Scripty Manent e la scritta misteriosa 6

Lug 17

Da non perdere! In questa puntata scopriremo … No, non ve lo dico che cosa scopriremo. Leggetevelo da soli in anteprima mondiale…

 AHA!

Professor Giocondor <gioco@arruffo.com>

A

Scripty Manent <scripty@midiverto.com>

Oggetto: meno male

Cara Scripty, come hai visto, grazie a questa nostra corrispondenza sto sperimentando tutti i modi per comunicare con te per iscritto. Avevo pensato di scrivere un messaggio con il fumo di un aereo ma nessuno dei piloti che ho contattato era disponibile. Ma forse sarebbe stato un messaggio poco consistente…

Ho visto il biglietto che mi hai lasciato (non aveva alcun profumo però…). Anche tu hai una bella scrittura, non straordinaria come la mia naturalmente, ma mi è parsa graziosa. Purtroppo quando sei passata ero impegnato in una riunione con numerosi capi di stato e di gabinetto, tutti con dei problemi urgenti che dovevo risolvere.

Mi fa piacere che tu stia continuando a lavorare, attendo i risultati.

Impazientemente tuo

Professor Giocondor

 

Scripty Manent <scripty@midiverto.com>

A

Priscilla Verbavola <prilli@midivertoanchio.com>

Oggetto: problemi di gabinetto

Oggi sono passata da Giocondor ma aveva problemi di gabinetto e non c’era, così mi ha detto.

Ho deciso che intanto mi metto a scrivere dei bambini a scuola, chissà che poi non mi venga in mente qualche illuminante idea per risolvere il problema.

Ci sentiamo più tardi per una merenda?

 

Priscilla Verbavola <prilli@midivertoanchio.com>

A

Scripty Manent <scripty@midiverto.com>

Oggetto: merenda

Mi pare proprio un’ottima idea, la merenda dico, ché ho mangiato poco a pranzo e ho già fame. C’erano le scuole nel Cinquecento? Non mi avevi detto che erano tutti analfabeti?

 

Scripty Manent <scripty@midiverto.com>

A

Priscilla Verbavola <prilli@midivertoanchio.com>

Oggetto: merenda 2

Mica tutti, tanti, la maggior parte, ma le scuole c’erano. Quasi tutte tenute da religiosi. L’analfabetismo era alto perché non tutti potevano frequentare, e anche quelli che andavano a scuola per pochi anni, se tornavano in famiglia e non avevano più l’occasione di scrivere o leggere dimenticavano tutto .

I maestri erano molto severi, molto di più di adesso, i libri non erano molto divertenti e lo studio era decisamente poco affascinante.

E allora, capisci che se quella benedetta donna della moglie di Giuppino ruba loro anche la cioccolata…..!?! è troppo!

Per la merenda pensavo di fare le crepes con la nutella, che ne pensi?

 

Scripty Manent <scripty@midiverto.com>

A

Priscilla Verbavola <prilli@midivertoanchio.com>

Oggetto: AHA!

Hai il telefono spento e allora ti scrivo. Ho trovato l’inghippo!!

LA CIOCCOLATA!

Ecco cos’era che non tornava! L’ho capito mentre facevo saltare le crepes e assaggiavo la nutella dal barattolo.

La scrittura sembra del Cinquecento ma la cioccolata in quell’epoca non era ancora arrivata in Italia!

Ho controllato. Sono andata nell’archivio dov’è conservato il famoso trattato sulla cioccolata di Modico Cacaucci. Qui ho letto che la cioccolata giunse in Italia solo tra la fine del Cinquecento e l’inizio del secolo dopo, di sicuro arriva nel 1606 in Toscana. Prima la pianta di cacao era stata coltivata solo in Spagna, da quando Cortez, il famoso condottiero, l’aveva portata in dono ai re nel 1519 direttamente dall’America Centrale.

Aha!

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