Percorsi di storia del libro e storia della scrittura

Apr 22

Il modo di comunicare attraverso la propria scrittura cambia attraverso i secoli, così come cambia nel corso della propria vita, a mano a mano che si acquisiscono capacità e conoscenze.

Da sempre l’uomo ha sperimentato il modo più efficace per comunicare con la scrittura, cercando i segni giusti e i materiali adatti per costruire i suoi libri. Era importante che ogni elemento avesse uno scopo: la forma, le dimensioni, la scrittura, e anche le illustrazioni. Per questo chi scriveva l’opera lavorava insieme a chi costruiva il libro, come oggi, per portare a termine il progetto comune, e con attenzione ai lettori, che erano e sono di gusti e di esigenze differenti.
La stampa, poi, ha aperto nuove strade, anzi le ha moltiplicate e ha semplificato lo scorrere delle idee, rendendole più forti. Il libro è stato considerato anche come un oggetto da rispettare o perfino da venerare, contenitore di parole capaci di influenzare la vita di chi le leggeva. Molti libri furono stampati e molti bruciati per questo motivo. E oggi, dove ci portano i libri? E noi, dove li portiamo?

Alcune proposte

Si propongono alcuni percorsi, adattati naturalmente alle diverse età, con laboratori legati a singoli temi. Per ogni laboratorio, della durata di almeno 2 ore ciascuno e destinato a classi con massimo 25 studenti, sono previsti un momento di introduzione storica e uno di attività pratica. Gli insegnanti potranno scegliere di partecipare all’intero percorso o a un solo laboratorio, ma anche di chiedere altri incontri di approfondimento rispetto a quelli suggeriti.

Nel corso degli incontri sono utilizzate immagini che accompagnano alla scoperta di chi scrive, di chi legge; di cosa si legge e si scrive, e, soprattutto, perché; la possibilità, inoltre, di vedere e toccare alcuni materiali scrittorii renderà più suggestiva la scoperta di questo ‘mondo’ speciale.

  • Segni e scritture: dall’età preistorica all’epoca greco-romana.
  • Medioevo e Rinascimento: chi scrive e chi legge.
  • Da Pierino Porcospino a Harry Potter (passando per Pinocchio). La storia del libro attraverso i libri per ragazzi
  • Libro antico e libro moderno: la circolazione delle idee fra librai ed editori.

Qualora si decidesse per un percorso che preveda più incontri, è possibile dedicare l’ultimo all’organizzazione di una mostra in cui i bambini e i ragazzi potranno esporre i loro manufatti.

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Sono proprio io: Adriana Paolini

Apr 21

Mi chiamo Adriana Paolini. Le persone che mi stanno più vicine mi chiamano mamma, Adri, papposilla, alcuni mi chiamano, ironicamente, ma affettuosamente, Paolini, altri Madama Codicò.

Sono nata al mare, a Pescara, e vivo in montagna, a Trento.

Da molti anni lavoro con i libri antichi e i manoscritti medievali e moderni: li studio, li catalogo, li insegno.

Sono affascinata dai libri, antichi e moderni, dalle storie che ci sono dentro e intorno e dalle persone che se ne occupano. Mi piace condividere questa mia passione con grandi e piccoli, lo faccio proponendo corsi, laboratori, incontri, ma anche chiacchierate e giochi.

Ho un contratto di docenza in Università, a Trento, per insegnare codicologia, lo studio dei manoscritti antichi, ma curo incontri sulla storia del libro e della scrittura anche presso le biblioteche e le scuole di ogni ordine e grado.

Lavoro spesso con bambini e ragazzi. Li intrattengo su questi argomenti e insieme a loro mi diverto moltissimo. Ciò che mi ha spinto a cominciare è l’aver pensato che tenere solo per me, e rivolgere a pochi, la consapevolezza della bellezza e della ricchezza culturale dei libri antichi fosse un vero peccato. Condivisi con chi non li conosce o li conosce poco, anche i libri antichi diventano una possibilità di crescita da non sottovalutare. L’importante è imparare a fare le domande giuste…

Ho deciso di dedicarmi a questo blog perché mio fratello, Carlo Paolini, mi ha praticamente costretto, ma anche perché desidero conoscere e farmi conoscere.

Credo molto nel valore dello scambio, di idee, di interessi, di competenze, di informazioni. E dello scambio voglio condividere anche il piacere, la curiosità e la capacità di mettersi in gioco, cosa che faccio ogni giorno.
Ché io mi diverto solo così.

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