Telesio al Salone del Libro

Mag 09

Telesio al Salone del Libro

Domenica 13 maggio, ore 16

presso lo stand della Regione Calabria

verrà presentato il volume

Giliola Barbero, Adriana Paolini, Le edizioni antiche di Bernardino Telesio. Censimento e storia, Paris, Les Belles Lettres, 2017 (Collection Giordano Bruno. Documents /essais, V)

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La semplice complessità della conoscenza

Apr 29

La semplice complessità della conoscenza

E’ questo il  titolo del seminario che, per cortese invito del professor Federico Valacchi, terrò a Macerata giovedì 3 maggio.

Sotto titolo: Ho cominciato a porre domande perché non sapevo (Danilo Dolci).

Tra Danilo Dolci e Edgar Morin, tra maieutiche e percorsi possibili per la conoscenza di sé e degli altri, tra semplicità e complessità, nel corso dell’incontro che ho pensato di proporre agli studenti, si indagheranno alcuni tra gli strumenti di conoscenza che già si posseggono, per esserne più consapevoli, e altri che si potrebbero utilizzare.

Scambieremo esperienze con chi, e con ciò, è altro da noi e dalle nostre abitudini. Per insegnarci, vicendevolmente, a leggere libri, fonti, e, ambiziosamente, un po’ della realtà, a volte così disorientante…

La semplice complessità della conoscenza.

3 maggio, ore 9

Aula 11

(nell’ambito del corso di Archivistica informatica)

Dipartimento delle scienze della formazione, beni culturali e del turismo – piazzale Bertelli, Macerata

 

 

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La bellezza della contaminazione (culturale)

Apr 23

La bellezza della contaminazione (culturale)

Torno a scrivere entusiasta e rinnovata da molti spunti, idee e argomenti da discutere. Torno a voi, miei pochi ma affezionati lettori, per raccontarvi di un convegno cui ho partecipato dedicato a Etica, archivi e cultura, organizzato dall’Associazione nazionale archivistica italiana, Anai Trentino Alto Adige, in collaborazione con la Provincia di Trento.

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Guardiamo le figure? Intervista con Giorgia Atzeni

Apr 08

Guardiamo le figure? Intervista con Giorgia Atzeni

Giorgia Atzeni è un’artista, un’illustratrice di libri per ragazzi, ma anche una studiosa del libro illustrato del Cinquecento. Svolge da vent’anni attività didattico-laboratoriale in ambito ludico-artistico nelle scuola primaria e secondaria, in spazi museali, librerie e biblioteche, ludoteche e Festival letterari. Ha pubblicato le sue illustrazioni per Salani, Il Castoro, Giunti, Segnavia, Franco Cosimo Panini ed Edizioni Corsare. Il suo ultimo libro illustrato è “Luci”, scritto da Massimo Ivaldo (Edizioni Corsare). Oggi è soprattutto un’insegnante, ma le strade intraprese alla ricerca della bellezza, antica e moderna, artistica e musicale, la rendono una professoressa molto speciale.

Nella breve presentazione ho sfiorato solo alcune delle tue attività e delle tue molte ‘professionalità’. Raccontaci …

Da piccolissima giocavo coi pennelli di mio padre (Gianni Atzeni) e seguivo le note di uno spartito aperto durante le prove di un coro polifonico frequentato dai miei genitori. Mio nonno paterno, artigiano falegname, suonava il mandolino e il violino nella sua stanza privata. Quando riuscivo a varcare la porta dei suoi segreti, lo osservavo, in silenzio. Va da sé che prima dei sei anni desiderassi imparare a suonare uno strumento e già intonavo con sicurezza buona parte delle canzoni interpretate da Shirley Temple nei suoi famosi film. Ho amato sempre i libri con le figure e ho iniziato a leggere molto presto. Non chiedetemi perché sia successo, credo che la responsabilità sia di mia madre che mi ha incoraggiata, spingendomi verso ogni forma di espressione poetica umana, sia essa parola, musica o arte. Più si convinceva della mia idoneità a tutto, più diventavo precocemente abile in ambiti diversi: in fondo questo è ciò che gli esperti potrebbero chiamare sviluppo della “fiducia in se stessi”, quella che spesso manca ai bambini in certi contesti socio-culturali del nostro paese, dove le famiglie non hanno strumenti per stimolare fantasia e creatività.

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Archivisti attivi. Intervista con Federico Valacchi

Mar 24

Archivisti attivi. Intervista con Federico Valacchi

Federico Valacchi è professore ordinario di archivistica e archivistica informatica presso l’Università di Macerata dove insegna dal 2002. I principali ambiti di ricerca sono attualmente quelli legati al rapporto tra tecnologie dell’informazione e archivi, di cui fu uno dei primi a occuparsi in Italia. Da anni si spende in pubblicazioni e iniziative per promuovere un modo diverso di mettere in comunicazione gli archivi e tutto il mondo che c’è intorno… È il fondatore di Archivistica attiva.

Che cos’è Archivistica attiva?

È fondamentalmente una comunità di valori: un gruppo social che prima dell’archivistica condivide dei valori, fatti di passioni, emozioni, partecipazione, e che ha trovato poi stabilità di contenuti in un blog, Archivisticattiva. In questo modo si è voluto creare uno spazio di discussione, un punto di incontro e talvolta di scontro, per staccarsi dai ‘soliti’ argomenti, o, meglio dal solito modo di trattarli.

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Ma chi l’ha vista, Scripty Manent?

Mar 18

Ma chi l’ha vista, Scripty Manent?

L’altro giorno per strada mi hanno chiesto, a bruciapelo: “Ma com’è fatta Scripty?”. Ed è stato così che mi sono resa conto che non ho mai descritto l’aspetto di Scripty. Ho cercato di compiacere una certa sua naturale ritrosia, ma credo che sia venuto il momento di raccontarla, così com’è…

Scripty ha i capelli rossi, mossi, più precisamente in disordine, oserei definirli selvaggi. Non sono lunghi ma nemmeno cortissimi: una lunghezza giusta per portarli in giro dignitosamente senza controllo.

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Salvare e valorizzare i manoscritti, un dovere

Mar 11

Salvare e valorizzare i manoscritti, un dovere

Un paio di mesi fa ho letto su un quotidiano di un progetto molto importante di digitalizzazione di manoscritti medievali e ho pensato di riprendere quella notizia e proporvela perché di quei manoscritti racconto, ormai da anni, durante le mie ‘chiacchierate’ con grandi e piccini.

Sono i manoscritti delle biblioteche di Timbuktu.

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