Librai di passione. Intervista con Aldo Addis

Nov 12

Librai di passione. Intervista con Aldo Addis

Vi presento Aldo Addis

Aldo Addis, libraio nella sua Koinè a Sassari, è anche direttore della Scuola Librai Italiani. Uomo di passione, ha trasformato il suo amore per i libri e il suo (moderato) ottimismo nei confronti del genere umano, in una moltitudine di attività legate alla promozione della lettura e alla condivisione della conoscenza dei mestieri del libro e, soprattutto, del piacere che solo le belle storie possono dare.

Dopo tante interviste a chi, con diverso titolo, lavora in archivio e in biblioteca, ho deciso di allargare lo sguardo e rivolgermi a tutti i mestieri del libro.

E dunque eccomi a te, Aldo, che tra le mille attività, sei anche direttore della Scuola per librai. Come funziona esattamente e qual è la differenza con la più nota scuola, la Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri?

La Scuola Mauri è rivolta a librai che già hanno un’attività, mentre la nostra è una scuola per aspiranti librai. La SLI è nata ad Orvieto nel 2006 su iniziativa dell’Associazione Librai Italiani (Ali-Confcommercio), dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in particolare della cattedra di Management, e della Fondazione Centro Studi della Città di Orvieto, e intende essere un vero e proprio centro di formazione permanente. Da Orvieto ci siamo poi spostati a Roma.

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XIV Forum del libro

Nov 02

XIV Forum del libro

Valigia chiusa, biglietti del treno fatti, libri presi, e anche il pigiama… Sono pronta per partire per Pistoia, dove parteciperò al XIV Forum del libro – Passaparola.

La città di Pistoia, capitale della cultura 2017, e la Biblioteca San Giorgio ospiteranno il 3 e il 4 l’annuale incontro del Forum, durante il quale si discuterà di “Bibliodiversità in biblioteca, in libreria e a scuola” (qui il programma).

Nell’introduzione al programma della giornata si legge: “La bibliodiversità è la diversità culturale applicata al mondo del libro”.

La biblioteca, infatti, è uno dei possibili luoghi delle non-differenze, probabilmente l’unico.

Le distinzioni tra lettori non corrispondono a una differenziazione sociale preesistente: non perché sono donne, non perché sono poveri, oppure perché aderiscono a una particolare religione o appartengono a una determinata comunità. Semmai tali distinzioni sono legate a una diversa e soggettiva consapevolezza.

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Bibliotecari a ogni costo! Intervista con Valentina Mancini

Mar 05

Bibliotecari a ogni costo! Intervista con Valentina Mancini

Vi presento Valentina Mancini

“Mai avrei pensato oggi di trovarmi qui a raccontare la mia “storia da bibliotecaria”, perché, in verità, la scelta di questa strada è stata un vero e proprio salto nel vuoto!”. Valentina si diploma come Tecnico della grafica pubblicitaria, ma viene spronata a continuare gli studi finché un bel giorno ha trovato il suo spazio nei beni librari.

 

La passione per questo mestiere quando l’hai scoperta?FotoValentina

L’amore per questo mestiere è nato piano, ma è cresciuto nel tempo, anche grazie al prof. Mauro Guerrini che mi ha trasmesso la passione per la biblioteconomia. Nel 2014 sono diventata bibliotecaria a tutti gli effetti con la laurea in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Anzi, per dirla tutta, sono diventata bibliotecaria “su carta”.

Le vere motivazioni che mi spingono, ancora oggi, a lavorare per diventare una bibliotecaria sono molteplici, ma quella che considero fondamentale è che la biblioteca è quel luogo ricco di tutti i saperi e dove tutti sono uguali, dove non c’è discriminazione, una sorta di zona franca, dove tutti posso entrare liberamente e godere del sapere dell’umanità, contro le barbarie del mondo. E io sono quella figura (il bibliotecario) che rende possibile questo libero accesso alla conoscenza. Lo so che sembro una “paladina della giustizia” ma questa è la mia visione del “bibliotecario” che ahimé come tutti sappiamo, oggi non è sempre visto così.

Comincia dunque il tuo percorso nel mondo delle biblioteche. Un percorso, però, non proprio lineare, mi pare…

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Ordine e contrordine e altro ordine. Intervista con Massimo Laurenzi

Feb 19

Ordine e contrordine e altro ordine. Intervista con Massimo Laurenzi

Vi presento Massimo Laurenzi

Dopo essersi laureato in Archivistica e Biblioteconomia presso l’università la Sapienza di Roma, si è lanciato nel mondo degli archivi e a 30 anni è Owner del cantiere ‘Documenti Digitali’ di ForumPA, archivista per Bucap spa, rappresentante juniores nazionale nel consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana. Co-founder di Archivitaliani.it, membro della redazione condivisa Anai-Icar  del “Il mondo degli archivi”.

massimolaurenziÈ vero che voi giovani siete ‘nativi digitali’ (o presunti tali) e l’inglese e italiano per voi pari son…, ma forse per chi non conosce queste realtà potrebbe essere interessante entrare in qualche dettaglio. A cominciare da che cosa vuol dire e che cosa implica essere Owner del cantiere ‘Documenti Digitali’ di ForumPA’.

Giovane per convenzione naturalmente. Non sono un ‘millennial’ e non sono un nativo digitale. Lo scarto evolutivo che di generazione in generazione si assegna alla predisposizione e consapevolezza tecnologica è sempre lo stesso. Io percepisco un ragazzo di 20 anni nello stesso modo in cui vengo percepito da un uomo di 40. Ho consapevolezza e timore, al contrario che si possa considerare una lingua come un mero insieme di parole da utilizzare per moda o convenzione e non come strumento culturale.

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Navigatori solitari. Intervista con Erika Vettone

Nov 06

Navigatori solitari. Intervista con Erika Vettone

Vi presento Erika Vettone

Filosofa di ‘nascita’, si è dedicata all’archivistica fin dalla sua prima esperienza lavorativa (non retribuita), guidata da un appassionato funzionario del Comune di Santa Maria Capua Vetere. È una libera professionista per scelta e non vorrebbe essere niente di diverso, nonostante tutto.

Ha una collezione ancor piccola ma colorita, di altrui reazioni, verbali e non, all’affermazione “per lavoro faccio l’archivista”:

a) Archi..cosa?

b) E perché hai deciso di buttare la tua laurea nel …?

c) Aaaah, ho capito, è sempre un fatto politico!

 

Dopo anni di studi filosofici, perché gli archivi?erika

Un anno prima della laurea, ho iniziato ad interessarmi concretamente al percorso formativo di archivisti e bibliotecari, scoprendo l’esistenza delle scuole di archivistica.

Appena laureata, ho cominciato a collaborare come volontaria presso l’Archivio comunale di Santa Maria Capua Vetere, grazie al suggerimento che il dirigente comunale responsabile sia dell’Archivio che della Biblioteca comunale mi diede, indirizzandomi verso quello che sarebbe stato il mio percorso futuro. Nella vita di ognuno ci sono i momenti in cui scegli e quelli in cui qualcuno, a volte inevitabilmente, sceglie per te. In questo caso, se mi guardo indietro, posso solo ringraziare.

Qualcuno tempo fa mi ha detto che i laureati in filosofia sono come i topi, si nutrono di quello che trovano, e voleva essere un complimento; dell’archivistica e delle sue applicazioni informatiche trovo particolarmente interessante la riflessione sulle strutture concettuali (attività tipica in fase di riordinamento di un archivio o nell’analizzare e sviluppare un software). L’esperienza di qualche anno di mestiere e di confronto, ha rafforzato in me l’idea che tale inclinazione abbia a che fare con la mia formazione filosofica.

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