condividerlo con voi per mantenere un contatto anche attraverso questa storia. In queste settimane, faticose per tutti, le storie, più o meno belle, più o meno riuscite, sono state cercate, e regalate, da moltissime persone e trovo che questo scambio sia importante. Anzi, credo che si debba ‘ricominciare’ a partire da qui. Grazie a tutti coloro che hanno letto e commentato. Avrò piacere di ricevere ancora i vostri pareri, per migliorare la scrittura, ma anche per conoscerci e chiacchierare. Auguro a tutti voi una giornata serena.

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Sospesi nel cielo. Decima puntata

Apr 09

Sospesi nel cielo. Decima puntata

“Stasera verranno qui degli amici – disse Giulio ad Antonio, dopo che ebbero pranzato – Vorrei che li conoscessi”. “E chi sono?”, Antonio si sentiva particolarmente a suo agio con Giulio, e si chiedeva come fosse possibile, loro così diversi. “Sono quelli che mi hanno aiutato a scappare da Trento, e che stanno organizzando il viaggio di Clara. Sono buoni amici, credo”. “Non lo sapete, se sono amici veri?”

“Alfonso sì, lui è un amico vero. Ci ha dato questa casa, la casa dei suoi genitori. Lui è un amico. Ma gli altri – Giulio esitò – ecco, non lo so. Si aspettavano che collaborassi con loro con qualcosa di più della mia presenza alle riunioni, hanno cominciato a guardarmi con sospetto, o forse con disprezzo”.

“Non siete più d’accordo con loro?”, Antonio non era certo di capire fino in fondo questo strano discorso. “Non riesco più a sostenere la mia parte – rispose – Desidero che mi aiutino a far venire Clara, ma so di non poterli aiutare. Non come loro vorrebbero. È venuto il momento di essere sincero e di metterli al corrente della mia decisione”. “Antonio! – chiamò Bonaria dalla porta – Vieni a vedere!”. “Vai – disse Giulio – ne parleremo ancora. Non so perché, ma sento di poterti parlare con sincerità, come a un amico”.

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Noi non siamo in guerra

Apr 07

Noi non siamo in guerra

Vorrei che si smettesse di parlare di guerra. Noi non siamo in guerra. La guerra è un’altra cosa. In guerra, il più delle volte, un paese entra in conflitto con un altro per un motivo, vero o presunto, e i soldati si sparano addosso. È uno scontro armato, tra Stati, o tra gruppi organizzati etnici, sociali, religiosi. È violenza, contro le persone e le cose. In guerra i civili per non morire devono fuggire. In guerra vengono usate armi che non danno scampo. In guerra c’è la fame. In guerra città intere vengono distrutte. In guerra l’angoscia è data anche dall’insensatezza umana che uccide e fa prigionieri, che tortura, che volontariamente nega la vita. Potremmo ricordarlo, quando leggiamo o guardiamo della situazione nei campi profughi. Chi torna dalla guerra non è più se stesso, a volte si perde nel silenzio.

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