Selvaggi e consapevoli

Feb 18

Selvaggi e consapevoli

In questi giorni mi capita di avere per le mani alcuni testi. Neanche a dirlo, sono opere dedicate alla lettura e alla scrittura.

Nel libro Come diventare vivi. Un vademecum per lettori selvaggi di Giuseppe Montesano (Bompiani, 2017), tra i mille spunti che a dir poco mi hanno entusiasmato (ne consiglio caldamente la lettura), leggo alcuni passaggi sugli analfabeti funzionali.

Il primo, che mi colpisce, è quello in cui l’analfabeta funzionale, “che è in grado di compiere alcune azioni definite intelligenti ma è totalmente ignorante al di fuori dei compiti che svolge”, viene messo in relazione, anzi si confonde con colui che legge molto e che ritiene di essere superiore agli altri. Costui ritiene di “sapere tutto su qualcosa, incapace di considerare con benevolenza e apertura un’altra visione di quel qualcosa”, e dunque può essere definito “solo un piccolo dittatore culturale”.

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Scripty in archivio

Feb 11

Scripty in archivio

Oggi per voi, una nuova storia di Scripty Manent, l’avventurosa studiosa della scrittura. Certo che, in nome della conoscenza, a volte si intraprendono imprese assai particolari…!

 

Finalmente trovò l’entrata alla biblioteca che le era stata segnalata. Quella porticina era quasi invisibile dalla strada, e sì che si trovava su uno dei percorsi che faceva quotidianamente. Ma, ahimè, è noto che alle biblioteche in tanti non fanno caso.

Era intitolata a ‘G.H. Ost’, con una precisazione particolare, ‘Collezionista occulto e accorto’. “Chi sarà mai? Che strani nomi hanno a volte i collezionisti di libri!” pensò senza badarci troppo.

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Il primo libro non si scorda mai. Intervista con Carla Ida Salviati

Feb 04

Il primo libro non si scorda mai. Intervista con Carla Ida Salviati

Vi presento Carla Ida Salviati

Saggista e giornalista , Carla Ida Salviati ha lavorato nella scuola, è stata professore a contratto in varie Università e ha operato nel mondo editoriale. Per la casa editrice Giunti ha diretto a lungo i periodici scolastici. Consulente del Centro per il Libro e la Lettura del MBACT, è stata in giuria del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2016. Suoi settori di studio sono la letteratura giovanile e la storia dell’editoria, con particolare attenzione per quella educativa. Nel 2013 la rivista “Andersen” l’ha insignita del premio «protagonisti della diffusione della cultura e della lettura». Tra i suoi libri recenti: La biblioteca spiegata agli insegnanti (Editrice Bibliografica, 2014), Mario Lodi maestro (Giunti Scuola, 2015), Il primo libro non si scorda mai (Giunti, 2017).


Ne Il primo libro non si scorda mai. Innamorarsi della lettura tra i 5 e gli 11 anni, lei traccia percorsi e sollecita stimoli e suggerimenti per esercitare buone pratiche di lettura soprattutto per i bambini. “Se al centro del nostro sguardo – si legge sulla quarta di copertina – restano i bambini, se offriamo testi capaci di far loro conoscere il mondo e di riconoscersi come parte di esso, l’innamoramento è sempre possibile”. Come dovrebbero essere i libri giusti per bambini messi al centro del nostro sguardo?

Innanzi tutto devono tenere conto delle esigenze dei lettori bambini. E solo fino ad un certo punto delle voglie degli autori, degli amori degli editori, del “benpensantismo” della scuola e delle famiglie… Mi pare bello che ciascuno degli adulti elencati ci metta il meglio del proprio ruolo. Ma nessun ruolo deve prevaricare il lettore. Altrimenti sarà difficile qualunque “innamoramento”.

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Condannate al silenzio

Gen 28

Condannate al silenzio

Oggi vorrei raccontarvi di un libro che mi ha accompagnato in questi ultimi giorni. Sapete bene che non amo recensire, che preferisco piuttosto condividere i miei ‘piaceri’ letterari e così sarà anche stavolta: vi racconto di un libro che mi ha emozionato.

Si tratta di un sottile libretto che in poche pagine racchiude la storia di personaggi estremamente particolari, dei quali molti di noi non conoscono forse nemmeno il nome, ma che sono stati capaci di vivere con coraggio e forza, con una intensità frastornante, un destino che affrontarono grazie a una scelta di coerenza di cui pochi furono e sono capaci. Lo fecero nel silenzio degli altri, che tentarono di negare la loro esistenza, un silenzio che dura da epoche antiche e che oggi è diventato una voce ancora non troppo alta, 

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“Tutta un’altra biblioteca”. Intervista con Maria Stella Rasetti

Gen 07

“Tutta un’altra biblioteca”. Intervista con Maria Stella Rasetti

Vi presento Maria Stella Rasetti

Maria Stella lavora nelle biblioteche dal 1988. Ricca di esperienze e studi importanti, stimolata da grandi motivazioni, ha reso il suo lavoro un’esperienza molto speciale, per sé e per i suoi colleghi, e, soprattutto, per gli utenti delle biblioteche in cui ha lavorato. Direttrice della biblioteca ‘Renato Fucini’ di Empoli, nel 2008 ha vinto la selezione per il posto di Dirigente del Servizio Biblioteche e attività culturali del Comune di Pistoia, raggiungendo l’obiettivo di dirigere, tra l’altro, la “fantastica Biblioteca San Giorgio”, come lei stessa la definisce nel suo blog, ospitata negli spazi delle ex officine Breda, nel centro di Pistoia.


Impossibile dire tutto di te e delle tue mille attività, ma di certo la tua verve e la tua professionalità verranno fuori quando comincerai a raccontare che cosa stia succedendo alla San Giorgio di Pistoia …

Quello che sta succedendo, e che mi sta particolarmente a cuore, del nostro progetto, è che la San Giorgio vuole essere “tutta un’altra biblioteca”, rispetto all’idea tradizionale di biblioteca che ancora prevale nelle persone: quella di un servizio che comunque, nel bene o nel male, si offre ai cittadini, che possono accettare o rifiutare l’offerta, ma che rimangono comunque fuori sia dal momento decisionale sia dal momento produttivo del servizio.

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Buon Natale!

Dic 24

Buon Natale!

 

 

 

 

Auguro a voi serenità, gioia e bellezza, semplicemente, ma con tutto il cuore

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La creatività del lettore

Dic 17

La creatività del lettore

Quando si pensa a un creativo viene naturale riferirsi a un artista, uno scrittore, a qualcuno capace di ‘inventare’, di creare un oggetto o un pensiero o una storia con le proprie capacità intellettuali e manuali.

Eppure, moltissimi di noi sono dei ‘creativi’ a propria insaputa.

Vi siete mai osservati mentre leggete?

Tanto per cominciare creiamo delle condizioni in cui il nostro corpo possa essere pronto ad accogliere ciò che stiamo leggendo. Più o meno consapevolmente decidiamo quale posizione sia più comoda, quale ci disponga a una produttiva concentrazione, quale allo studio ed eventualmente alla necessità di prendere appunti.

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