Tararì Tararera di Emanuela Bussolati

Mag 27

A leggere questo libro ci si diverte moltissimo. Tanto per cominciare è in lingua piripù, e questo ci permette di espandere i nostri orizzonti linguistici, e poi è una storia molto carina da leggere ai bambini. Non sapete che cos’è la lingua piripù? In effetti non esiste. È una sorta di gramelot, di suoni, di onomatopee, di parole inventate che diventano una storia quando qualcuno si mette in gioco e la legge. E mica si divertono solo i bambini piccoli, anche i più grandi. Quando comincio a leggere “Tararì Tararera … sesa terù di Piripù” ho intorno a me solo occhi stupiti e se sono fortunata, anche bocche spalancate che poi si ricompongono in un grande sorriso. Tutti seguono la storia ascoltando e guardando le belle illustrazioni. Ridono quando Piripù cade e si inteneriscono quando l’elefante-gonende lo culla per tranquillizzarlo. Sono contenti quando Piripù trova la sua famiglia e non possono fare a meno di ridere sollevati quando la mamma lo sgrida e poi lo abbraccia.

Insomma, una storia semplice ma di grande bellezza. La bellezza della voce, dei gesti e degli sguardi che vengono usati per giocare e coinvolgere i bambini. E per farsi coinvolgere e per inventarsi lettori in lingua piripù. Una lingua che unisce grandi e piccoli con una forza incomparabile.

 

Emanuela Bussolati, Tararì Tararera, Milano, Carthusia 2009

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Da Pierino Porcospino ad Harry Potter (passando per Pinocchio)

Mag 25

Incontro a TrapaniI libri per ragazzi dall’invenzione della stampa a oggi.

Sabato 19 maggio sono stata a Trapani, nella Biblioteca “G.B. Amico”, e per la precisione nella sezione per bambini “Il piccolo Principe”. È una biblioteca molto accogliente, grazie ai sorrisi e alla bravura di Elena, Federica e Gaspare. Oltre che alla disponibilità del vicedirettore Domenico, e del direttore don Liborio.

Ho trascorso qui un’intera giornata.  Al mattino ho incontrato due gruppi di bambini, di quinta elementare e di prima media. Con loro ho parlato dell’invenzione della stampa e di come cambiano nel tempo i libri e soprattutto i libri per i bambini. Siamo partiti da salteri e babuini, dalle illustrazioni che rappresentavano maestri che frustavano i bambini e siamo arrivati a Pierino Porcospino e ai bravi bambini obbedienti delle novelle ottocentesche. Abbiamo tirato il fiato con Pinocchio ma ci siamo un po’ rattristati con Cuore. Poi sono arrivate le storie e le illustrazioni del Corriere dei Piccoli e con un salto pieno di entusiasmo siamo arrivati a Rodari e a Munari. Con loro sì che i libri erano adatti ai bambini: bei colori, materiali curiosi e storie coinvolgenti.

A un certo punto, ci siamo seduti per terra e ho mostrato loro un manoscritto e un libro a stampa del Seicento, conservati nella biblioteca del Seminario. Li abbiamo osservati e commentati, ritrovando sui libri ciò di cui avevamo parlato. I bambini erano davvero stupiti e ammirati. A guardare le forme, i materiali, le scritture come cambiavano nel tempo e a seconda degli usi e dei contenuti, siamo tornati ai libri moderni e così mi sono divertita a leggere alcune storie ad alta voce. Li ho fatti ridere con Tararì Tararerà, i libro di Emanuela Bussolati in lingua piripù, e intenerire con la storia di  Federico di Leo Lionni.

Il momento più bello è stato quando li ho salutati e molti di loro, invece di andar via, si sono fermati in biblioteca per guardare e sfogliare altri libri o per farmi altre domande. Obiettivo nr. 1: suscitare curiosità per i libri. Obiettivo raggiunto.

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