Orgoglio e pregiudizio… in classe

Nov 03

Ovviamente il romanzo di Jane Austen non c’entra alcunché, soprattutto perché il tema di questo post riguarda le mie prime lezioni del corso in università.

Eppure ho sperimentato con ORGOGLIO un approccio un po’ sui generis con i miei studenti contro il PREGIUDIZIO loro e dei miei colleghi.

Il corso di quest’anno è su testo e immagine nei libri antichi. È un argomento che mi interessa da tempo, sul quale ho pensato diversi progetti, di varia natura, e credo sia arrivato il momento di condividerlo con qualcuno: per esempio con gli studenti del corso di Codicologia alla laurea Magistrale dell’Università di Trento.

Questi ragazzi sono obbligati a seguire il mio corso: fa parte del loro curriculum ma non è detto che il loro indirizzo di studi preveda l’epoca medievale. Ma un libro è per sempre, e dovunque, e comunque, e il metodo storico è applicabile sulle fonti antiche come su quelle moderne. Nel tempo ho trovato le strade per comunicare questo e altro, e lavorando con loro in biblioteca sui manoscritti di certo qualche risultato l’ho ottenuto. Ma quest’anno è speciale…

Quest’anno alla prima lezione ho saccheggiato la mia libreria e ho portato in classe una ventina di libri illustrati: per bambini, per ragazzi, per adulti. Illustrazioni per testi classici, illustrazioni per racconti originali, testi per illustrazioni… Ho portato anche Il libro nero dei colori (Menena Cottin, Rosana Farìa, in Italia edito da Gallucci), un libro illustrato per non vedenti.

All’inizio i ragazzi sono rimasti un po’ spiazzati, quasi sospettosi, poi hanno cominciato a guardare questi libri bellissimi. Hanno scoperto che le forme dei libri sono assai diverse, che cambiano a seconda del loro obiettivo e dei loro lettori: scritture illustrazioni materiali dimensioni colori… Hanno osservato come cambiano gli equilibri tra i testi e le illustrazioni, la loro posizione nella pagina…

Hanno imparato che esistono i colophon dove si trova il nome di tutti coloro che si sono occupati di quel libro.

Hanno scoperto che un libro è molto di più di un oggetto che contiene un testo, hanno scoperto qualcosa in più sul mondo dell’editoria e della lettura (dicevano di non saperne niente). Credo che guarderanno i loro libri con occhi diversi adesso..

Quello che mi ha fatto più piacere è che pian piano si sono fatti prendere dalla curiosità e hanno cominciato a far domande, e a tentare di dare delle risposte. Avere poi questi libri per le mani li ha di certo rallegrati, divertiti.  Sono entrati in contatto con un mondo che pochissimi di loro conoscevano e che legavano solo alla loro infanzia.

Nella seconda lezione ho parlato del concetto di immagine tra tardo antico e medioevo. Qualche collega ha commentato che era ora che ci fosse una lezione seria, che mica possono solo sollazzarsi…

Non sa che lunedì porterò la mia classe a fare un percorso sulle scritture esposte, per parlare di scritture come immagini, di linguaggi comuni, di signori dello spazio grafico e di pubblico, e che ai libri antichi arriverò solo alla quarta lezione…

Lo so che insegno codicologia, e vi prometto che farò codicologia nelle prossime lezioni. Ma forse si può cominciare a trasmettere l’interesse (e poi l’amore) per i libri antichi a cominciare da quelli moderni. E amore e interesse si trasmettono attraverso la conoscenza e la sollecitazione di punti di osservazione diversi. O no?

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Giocare con le parole a S. Cataldo

Ott 28

Di nuovo S. Cataldo?! Mi direte. Certo che sì! Dico io.

Se una relazione, un’amicizia, uno scambio prosegue anche dopo un ‘semplice’ incontro sulla storia della scrittura, non può che far bene al cuore e alla mente. Ed è anche la dimostrazione che parlare di storia e di scrittura muove emozioni e idee.

All’incontro di maggio con la maestra Ninfa Quattrocchi e le quarte elementari del 2° Circolo didattico di S. Cataldo (Caltanissetta) ci siamo divertiti tutti moltissimo, e così, dopo, maestra e bambini mi hanno chiesto di collaborare con loro a un progetto sulle parole…

Ed eccolo qua! Dopo un anno intero a lavorare su limerick e non-sense, i bambini delle quarte hanno inventato, composto, elaborato dei bellissimi giochi di parole che poi sono stati pubblicati in un libretto intitolato “Giocare con le parole”.

Con molto orgoglio ho partecipato anch’io con uno scrittino che loro hanno voluto mettere come presentazione. Per me, vi assicuro, è stato un onore, un grandissimo onore.

E poi, la verità è che adoro giocare con le parole, e con i loro suoni: è uno dei divertimenti più stuzzicanti per me. Giocare insieme a questi vivacissimi bambini e alla loro straordinaria maestra, mi ha dato un gusto ancora più grande.

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La Storia e le storie dei libri

Lug 09

Proposte per la didattica dei libri antichi

Incontri con bibliotecari  ed educatori.

È questo il titolo di una serie di incontri con bibliotecari, insegnanti ed educatori che ho tenuto in Sicilia. In effetti sono incontri che ho proposto anche altrove, per esempio a Milano e a Lodi, ma con modalità diverse. Lo scopo di questi corsi è di suggerire a bibliotecari e insegnanti alcuni spunti di riflessione per condividere la conoscenza dei libri antichi con chi non ne ha familiarità, e anche su come utilizzarli per raccontare a bambini, ragazzi e adulti la storia dei libri e della cultura.

Credo che sia importante restituire un patrimonio culturale che appartiene alla cittadinanza fino a fornire un modo nuovo per conoscere e apprezzare la biblioteca. I libri sono anche gli oggetti che hanno permesso la circolazione di idee, quegli oggetti di cui ogni singola parte ha un motivo.

Ogni singolo elemento del libro, ogni professionalità che si è messa in gioco per costruirlo fa parte di un progetto ben determinato. Per questo ritengo sia importante mostrare le diverse scelte che sono dietro ogni libro: il materiale, il tipo di scrittura, lo stile della decorazione, le dimensioni, le forme. Tutto questo porta a capire meglio il contesto culturale del testo, dell’autore, del pubblico.

Dev’essere sempre sottolineato il forte legame tra testo e oggetto: sono convinta che sia una delle prospettive più interessanti e stimolanti con cui avvicinarsi alla storia del libro, e nello stesso tempo alla comprensione di ogni scelta anche nel libro moderno.

E così propongo corsi che durano a seconda delle necessità di chi li chiede. Tutti hanno comunque la stessa articolazione.

Nella prima fase, cerco di creare una sorta di brain storming per spostare chi mi ascolta da un ‘rigido’ uso del fondo antico alla capacità di adattare idee al patrimonio, o per creare progetti in base al patrimonio..

Nella seconda al centro dell’attenzione c’è la necessità di organizzare l’idea per renderla efficace: la stesura del progetto. Nell’ultima parte propongo sempre un laboratorio concettuale, un lavoro a gruppi con esempi pratici da discutere (fra loro e poi tutti insieme), in base a ciò che si è detto durante il corso.

Sono esperienze che vengono scambiate. La mia, e quella di chi ha la pazienza di ascoltarmi diventano il punto di partenza per discussioni, idee e progetti che hanno come scopo avvicinare ai libri antichi, certo, di più, ai libri tout court, ma allo scambio anche, e alla crescita culturale di tutti.

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