Libri per la città. L’inaugurazione a Riva del Garda

Feb 12

Libri per la città. L’inaugurazione a Riva del Garda

Spero che non sia un grande sforzo per voi concedermi un nuovo spazio per parlare della mostra di Riva del Garda, Libri per la città. Quattro sguardi sul fondo antico della Biblioteca civica di Riva del Garda, che ieri pomeriggio è stata inaugurata ufficialmente.

La sala era gremita soprattutto di rivani, tra cui diversi giovani, e importanti studiosi locali; abbiamo accolto alcuni amici da Trento, da Bologna, e abbiamo iniziato un po’ in ritardo perché è stato necessario aggiungere sedie. Eppure ancora una volta trovo inutile stupirsi di un’affluenza non prevista: la curiosità e il desiderio di conoscere sono esigenze più forti di quanto si possa immaginare.

Il merito principale va senz’altro alla presenza di Milton Fernandez, ospite della serata, con cui abbiamo chiacchierato di libri, di storie, di persone, di donne, in particolare, con cui abbiamo giocato a confrontare i mestieri della filiera del libro di oggi e quelli dei secoli passati, osservando come, a parte la tecnologia, molti atteggiamenti e problemi e anche emozioni e soddisfazioni non siano cambiati.

Un piccolo giro tra le bacheche per i più curiosi, a raccontare di alcuni di questi libri e poi finalmente, la conclusione di fronte al desiderato buffet per le ultime chiacchiere e gli inevitabili commenti.

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Una biblioteca può salvare un quartiere. Intervista con Donatella Natoli – 2

Apr 17

Una biblioteca può salvare un quartiere. Intervista con Donatella Natoli – 2

Vi presento Donatella Natoli

A dire il vero, Donatella ve l’ho già presentata nel post del 3 aprile, come una delle fondatrici e delle animatrici della Biblioteca dei bambini e dei ragazzi Le Balate , che potrete trovare nel quartiere dell’Albergheria, a Palermo, vicino al mercato Ballarò.

Oggi pubblicherò la parte dell’intervista dedicata alle attività della Biblioteca, prezioso gioiello della generosità e della professionalità di Donatella e di tutti coloro che lavorano con lei.

 

LA BIBLIOTECA DE LE BALATE

le-balate-internoCome e perché si è costituita la biblioteca delle Balate?

Ho continuato a lavorare sul territorio, ancora in Ospedale. Con compagne e compagni di strada abbiamo sviluppato progetti con ragazzi con grave disagio, con donne emarginate, con mamme e bambini piccoli. Ancora adesso con tante compagne di allora ci siamo ritrovate e lavoriamo insieme in uno spazio bello, una chiesa della fine del 1700 trasformata in una biblioteca dei bambini e dei ragazzi, dove speriamo che possano sviluppare il loro pensiero e ritrovare una dimensione di armonia per la loro vita immediata, spesso stravolta, e per quella di donne e uomini adulti.

Uno stimolo molto importante alla nascita della Biblioteca è stato dato dalla introduzione in Italia del progetto “Nati per Leggere”. A Palermo, per iniziativa di due pediatri di base, Salvo Fedele e M. Grazia Lunetta, nel 1999 è stato organizzato un corso di formazione per pediatri ed operatori di base che volessero praticare la lettura ad alta voce come prevenzione dei disagi e per la promozione dello sviluppo di numerose capacità, rivolta ai bambini in età prescolare. Questo stimolo ha accelerato lo sbocco naturale di quel lungo lavoro sul territorio all’interno del Distretto socio-sanitario sperimentale.

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La repressione politica, e storie di alfabeti

Nov 22

Ormai quasi un anno fa, è apparsa sui giornali una notiziola che mi ha colpito molto, chissà se l’avete notata: in Turchia il premier Erdogan avrebbe accettato alcune delle richieste del partito curdo del PKK e avrebbe abolito il divieto di usare le lettere Q, X e W, introdotto nel 1928 da Mustafa Kemal Ataturk.

Che cosa mai ci sarà di particolare in quelle lettere, da averle dovute proibire? Le loro forme ipnotizzano i lettori sprovveduti? Celano terribili segreti? Niente di tutto questo.
All’inizio della Repubblica turca, il presidente Ataturk avviò delle riforme per occidentalizzare il paese dopo la caduta dell’Impero ottomano. Uno dei primi provvedimenti fu il passaggio dall’alfabeto arabo a quello latino. Le lettere (la loro pronuncia) Q, X e W vennero ritenute troppo ‘arabeggianti’ e furono escluse dal nuovo alfabeto.

L’aspetto tanto interessante quanto inquietante è che i suoni prodotti da queste lettere sono tra quelli caratteristici della lingua curda. Com’è noto, i curdi sono un popolo di 30 milioni di persone che vivono in un’area, da loro chiamata Kurdistan, che si estende in Turchia, Iraq, Iran, Armenia e Siria. La maggior parte di loro (12 milioni) è concentrata nel territorio della Turchia orientale. Qui, i curdi combattono dal 1920 per il riconoscimento del loro diritto di autodeterminazione e nel 1974 si sono organizzati nel Partito del Lavoratori del Kurdistan (PKK).

Da parte del governo turco, alle forme di lotta e di repressione ‘tradizionali’, si aggiunse anche il fatto che coloro che trasgredivano la legge utilizzando quelle lettere su cartelli, brochure o documenti di identità potevano essere condannati dai due ai sei mesi di detenzione.

Pensate a quanto, di questi tempi, stiamo sottovalutando il potere dell’alfabeto… Colpire la scrittura di una lingua, come quella curda, ha significato non solo colpire la cultura (nel senso più ampio del termine) ma anche le più elementari forme di comunicazione di un intero popolo.

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A che cosa serve la Storia?

Nov 09

Continua la serie delle domande epocali che abbiamo deciso di porci sin da quando abbiamo scoperto quanta gente in effetti mangi con la cultura.

Ora la domanda importante è: a che cosa serve la Storia?

A chiederselo sono milioni di studenti sbadiglianti davanti al manuale, o peggio, durante la lezione a scuola o in università, ma anche tutti coloro che alla Storia guardano con sospetto. La Storia è noiosa, è inutile, queste alcune delle obiezioni più diffuse: e poi, scusate, non servirà mica per mangiare!?!! Poi ci sono quelli più furbi che sanno benissimo quanto possa essere importante la conoscenza storica e allora la impediscono, la appiattiscono, la governano e incoraggiano la diffidenza.

Di fronte a tante difficoltà diventa complicato convincere giovani e adulti a leggere, ad ascoltare, a informarsi, a imparare, a rivolgersi alla Storia. Eppure è necessario, oserei dire vitale, provarci, e provarci con convinzione.

Perché?

Innanzitutto perché la conoscenza è una forma di piacere, anzi, è molte forme di piacere. Come tale, va condivisa. Le forme di piacere migliorano la qualità della nostra vita.

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Ti sei fatta una gonna rossa….

Nov 01

I miei conterranei e coloro che frequentano l’Abruzzo avranno riconosciuto una delle nostre canzoni dialettali più note, ma in realtà non mi sono fatta la gonna rossa…

È solo che il rosso è diventato il colore caratteristico del mio blog e non ho resistito a pensare alla faccia stupita di chi adesso, incuriosito (e forse preoccupato per la mia salute mentale), sta ascoltando la canzone di Maria Nicola…

Eccomi di ritorno a voi con il post in cui presento il nuovo layout del blog… Spero che apprezziate lo sforzo di un linguaggio tecnico, anche se non sarò mai capace di abituarmi a certe terminologie simil straniere dal suono sincopato e anche un po’ nervoso…

Il mio consigliere e mentore del web, nonché fratello adorato, Carlo Paolini, mi ha consigliato di presentarmi con sembianze rinnovate, perché bisogna essere aggiornati e anche perché cominciavamo a essere un po’ stufi di indossare sempre lo stesso vestito.

Stavolta il vestitino sarà più colorato, che ne pensate? Siamo ancora in fase di sperimentazione e accettiamo consigli e pareri.

Gli argomenti non saranno diversi, invece. Sono ancora i libri e le storie ad animare gli articoli che posterò. Continuerò a raccontare le storie che girano intorno ai libri, quelle che ci stanno dentro, nascoste, pronte ad abbracciare qualunque lettore. Racconterò di quanto la lettura e le storie aiutino, insegnino o anche solo rallegrino la nostra esistenza. E che ne sia rallegrata, non mi pare impresa da poco.

I fans di Scripty Manent avranno una sezione dedicata e in un futuro non troppo lontano dedicheremo una rubrica, un po’ più seria, ai professionisti dei libri.

E poi ci saranno ancora laboratori, mostre, libri, incontri. Storie storie storie. Le mie e le vostre.

A voi chiedo una maggiore partecipazione, per rendere più interessante il nostro incontro.

E mi raccomando, venite indossando i vostri colori più vivaci.

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