Cultura bene comune: 11 ottobre 2018

Ott 08

Cultura bene comune: 11 ottobre 2018

Memoria e creatività: l’identità del Trentino

Confronto tra professionisti della cultura

La conoscenza, diritto inalienabile di tutti cittadini, e la cura del patrimonio culturale di una comunità – ovvero la cultura intesa quale bene comune – si esprimono tanto nella conservazione e tutela di beni, quanto nel coraggio della creatività.

Attorno ai temi della memoria, della creatività e dell’identità, ma soprattutto della partecipazione dei cittadini, un confronto aperto tra professionisti della cultura:

 

Giovedì 11 ottobre ore 18.00

Sala della Sosat, via Malpaga 17, Trento

 

PromuoveAndrea Robol, già Assessore alla Cultura del Comune di Trento e candidato alle Provinciali del 21 ottobre 2018

Intervengono:

Giusi Campisi (artista e Presidente dell’Associazione Culturale Tiring House, Trento)

Veronica Cicolini (Vicepresidente dell’Associazione di promozione sociale Mulino Ruatti, Rabbi)

Lorenza Pamato (Docente scuola media superiore, Trento)

Adriana Paolini (Libera professionista nel settore dei beni librari e archivistici)

Nadia Pedot (Docente del Master in Archeologia criminale e crimini contro il patrimonio culturale, Viterbo)

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Dei molti fascismi

Giu 24

Dei molti fascismi

Il fascismo che oggi è al governo non è altro che lo specchio della società. Non è vero che gli italiani non sono così. Certo che sono così, altrimenti come si spiega?

Non tutti gli italiani, è chiaro, epperò non sono questi ultimi ad aver vinto le elezioni, e a dirla fino in fondo non riescono nemmeno a trovare una degna rappresentanza dei loro principi, delle loro istanze, necessità…

Per quanto minoranza, si continua a lottare per ciò che si crede giusto per la società, per la propria comunità, per l’Italia, per le singole città, per i paesi più piccoli, i quartieri, e via così.

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Telesio al Salone del Libro

Mag 09

Telesio al Salone del Libro

Domenica 13 maggio, ore 16

presso lo stand della Regione Calabria

verrà presentato il volume

Giliola Barbero, Adriana Paolini, Le edizioni antiche di Bernardino Telesio. Censimento e storia, Paris, Les Belles Lettres, 2017 (Collection Giordano Bruno. Documents /essais, V)

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La semplice complessità della conoscenza

Apr 29

La semplice complessità della conoscenza

E’ questo il  titolo del seminario che, per cortese invito del professor Federico Valacchi, terrò a Macerata giovedì 3 maggio.

Sotto titolo: Ho cominciato a porre domande perché non sapevo (Danilo Dolci).

Tra Danilo Dolci e Edgar Morin, tra maieutiche e percorsi possibili per la conoscenza di sé e degli altri, tra semplicità e complessità, nel corso dell’incontro che ho pensato di proporre agli studenti, si indagheranno alcuni tra gli strumenti di conoscenza che già si posseggono, per esserne più consapevoli, e altri che si potrebbero utilizzare.

Scambieremo esperienze con chi, e con ciò, è altro da noi e dalle nostre abitudini. Per insegnarci, vicendevolmente, a leggere libri, fonti, e, ambiziosamente, un po’ della realtà, a volte così disorientante…

La semplice complessità della conoscenza.

3 maggio, ore 9

Aula 11

(nell’ambito del corso di Archivistica informatica)

Dipartimento delle scienze della formazione, beni culturali e del turismo – piazzale Bertelli, Macerata

 

 

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La bellezza della contaminazione (culturale)

Apr 23

La bellezza della contaminazione (culturale)

Torno a scrivere entusiasta e rinnovata da molti spunti, idee e argomenti da discutere. Torno a voi, miei pochi ma affezionati lettori, per raccontarvi di un convegno cui ho partecipato dedicato a Etica, archivi e cultura, organizzato dall’Associazione nazionale archivistica italiana, Anai Trentino Alto Adige, in collaborazione con la Provincia di Trento.

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Guardiamo le figure? Intervista con Giorgia Atzeni

Apr 08

Guardiamo le figure? Intervista con Giorgia Atzeni

Giorgia Atzeni è un’artista, un’illustratrice di libri per ragazzi, ma anche una studiosa del libro illustrato del Cinquecento. Svolge da vent’anni attività didattico-laboratoriale in ambito ludico-artistico nelle scuola primaria e secondaria, in spazi museali, librerie e biblioteche, ludoteche e Festival letterari. Ha pubblicato le sue illustrazioni per Salani, Il Castoro, Giunti, Segnavia, Franco Cosimo Panini ed Edizioni Corsare. Il suo ultimo libro illustrato è “Luci”, scritto da Massimo Ivaldo (Edizioni Corsare). Oggi è soprattutto un’insegnante, ma le strade intraprese alla ricerca della bellezza, antica e moderna, artistica e musicale, la rendono una professoressa molto speciale.

Nella breve presentazione ho sfiorato solo alcune delle tue attività e delle tue molte ‘professionalità’. Raccontaci …

Da piccolissima giocavo coi pennelli di mio padre (Gianni Atzeni) e seguivo le note di uno spartito aperto durante le prove di un coro polifonico frequentato dai miei genitori. Mio nonno paterno, artigiano falegname, suonava il mandolino e il violino nella sua stanza privata. Quando riuscivo a varcare la porta dei suoi segreti, lo osservavo, in silenzio. Va da sé che prima dei sei anni desiderassi imparare a suonare uno strumento e già intonavo con sicurezza buona parte delle canzoni interpretate da Shirley Temple nei suoi famosi film. Ho amato sempre i libri con le figure e ho iniziato a leggere molto presto. Non chiedetemi perché sia successo, credo che la responsabilità sia di mia madre che mi ha incoraggiata, spingendomi verso ogni forma di espressione poetica umana, sia essa parola, musica o arte. Più si convinceva della mia idoneità a tutto, più diventavo precocemente abile in ambiti diversi: in fondo questo è ciò che gli esperti potrebbero chiamare sviluppo della “fiducia in se stessi”, quella che spesso manca ai bambini in certi contesti socio-culturali del nostro paese, dove le famiglie non hanno strumenti per stimolare fantasia e creatività.

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Archivisti attivi. Intervista con Federico Valacchi

Mar 24

Archivisti attivi. Intervista con Federico Valacchi

Federico Valacchi è professore ordinario di archivistica e archivistica informatica presso l’Università di Macerata dove insegna dal 2002. I principali ambiti di ricerca sono attualmente quelli legati al rapporto tra tecnologie dell’informazione e archivi, di cui fu uno dei primi a occuparsi in Italia. Da anni si spende in pubblicazioni e iniziative per promuovere un modo diverso di mettere in comunicazione gli archivi e tutto il mondo che c’è intorno… È il fondatore di Archivistica attiva.

Che cos’è Archivistica attiva?

È fondamentalmente una comunità di valori: un gruppo social che prima dell’archivistica condivide dei valori, fatti di passioni, emozioni, partecipazione, e che ha trovato poi stabilità di contenuti in un blog, Archivisticattiva. In questo modo si è voluto creare uno spazio di discussione, un punto di incontro e talvolta di scontro, per staccarsi dai ‘soliti’ argomenti, o, meglio dal solito modo di trattarli.

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