Un vero bestseller… del 1493

Ott 30

Un vero bestseller… del 1493

Mi è capitato tra le mani recentemente, mentre preparavo una lezione, il testo della pubblicità di un libro che può essere senz’altro definito il primo ‘bestseller’ dei libri stampati, ossia la Cronaca del mondo (Liber Chronicarum) di Hartmann Schedel, pubblicato a Norimberga nel 1493 nella tipografia di Anton Koberger.

[Ecco il] nuovo libro delle cronache, corredato di immagini di uomini e città insigni, testè stampato a Norimberga per conto di cittadini eminenti. … Va per la tua strada, libro, e prendi rapido il volo. Nessuna cosa fu mai stampata che regga il confronto.In te le umane imprese si succedono alle opere divine, ogni tua pagina è ornata di preziose immagini splendenti. Tu racconti come avvenne che all’inizio dei tempi le cose furono create, tutto ciò che è accaduto, tu lo registri…schedelfront

Koberger, che per l’impresa si associò ad altri due concittadini eminenti e danarosi, tra cui suo cognato, non fu solo un tipografo, ma un vero e proprio editore, e d’assalto, direi. La sua stamperia già al suo esordio era una delle più grandi: fondata negli anni ’70 del Quattrocento, a circa vent’anni dalla prima produzione di Gutemberg, la Bibbia a 42 linee, aveva 24 torchi e più di cento lavoranti tra compositori, correttori, stampatori, torcolieri (addetti al torchio). Nel corso della sua attività pubblicò 236 edizioni, tutte di altissima qualità.

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Memoria della guerra nelle fonti orali e scritte

Ott 23

Memoria della guerra nelle fonti orali e scritte

La non –recensione di questa settimana è dedicata a un libro cui ho partecipato anch’io, e spero perdonerete la mia impertinenza.

Si tratta della miscellanea, curata da Serenella Baggio, docente dell’Università di Trento in Storia della lingua italiana, intitolata Memoria della guerra. Fonti scritte e orali al servizio della storia e della linguistica, Trento, Università degli studi, 2016 (Labirinti,161).

Uscita in luglio, è stata già presentata in diversi incontri accademici, e comincia a essere conosciuta anche grazie a brevi interviste  rilasciate dalla curatrice stessa.

L’impressione che la miscellanea mi ha dato, quando ho potuto leggere tutte le relazioni, è stata quella di un libro ‘aperto’ alle tante suggestioni portate dalle diverse tipologie di fonti, orali e scritte, tutte utilizzate per far ‘uscire’ le parole, scritte, dette e cantate di coloro che hanno vissuto questa tremenda esperienza. E che non sono parole a caso, ma parole scelte per esprimere un disagio, un dolore, la nostalgia, la paura. Da qui, l’importanza di ascoltarle e capirle.

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Azione 24 per le biblioteche scolastiche. Intervista con Gino Roncaglia

Ott 16

Azione 24 per le biblioteche scolastiche. Intervista con Gino Roncaglia

Vi presento Gino Roncaglia

Filosofo di formazione, è professore associato di archivistica, bibliografia e biblioteconomia presso l’Università della Tuscia. Da anni divide i suoi interessi fra la storia della logica e l’informatica per le scienze umane. L’attività universitaria si combina anche con la partecipazione alla progettazione di trasmissioni televisive e di pubblicazioni indirizzate a una maggiore conoscenza dell’informatica per le scienze umane e in generale per le nuove forme di media culturali. Ha fatto parte del Comitato Biblioteche e Istituti culturali del Ministero dei beni culturali e ha collaborato con il MIUR su alcune delle azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale.

ginoroncagliaDopo esserti dimesso con l’intero Comitato Biblioteche e Istituti culturali del Ministero dei beni culturali, il MIBACT, per un profondo disaccordo con alcuni aspetti della politica portata avanti dal Governo in ambito bibliotecario, hai avviato mi pare una ben più proficua collaborazione con il MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dedicandoti alle biblioteche scolastiche innovative nella definizione dell’azione 24 del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Potresti spiegarci di che cosa si tratta?

L’azione 24 del PNSD credo sia una delle iniziative più valide ed interessanti nate nel contesto della controversa legge sulla ‘Buona Scuola’: innanzitutto, non si propone solo l’acquisizione delle tecnologie senza tener conto delle infrastrutture, delle competenze, delle metodologie didattiche e in generale dell’ambiente scolastico e di chi lo frequenta, come purtroppo era spesso capitato in passato, ma al contrario, tiene conto di tutti questi elementi, compreso l’aspetto fondamentale rappresentato dalla formazione degli insegnanti. È finalmente un progetto che si cala nella realtà concreta, sforzandosi di valutare ogni aspetto di questa, dai contenuti alle forme di apprendimento.

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