Immagini: tra odio e amore
Lug 24
Negli ultimi mesi, in varie parti del mondo sono state abbattute statue e sfigurate immagini che rappresentavano esplicitamente o simbolicamente personaggi e periodi storici ritenuti non più accettabili. In seguito alla morte di George Floyd per mano di alcuni poliziotti di Minneapolis, oltre alle manifestazioni di Black lives matter, abbiamo visto cadere monumenti spinti da folle senza controllo che hanno giudicato col senno dell’oggi uomini ed episodi del passato, da Cristoforo Colombo a Edward Colston, da Leopoldo II a Indro Montanelli, mescolando esigenze di giustizia a miopia culturale ma, soprattutto, sollevando interrogativi sull’uso stesso delle immagini. Perché riversare su simboli, figure, rappresentazioni di altri tempi le nostre rivendicazioni di oggi? Che senso ha abbattere una statua che è lì da secoli e di cui solo ora afferriamo uno dei possibili significati? Qual è il nostro rapporto con le immagini?
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Mi chiamo Adriana Paolini. Le persone che mi stanno più vicine mi chiamano mamma, Adri, papposilla, alcuni mi chiamano, ironicamente, ma affettuosamente, Paolini, altri Madama Codicò.
Sono nata al mare, a Pescara, e vivo in montagna, a Trento.


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