Bibliotecari a ogni costo! Intervista con Valentina Mancini

Mar 05

Bibliotecari a ogni costo! Intervista con Valentina Mancini

Vi presento Valentina Mancini

“Mai avrei pensato oggi di trovarmi qui a raccontare la mia “storia da bibliotecaria”, perché, in verità, la scelta di questa strada è stata un vero e proprio salto nel vuoto!”. Valentina si diploma come Tecnico della grafica pubblicitaria, ma viene spronata a continuare gli studi finché un bel giorno ha trovato il suo spazio nei beni librari.

 

La passione per questo mestiere quando l’hai scoperta?FotoValentina

L’amore per questo mestiere è nato piano, ma è cresciuto nel tempo, anche grazie al prof. Mauro Guerrini che mi ha trasmesso la passione per la biblioteconomia. Nel 2014 sono diventata bibliotecaria a tutti gli effetti con la laurea in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Anzi, per dirla tutta, sono diventata bibliotecaria “su carta”.

Le vere motivazioni che mi spingono, ancora oggi, a lavorare per diventare una bibliotecaria sono molteplici, ma quella che considero fondamentale è che la biblioteca è quel luogo ricco di tutti i saperi e dove tutti sono uguali, dove non c’è discriminazione, una sorta di zona franca, dove tutti posso entrare liberamente e godere del sapere dell’umanità, contro le barbarie del mondo. E io sono quella figura (il bibliotecario) che rende possibile questo libero accesso alla conoscenza. Lo so che sembro una “paladina della giustizia” ma questa è la mia visione del “bibliotecario” che ahimé come tutti sappiamo, oggi non è sempre visto così.

Comincia dunque il tuo percorso nel mondo delle biblioteche. Un percorso, però, non proprio lineare, mi pare…

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Libri per la città. I libri per Riva del Garda

Feb 05

Libri per la città. I libri per Riva del Garda

Amiche e amici, siete tutti invitati all’inaugurazione della mostra

LIBRI PER LA CITTÀ

Quattro sguardi sul fondo antico della Biblioteca civica di Riva del Garda

che si terrà sabato 11 febbraio 2017, alle ore 17.30, presso la Biblioteca di Riva, per dare inizio al primo ‘sguardo’, intitolato

Dalla penna d’oca al torchio (Quattrocento e Cinquecento)

11 febbraio-4 marzo

La mostra che comincia l’11 febbraio è un coraggioso e significativo passo della Biblioteca civica di Riva del Garda che si muove per ‘riavvicinarsi’ alla città. Coraggioso perché l’amministrazione ha deciso di esporre il suo fondo antico, il più pregiato, che è anche quello più difficile da presentare. Ciò nonostante, ha raccolto la sfida e propone un percorso che evidenzia alcuni tra i pezzi più importanti e particolari.

I quattro ‘sguardi’ si snoderanno in un racconto di testi, di persone, di tecniche che dal tardo Quattrocento a oggi non è altro che la storia dell’uomo alla ricerca delle diverse possibilità che la scrittura, a mano e a stampa, ha offerto e offre per esprimersi e per far circolare le idee.

Per valorizzare un patrimonio ricco di 4000 volumi, tra manoscritti e libri a stampa databili tra il secolo XV e il XIX, oltre ad alcuni tra i pezzi più interessanti dell’Archivio e del Museo dell’Alto Garda, (MAG), è stata organizzata un’esposizione ‘a rotazione’, grazie alla quale ogni mese, da febbraio a maggio 2017, verranno presentate tipologie di materiale librario diverso, organizzate in base a in criterio cronologico.

È così che è stato voluto e progettato un percorso che non solo mette in evidenza i libri e i documenti tra i più significativi conservati dalle tre istituzioni culturali cittadine, ma intende far risaltare anche i progressi storici e tecnologici dei testi scritti, a sottolineare il forte legame con i libri di oggi, e quello di quei libri con la nostra terra.

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L’estate sta finendo… e il blog riprende i lavori

Set 11

L’estate sta finendo… e il blog riprende i lavori

Care amiche e cari amici,

bentrovati!

Molti riprendono a lavorare dopo le meritate ferie, le scuole tornano ad aprirsi … io, come molti, non ho mai smesso di produrre, anche durante le meritate ma brevissime ferie (la dura vita dei liberi professionisti), ma di certo è questo il periodo in cui alcuni dei progetti su cui ho lavorato nei mesi estivi, si concretizzano.

Ho pensato, così, che il primo post della stagione autunno-inverno potesse avere un’aria interlocutoria per dare spazio ad alcune delle prossime iniziative.

Non  posso che cominciare annunciando il nuovo corso per adulti che si terrà ogni lunedì, alle ore 17,45, a Trento dal 19 settembre al 24 ottobre. Dopo il successo incontrato con l’edizione primaverile e le ulteriori richieste che erano rimaste in sospeso, si è deciso di ripetere, con variazioni sul tema, il percorso tra Museo, Archivio e Biblioteca diocesani: Sopra le righe. Per una storia del libro dal Medioevo ai giorni nostri.

Ci sono ancora deTrento end of May 2016 3793i posti liberi, coraggio amici! Avete tutta la settimana per iscrivervi e venire a chiacchierare con me alla scoperta di storie e personaggi interessanti.

 

Per restare in zona Archivio e Biblioteca diocesani, le scuole quest’anno potranno scegliere nell’offerta didattica del Centro Vigilianum, due rinnovati percorsi, rispetto a quelli dello scorso anno. Oltre ai laboratori sui profughi (Voci di pace. Sacerdoti e profughi trentini della prima guerra mondiale) e sui protagonisti dei libri dal medioevo a oggi (Voltiamo pagina! Storia intorno ai libri della Biblioteca diocesana), gli insegnanti potranno portare i loro scolari e studenti a seguire l’incontro sugli antenati, riscoperti grazie ai registri parrocchiali (Alla scoperta degli antenati. Personaggi, famiglie e mestieri nella storia trentina) e quello sui libri di scuola (Leggere, scrivere e fare di conto. Libri e scolari nella storia della scuola). Un terzo percorso partirà da gennaio e sarà dedicato alle mille scritture dell’archivio…

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Carte in … posa. Intervista con Luciano Palombi

Giu 12

Carte in … posa. Intervista con Luciano Palombi

Vi presento Luciano

 In biblioteca non ci sono solo bibliotecari e amministrativi. A volte ci sono anche i fotografi. Luciano lavora dal 1996 presso la Biblioteca comunale di Trento. Grazie alla conoscenza della fotografia, che è il suo hobby da sempre, e alla sua curiosità, si dedica ai materiali della biblioteca, in una continua ricerca del modo migliore ed efficace per utilizzare gli strumenti a disposizione.

Palombi Come sei arrivato in biblioteca?

Sono stato assunto al Comune di Trento nel ’92 come autista funerario… E adesso nessuno vorrà continuare a leggere questa intervista…

Sfiderò la sorte… Racconta.

Nel 1996 ho partecipato a un concorso interno per la biblioteca. Durante il colloquio mi hanno chiesto se avessi particolari interessi e conoscenze di fotografia, che in verità è il mio hobby, ed è così che la biblioteca mi ha destinato al ruolo di microfilmatore.

In che cosa consisteva la microfilmatura in biblioteca? A che cosa serviva?

Serviva per una forma di tutela e conservazione e poi, naturalmente, per documentare il posseduto. Si è cominciato dalla microfilmatura dei giornali, poi è stata avviata quella dei libri del fondo antico: prima i pezzi che andavano in mostra o in restauro, poi abbiamo proceduto a tappeto. In quegli anni la microfilmatura era coordinata da Luciano Borrelli, bibliotecario dmicrofilmella Comunale di Trento ora in pensione, che cominciò ad affidarmi i lavori anche per le pubblicazioni, che fino ad allora erano stati, il più delle volte, affidati a esterni. Fino ad allora le fotografie in biblioteca si facevano solo dietro richiesta degli utenti.

Nel 2000 si passa al digitale…

In quel periodo c’era parecchio lavoro anche su pellicola e il digitale ha portato tutto un altro modo di pensare la fotografia. Devo dire che ho accettato la sfida e ho cominciato a sperimentare, creare, fino a trovare il modo giusto di gestire e trattare le immagini digitali.

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Know how (o … knock knock) per conoscere meglio archivi e biblioteche

Giu 05

Know how (o … knock knock) per conoscere meglio archivi e biblioteche

Da quando è partita la rubrica Carte in mano, siamo entrati e usciti da biblioteche e archivi, non sempre dalla porta principale, grazie agli amici che si sono prestati a raccontare le loro storie.

Alcuni lettori mi hanno chiesto di capire meglio le differenze tra questi due istituzioni e a questo ho pensato di dedicare il post di oggi.

L’argomento è vasto e articolato. Diciamo che sarà solo un piccolo aiuto che permetterà a chi segue le interviste degli addetti ai lavori, di comprendere con maggiore profondità mondi forse poco noti.

La prima differenza sta nel modo in cui si formano.

Una biblioteca – pensiamo anche a quelle nelle nostre case – nasce intorno a un nucleo di libri che generalmente è creato dal proprietario, con i suoi gusti e le sue esigenze; nel tempo cresce con l’acquisizione di libri più aggiornati su quegli argomenti, oppure vi si aggiungono quelli che interessano altri componenti della famiglia.

Pensata più in grande, una biblioteca comunale cercherà invece di venire incontro alle esigenze dei suoi cittadini, dai più piccoli ai più grandi. Una biblioteca di conservazione avrà come obiettivo quello di conservare e valorizzare fondi di manoscritti e di libri antichi.

Un archivio, invece, nasce in conseguenza dell’attività di una persona, di un ente pubblico o di un privato.  Ognuno di noi  accumula documenti: da quelli necessari per testimoniare la nostra appartenenza a una città, a una società, a una famiglia (certificati, passaporti, bollette, atti di matrimonio…), a quelli che noi stessi produciamo, lettere, ricevute oppure carte, foto, biglietti d’auguri, che sono importanti per la nostra esistenza.

In una biblioteca, i libri possono essere ordinati secondo una varietà di criteri: per esempio per formato (dimensioni), o secondo la classificazione per materia, la cosiddetta Dewey.

A casa, se avete una biblioteca ‘ordinata’ come la mia, non troverete mai quello che vi serve prima di ripetute ricerche su ogni scaffale per almeno venti minuti, ma nelle biblioteche sono generalmente meglio attrezzati e i bibliotecari vi daranno le giuste indicazioni.

Negli archivi, i documenti vengono sin dall’origine organizzati secondo criteri logico funzionali, da parte del soggetto che crea l’archivio stesso (un’impresa avrà una serie di fascicoli in cui conserva la corrispondenza con i clienti, un’altra in cui conserverà le fatture dei fornitori e le quietanze di pagamento, un’altra serie di fascicoli in cui conserverà i documenti relativi al personale e così via). Tolti dal loro contesto originario, i documenti d’archivio perdono di senso.

Uno dei vostri documenti relativi, non so, al mutuo, inserito nella cartella delle analisi mediche, non avrà alcun senso rispetto al contesto in cui si trova. Naturalmente, in questo caso siamo probabilmente capaci di riportare il documento al posto giusto (anche se ci chiederemo per tutta la vita come diamine sia finito lì), ma in altri ciò non sarebbe possibile e negli archivi, e non solo, questo potrebbe diventare un problema grave.

Quindi uno dei principi fondamentali dell’archivistica è che gli archivi devono essere conservati – ed eventualmente riordinati, se per qualche motivo sono stati disordinati – secondo l’ordinamento che ad essi aveva dato chi ha creato l’archivio.

Come per le biblioteche, esistono archivi che hanno diverse finalità e che dunque custodiscono diverse tipologie di materiale: gli archivi correnti sono quelli che conservano documenti ancora utilizzabili. È facile intuire come tutti gli uffici lavorino su archivi correnti.

Gli archivi storici conservano documenti che non hanno più validità, ma possono essere consultati per motivi di studio o legati a questioni private, amministrative o legali. Ma ne esistono ancora di altri tipi, così come ne esistono di biblioteche: dipendono dall’ente che le governa, dalla finalità… Di certo ne incontreremo nel nostro viaggio con le ‘Carte in mano’…

Che bibliotecari e archivistici abbiano un curriculum di studi molto diverso, ve ne sarete accorti leggendo le diverse interviste, ma di certo non vi sarà sfuggito come alcuni di questi professionisti si muovano su entrambi i fronti, almeno dal punto di vista delle conoscenze se non delle attività, consapevoli di quanto sia importante che biblioteche e archivi (e magari anche musei) debbano dialogare fra loro e scambiare informazioni e professionalità.

 

Per avere altre informazioni potete consultare i siti del Mibac, dove troverete ulteriori link:

SAN, Sistema Archivistico Nazionale, in cui ho trovato alcune informazioni che mi hanno aiutato a scrivere questo post

http://san.beniculturali.it/web/san/

ICCU, Istituto centrale per il catalogo unico http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/

e delle Associazioni degli archivisti e dei bibliotecari

AIB, Associazione italiana bibliotecari http://www.aib.it/

ANAI, Associazione Nazionale Archivistica Italiana http://www.anai.org/

 

Per fare ricerca di libri in quasi tutte le biblioteche italiane:

SBN, Sistema Bibliotecario Nazionale http://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/informazioni.jsp

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