Un vero bestseller… del 1493

Ott 30

Un vero bestseller… del 1493

Mi è capitato tra le mani recentemente, mentre preparavo una lezione, il testo della pubblicità di un libro che può essere senz’altro definito il primo ‘bestseller’ dei libri stampati, ossia la Cronaca del mondo (Liber Chronicarum) di Hartmann Schedel, pubblicato a Norimberga nel 1493 nella tipografia di Anton Koberger.

[Ecco il] nuovo libro delle cronache, corredato di immagini di uomini e città insigni, testè stampato a Norimberga per conto di cittadini eminenti. … Va per la tua strada, libro, e prendi rapido il volo. Nessuna cosa fu mai stampata che regga il confronto.In te le umane imprese si succedono alle opere divine, ogni tua pagina è ornata di preziose immagini splendenti. Tu racconti come avvenne che all’inizio dei tempi le cose furono create, tutto ciò che è accaduto, tu lo registri…schedelfront

Koberger, che per l’impresa si associò ad altri due concittadini eminenti e danarosi, tra cui suo cognato, non fu solo un tipografo, ma un vero e proprio editore, e d’assalto, direi. La sua stamperia già al suo esordio era una delle più grandi: fondata negli anni ’70 del Quattrocento, a circa vent’anni dalla prima produzione di Gutemberg, la Bibbia a 42 linee, aveva 24 torchi e più di cento lavoranti tra compositori, correttori, stampatori, torcolieri (addetti al torchio). Nel corso della sua attività pubblicò 236 edizioni, tutte di altissima qualità.

schedelIl Liber chronicarum racconta una storia del mondo che segue la narrazione biblica e poi prosegue fino agli ultimi giorni precedenti la pubblicazione. Tra le sue pagine, si possono leggere anche le storie delle grandi città dell’Occidente e degli avvenimenti più rilevanti. Venne considerato così importante che già pochi mesi dopo,  Koberger stampò la traduzione in tedesco (Die Schedelsche Weltchronik), curata da Georg Alt (1450-1510), importante intellettuale e traduttore di Norimberga. Del nostro bestseller, quindi, furono stampate probabilmente 1800 copie in latino e 700 in tedesco.

Il tomo è di ben 326 fogli e straordinarie sono le 1809 xilografie (incisioni su legno) che impreziosiscono il volume, opera di Michael Wohlgemut (1434-1519) e Wilhelm Pleydernwurff (1420-1494), due tra i più grandi artisti tedeschi dell’epoca, presso il cui atelier lavorò anche il giovane Albrecht Dürer, che probabilmente collaborò con i due maestri. I colori furono aggiunti alle incisioni in un momento successivo. schedel3

Ma noi, che amiamo scoprire le storie di libri e di persone, impariamo, dallo studio di quest’opera, anche come gli autori lavorassero a certo tipo di compilazioni, come può essere una storia del mondo, per cui era necessaria una vasta e approfondita erudizione.

Hartmann Schedel (1440-1514), fu medico e umanista e nel corso della sua vita si dedicò a studi di geografia, lingua e arte; seguendo i suoi interessi mise insieme una straordinaria biblioteca. Nell’ultima carta delle Cronache è lui stesso a spiegare come abbia potuto compilare una così grande opera, “per via di epitome e di breviario”. Quindi lui lesse tutti i libri che potevano essere utili al suo progetto e riscrivendo in forma abbreviata le parti che gli risultavano utili, man mano le commentava, quindi aggiungeva e analizzava ciò che altri avevano scritto prima di lui, creando così un nuovo libro.

scansione0248Nel Medioevo, fino al ‘400 avanzato, i libri non si indicizzavano ma piuttosto si mandavano a memoria, o si riscrivevano in sintesi. Si copiavano i brani interessanti, si annotavano commenti sui margini bianchi dei volumi (e la biblioteca dello Schedel è ‘colma’ di una grande quantità di note marginali, dei cosiddetti marginalia).

I libri, o parti di essi, si copiavano ma pure si meditavano, durante la riscrittura, fino a ricreare testi molto diversi, tanto che il lettore-scrittore, come viene definito da alcuni studiosi, non sarebbe mai incorso, oggi, in un’accusa di plagio.

Lettura e scrittura, e direi anche capacità di riflessione e senso critico, si univano per diventare un unico fiume di parole, di storie, di riflessioni, di notizie che, questa volta, fluirono dalla penna di Schedel per creare il primo bestseller… nel 1493!

 

* Potrete trovare le biblioteche dove i libri superstiti sono conservati in British Library, Incunabula short title catalogue

che fornisce anche l’elenco dei facsimili in rete

Bayerische Staatsbibliothek, München Click here to visit the website
Herzogin Anna Amalia Bibliothek, Weimar Click here to visit the website
Vědecká knihovna Olomouc Click here to visit the website
Biblioteca de Andalucía Click here to visit the website
Universitätsbibliothek Frankfurt (Main) Click here to visit the website
Universitätsbibliothek Heidelberg Click here to visit the website
Utrecht UB Click here to visit the website
Namur, Bibliothèque universitaire Moretus Plantin Click here to visit the website

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