La Storia e le storie dei libri

Lug 09

Proposte per la didattica dei libri antichi

Incontri con bibliotecari  ed educatori.

È questo il titolo di una serie di incontri con bibliotecari, insegnanti ed educatori che ho tenuto in Sicilia. In effetti sono incontri che ho proposto anche altrove, per esempio a Milano e a Lodi, ma con modalità diverse. Lo scopo di questi corsi è di suggerire a bibliotecari e insegnanti alcuni spunti di riflessione per condividere la conoscenza dei libri antichi con chi non ne ha familiarità, e anche su come utilizzarli per raccontare a bambini, ragazzi e adulti la storia dei libri e della cultura.

Credo che sia importante restituire un patrimonio culturale che appartiene alla cittadinanza fino a fornire un modo nuovo per conoscere e apprezzare la biblioteca. I libri sono anche gli oggetti che hanno permesso la circolazione di idee, quegli oggetti di cui ogni singola parte ha un motivo.

Ogni singolo elemento del libro, ogni professionalità che si è messa in gioco per costruirlo fa parte di un progetto ben determinato. Per questo ritengo sia importante mostrare le diverse scelte che sono dietro ogni libro: il materiale, il tipo di scrittura, lo stile della decorazione, le dimensioni, le forme. Tutto questo porta a capire meglio il contesto culturale del testo, dell’autore, del pubblico.

Dev’essere sempre sottolineato il forte legame tra testo e oggetto: sono convinta che sia una delle prospettive più interessanti e stimolanti con cui avvicinarsi alla storia del libro, e nello stesso tempo alla comprensione di ogni scelta anche nel libro moderno.

E così propongo corsi che durano a seconda delle necessità di chi li chiede. Tutti hanno comunque la stessa articolazione.

Nella prima fase, cerco di creare una sorta di brain storming per spostare chi mi ascolta da un ‘rigido’ uso del fondo antico alla capacità di adattare idee al patrimonio, o per creare progetti in base al patrimonio..

Nella seconda al centro dell’attenzione c’è la necessità di organizzare l’idea per renderla efficace: la stesura del progetto. Nell’ultima parte propongo sempre un laboratorio concettuale, un lavoro a gruppi con esempi pratici da discutere (fra loro e poi tutti insieme), in base a ciò che si è detto durante il corso.

Sono esperienze che vengono scambiate. La mia, e quella di chi ha la pazienza di ascoltarmi diventano il punto di partenza per discussioni, idee e progetti che hanno come scopo avvicinare ai libri antichi, certo, di più, ai libri tout court, ma allo scambio anche, e alla crescita culturale di tutti.

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Alla ricerca di Telesio

Giu 23

Da un anno partecipo al Censimento delle cinquecentine contenenti le opere del filosofo calabrese Bernardino Telesio, promosso dall’Università di Calabria.

Dopo aver fatto un lavoro di ricerca su cataloghi a stampa e in rete relativi a tutte le biblioteche del mondo (ho visto anche i cataloghi delle biblioteche africane, asiatiche: ho scoperto un mondo), con i miei colleghi siamo partiti con il lavoro sul campo, anzi, in biblioteca, cominciando naturalmente dall’Italia.

Il lavoro è interessante: di ogni cinquecentina dobbiamo dare una descrizione, per verificare la presenza o meno di varianti tipografiche. Dobbiamo anche rilevare le note dei lettori e dei possessori. Mi piace scoprire nelle mani di chi questo particolare libro sia capitato, verificando se ci sono delle note particolari o semplici sottolineature. Se qualcuno ha ritenuto di aggiungere o correggere il testo, se ci sono stati diversi passaggi. Insomma, mi piace scoprire come questo libro sia stato vissuto.

Devo dire la verità: quello che a me piace di più di questo lavoro, però, è la possibilità di viaggiare e di incontrare persone nuove, la maggior parte molto gentili e preparate.

Sono stata a Messina, Enna e poi a Udine e Bassano del Grappa, Vicenza, Ancona, Urbino, Macerata, Fermo, e non ho ancora finito. Da poco sono tornata da Firenze, dove sono stata anche all’Osservatorio Ximeniano. Il libro che mi serviva non c’era, ahimè (fuori posto? Speriamo), ma il direttore della biblioteca mi ha accompagnato in una interessantissima visita all’Osservatorio mostrandomi le raccolte degli oggetti utilizzati dai Gesuiti, prima, e dagli Scolopi, poi, per il primo sismografo e per il primo motore a scoppio.

Insomma, è decisamente l’occasione per imparare anche cose diverse, e per conoscere persone, ambienti e città.

Il prossimo giro sarà ancora in Toscana: Pisa, Siena e Pistoia. Chissà che non scopra qualcos’altro…

 

Bernardino Telesio (Cosenza, 1509-1588) è stato un filosofo naturalista, considerato l’iniziatore della nuova filosofia della natura cui si dedicarono Giordano Bruno, René Descartes, Francis Bacon, Tommaso Campanella.

La sua opera più importante è il De rerum natura iuxta propria principia (“Intorno alla natura delle cose secondo i loro principi”).

Fu pubblicata, per i primi due libri nel 1565, quindi nel 1570 e poi nel 1586. Nel 1596 i suoi libri furono messi nell’Indice dei libri proibiti, da cui vennero tolti solo nel 1900.

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L’invenzione di Kuta e Che rivoluzione!

Giu 04

L'invenzione di KutaChe rivoluzione!Questi sono i primi libri che ho scritto per i bambini e che ho pubblicato con la casa editrice Carthusia di Milano.

In preparazione ce n’è un altro, che si intitola per ora Datemi una penna, e speriamo di poterlo portare a termine perché ci tengo molto.

I libretti di cui vi sto raccontando sono arrivati dopo molti anni di laboratori e incontri con i bambini e con i ragazzi, in cui ho sperimentato approcci, linguaggi, materiali, strumenti e giochi per poter raccontare loro la storia della scrittura e del libro. Avendo lavorato soprattutto in scuole e biblioteche dove non c’erano libri antichi, mi sono resa conto che l’interesse di piccoli e grandi era molto forte, ma che mancavano gli strumenti per poter condividere e insegnare certe particolari conoscenze.

È stato a questo punto che ho deciso di scrivere.

L’invenzione di Kuta si sofferma sulle origini della scrittura e sul libro manoscritto fino all’invenzione della stampa. Che rivoluzione!, lo potete immaginare, prosegue l’avventura raccontando la storia del libro a stampa da Gutenberg agli ebook.

Quando, anni fa, ho scritto il progetto che poi ho portato a Carthusia, ho immaginato di creare un luogo (o un non-luogo, cosa sarà mai un libro?) dove i bambini potessero scegliere il modo per loro più congeniale di avvicinarsi alla storia del libro.

Ho proposto a Roberto Piumini, che già avevo la fortuna e l’onore di conoscere, di creare una storia che potesse farli giocare e divertire con un tono leggero e stimolante, come solo lui sa usare, ma che servisse da chiave alternativa e compagna del vero racconto storico.

Sono convinta che i bambini debbano avere più spazio possibile per muoversi, devono poter scegliere da dove cominciare e decidere se e come proseguire per arrivare alla fine (forse), anche dei libri.

È così che è nata la struttura dei due libri in cui narrativa e Storia si alternano, complici ma autonomi. Ogni capitolo è introdotto da una storia e i capitoli storici sono articolati in piccoli paragrafi.

Nello scriverli, ho pensato a come mio figlio aveva guardato e letto i libri tanto impegnativi che gli avevano regalato alla prima elementare: La storia del mondo, la storia dell’universo… Era ancora piccino per libri da massimi sistemi: li ha guardati ma poi li ha messi via. Gli anni successivi, man mano che andava avanti a imparare cose nuove, si ricordava di questi libri e andava a cercare gli argomenti che lo interessavano, che lo incuriosivano di più.

Ho pensato che i miei libretti non dovevano essere esauriti in una sola lettura, dovevano essere esplorati, sbirciati e poi letti pian piano, dove interessava, come piaceva.

L’intervento di Patrizia Zerbi editrice di Carthusia è stato fondamentale per l’armonizzazione di questi scritti, ma soprattutto per la scelta delle illustrazioni. Nel primo libro sono state affidate a un’unica artista, Monica Zani, per il secondo, ogni capitolo ha avuto un diverso illustratore, ma anche due autori per la parte narrativa, Roberto Piumini e Beatrice Masini.

Il terzo libro è sulla scrittura a mano dopo l’invenzione della stampa. È un argomento poco affrontato dai non specialisti, ed è per me una bella sfida. Nessuna anticipazione! Spero solo che possa uscire presto.

 

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L’invenzione di Kuta a S. Cataldo

Mag 26

Mercoledì 23 maggio sono stata a S. Cataldo, nel cuore della Sicilia, in provincia di Caltanissetta. La maestra Ninfa mi ha accolto al mattino con alcune classi di quarta della scuola elementare del paese. Ninfa ha letto L’Invenzione di Kuta. La storia della scrittura e del libro manoscritto, che ho scritto insieme a Roberto Piumini (Carthusia, 2009) e ha voluto che raccontassi ai suoi bambini i modi e i segni che l’uomo ha sperimentato nel tempo per esprimersi e per comunicare.

Davanti a una esigente ma simpaticissima platea di bambinelli attenti, mi sono esibita nel racconto dell’uomo che cerca il materiale giusto per i suoi messaggi: argilla, papiro, pergamena ma anche pietre, sabbia, pelle del corpo, ossi, cortecce… I bambini hanno scoperto come ogni libro abbia una forma diversa a seconda dell’uso, del lettore o del testo: un libro a forma di cuore quale testo potrà mai contenere?

Il momento più interessante è sempre quello in cui racconto chi sapeva scrivere e come imparava a farlo. I bambini scoprono quanta fatica e determinazione ci fosse dietro molte scritture, specie quelle delle persone che appartenevano ai ceti popolari. Su certi documenti appaiono scritture a zampe di gallina e con moltissimi errori, alcuni li fanno ridere, ma poi tutti tornano seri quando sanno che quegli errori erano fatti da uomini e donne che pur di esserci, pur di partecipare imparavano solo a firmare, o a scrivere solo alcune frasi, utili per il loro lavoro, o a scrivere senza essere andati a scuola, ascoltandosi parlare. Scoprono che le donne venivano tenute lontane dalla cultura ma che in tante cercavano di imparare da sole.

I bambini di S. Cataldo mi hanno fatto moltissime domande: questo è un argomento che li ha decisamente incuriositi. A me piace quando accade così, perché aldilà delle storie che racconto, voglio che si rendano conto della ricchezza e dei talenti che posseggono. Loro che, come noi, vivono in un mondo scritto.

La maestra Ninfa e le sue colleghe sono molto preparate e piene di entusiasmo, nelle loro mani quei bambini cresceranno curiosi e pieni di voglia di capire. Il 23 maggio è stato l’anniversario dei vent’anni della strage di Capaci. Molti bambini mancavano all’incontro perché erano con il coro ad esercitarsi per il concerto in commemorazione. Noi non abbiamo esplicitamente ricordato Falcone, sua moglie e i suoi uomini, ma mi piace pensare che l’incontro abbia comunque contribuito a un progetto, che riguarda tutti, non solo i bambini di S. Cataldo e della Sicilia, di scambio e di crescita culturale che aiuti tutti i bambini e i ragazzi a crescere consapevoli di sè e delle proprie potenzialità, nonostante tutto.

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Corso per adulti sulla storia della scrittura

Apr 25

Il 26 aprile è partito il corso che terrò per gli adulti sulla storia della scrittura al Museo diocesano di Trento e che durerà fino alla fine di maggio, ogni giovedì tranne il 24. Intratterrò i miei coraggiosi ‘studenti’ sulla storia del libro medievale, usando i bellissimi codici del Museo per mostrare come venivano allestiti, perché avevano quelle forme e quei colori. Insomma, per scoprire il segreto e la bellezza dei manoscritti insieme a chi è appassionato di libri e di storia, o è solo curioso. Durante il primo incontro abbiamo scoperto che ogni libro ha il suo perché, che ogni scelta che riguarda libri e scritture ha motivi sempre molto forti. Abbiamo conosciuto chi scriveva e chi leggeva e come nel tempo queste attività di sono modificate. La prossima settimana proporrò ai miei allievi, tutti piuttosto attenti e curiosi, una lezione su come si costruivano i libri. Nel percorso sono anche previsti due momenti speciali. Il 10 maggio l’aula si trasformerà in uno scrittorio medievale e i partecipanti al corso in copisti. Penne d’oca e modelli medievali saranno a disposizione per provare l’emozione di una scrittura antica; terre, colla arabica e uova verranno disposti sul tavolo per fabbricare i colori secondo le ricette medievali e poi decorare le proprie miniature. La settimana successiva, il 17, l’incontro si concentrerà sui manoscritti del Museo, osservati, ammirati e interrogati per ritrovare tutte le parole dette nelle lezioni precedenti. Vedremo i colori, le scritture, i materiali, le cuciture e soprattutto, racconteremo le loro storie.

troverete altre informazioni qui: Vai al Museo Diocesano Fiorentino

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