Libri tattili per bambini in libertà

Nov 17

Libri tattili per bambini in libertà

È che mi sono proprio divertita, e così ho deciso di raccontarvi la mia ultima avventura in ‘laboratorio’…

Si è chiusa da poco a Salò la mostra dedicata ai libri futuristi, “Lampi di Stampa: libri, riviste e manifesti futuristi dalla collezione Longo”. Si tratta di una preziosa raccolta di libri e di manifesti che il collezionista bresciano Enzo Longo ha voluto donare alla Biblioteca civica di Salò e che la città ha potuto ammirare presso  il Centro Culturale Santa Giustina (ex Civico).

Dall’associazione La melagrana, che collabora per alcuni servizi con la biblioteca, mi è stato chiesto di pensare a un laboratorio per coinvolgere i bambini.

Ho pensato, dunque, di rivolgermi alle classi quinte delle elementari per raccontare i tentativi dei futuristi di rompere con il passato, della loro ferma intenzione di ‘annientarlo’, senza poter fare a meno di usarlo, però,  attraverso reinterpretazioni e sperimentazioni della realtà soprattutto tipografica, dalle parole in libertà al tattilismo.

Coinvolti in questo ‘gioco’ di rinnovamenti e distruzioni, ho scoperto che i bambini romperebbero con molti aspetti del passato, specie se negativi: litigi, dolori, i troppi compiti…, e reinventerebbero volentieri giochi e parole (e compiti) più vivaci.

E così, dopo il percorso in mostra alla ricerca delle sperimentazioni futuriste, e discutendo della loro efficacia, abbiamo deciso di lasciare lontano l’eco dei cannoni di Zang Tumb Tumb, e abbiamo letto, a due voci, in effetti a venti voci e più che si rilanciavano testi e ‘versi’, la poesia di Aldo Palazzeschi, E lasciatemi divertire, ridendo e giocando con gli irriverenti giochi di parole che ai bambini sembravano strani, da vedere su un libro (la vera trasgressione!), ma pure tanto familiari, nei loro scherzi.

Alla costruzione dei libri tattili, che costituiva la seconda parte dell’incontro, ci siamo arrivati scoprendo la storia di Bruno Munari, futurista anch’egli, ai suoi esordi, e dei suoi materiali nuovi per i libri, ma anche attraverso la visione dei libri che adesso i bambini e i ragazzi hanno per le mani, quasi (o senza il quasi) a dimostrazione di come, nel tempo, certo tipo di sperimentazione si consolida, evolve e non si perde, ma spesso, almeno per i libri, tende al miglioramento e diventa un’occasione straordinaria di crescita.

Laddove diventa evidente che annientare il passato è pressoché impossibile, ma anche che se non ci piace o non ci soddisfa pienamente, migliorare ciò che ci lascia in eredità, quello sì, volendo, potremmo farlo.

I bambini hanno avuto a disposizione carte di vari colori e spessori, fogli di plastica trasparente e stoffe, e poi nastri e altri oggetti con i quali costruire i libri che attraverso i materiali avrebbero dovuto raccontare la storia dei loro esperimenti, o delle loro emozioni.

Bastano alcune delle foto della galleria di questo post a testimoniare l’entusiasmo dei piccoli creativi, che si sono prodotti in libri per il solo gusto di usare tutti i materiali a disposizione, o che hanno seguito un progetto che li ha portati a farne dono a qualcuno di speciale.

Di certo questi bambini in libertà si sono divertiti moltissimo,  e io con loro.

Un grazie particolare ad Alessandro, che mi ha contattato, a Corinna, Laura e Rebecca, dell’Associazione La melagrana, che mi hanno aiutato durante gli incontri, e a Silvia, per i suoi preziosi consigli ‘pratici’.

Un grazie anche a tutti gli amici che mi hanno regalato carte, stoffe, nastri e che mi hanno permesso di portare materiale molto apprezzato dai miei artisti.

 

 

 

 

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