Libri per la città. L’inaugurazione a Riva del Garda

Feb 12

Libri per la città. L’inaugurazione a Riva del Garda

Spero che non sia un grande sforzo per voi concedermi un nuovo spazio per parlare della mostra di Riva del Garda, Libri per la città. Quattro sguardi sul fondo antico della Biblioteca civica di Riva del Garda, che ieri pomeriggio è stata inaugurata ufficialmente.

La sala era gremita soprattutto di rivani, tra cui diversi giovani, e importanti studiosi locali; abbiamo accolto alcuni amici da Trento, da Bologna, e abbiamo iniziato un po’ in ritardo perché è stato necessario aggiungere sedie. Eppure ancora una volta trovo inutile stupirsi di un’affluenza non prevista: la curiosità e il desiderio di conoscere sono esigenze più forti di quanto si possa immaginare.

Il merito principale va senz’altro alla presenza di Milton Fernandez, ospite della serata, con cui abbiamo chiacchierato di libri, di storie, di persone, di donne, in particolare, con cui abbiamo giocato a confrontare i mestieri della filiera del libro di oggi e quelli dei secoli passati, osservando come, a parte la tecnologia, molti atteggiamenti e problemi e anche emozioni e soddisfazioni non siano cambiati.

Un piccolo giro tra le bacheche per i più curiosi, a raccontare di alcuni di questi libri e poi finalmente, la conclusione di fronte al desiderato buffet per le ultime chiacchiere e gli inevitabili commenti.

Nel presentare l’inaugurazione, la settimana scorsa, ho preferito fornire alcune informazioni soprattutto pratiche. Oggi mi piacerebbe parlarvi non solo degli obiettivi di questo progetto, ma soprattutto della grande armonia e condivisione di impegno e di motivazioni, e di allegria, che ho vissuto con buona parte dei bibliotecari della Civica.

La mostra aveva, ha, come principale scopo quello di far conoscere a coloro che poco sanno di questo prezioso patrimonio, alcuni dei pezzi più prestigiosi, o più particolari, o anche più ‘normali’ per certe epoche della produzione soprattutto a stampa e anche manoscritta. Un patrimonio che appartiene alla città e che sarebbe bene che Riva si riprendesse, come conoscenza, come memoria storica, come orgoglio di una consapevolezza di un passato importante (e di un patrimonio anche economico).

Altro sono le mostre specialistiche, quelle in cui gli studiosi forniscono i risultati delle loro ricerche, e che Riva ha nel tempo organizzato, sempre di buon livello. Esempio prezioso di una ‘collaborazione’ tra queste due modalità di comunicazione è stato il momento in cui, di fronte alla bacheca in cui c’era un solo documento relativo alle più antiche cartiere rivane, colui che più se n’è occupato, Mauro Grazioli, ha avuto l’occasione di approfondire l’argomento con chi l’ascoltava con estremo interesse.

Ricordo, poi, come nella guida che è stata distribuita, c’è una sezione bibliografica utile per chi volesse approfondire gli argomenti più accattivanti.

A conoscere meglio il fondo, forse si potevano fare scelte diverse, ma sono comunque soddisfatta. Questo non è che l’inizio e non solo dei quattro sguardi dedicati al patrimonio antico, ma anche di una nuova attenzione, scientifica e non solo, nei confronti di un deposito ricchissimo e pieno di sorprese.

Ma torniamo al cuore del mio intervento..

Ancora più stimolante, nel mio piccolo, è stato lavorare con persone che hanno condiviso obiettivi e motivazioni e che oltre tutto, e nonostante il lavoro della loro quotidianità, mi hanno aiutata, sostenuta nelle scelte, sempre discusse e valutate insieme.

Sì, questo è il momento dei ringraziamenti.

Vorrei ringraziare tutte le bibliotecarie e i bibliotecari della Civica di Riva del Garda, per avermi accolto e sopportato (e ricordatevi che vi sarò tra i piedi almeno fino a maggio!), in particolare Giusy Armellini, Loretta Menotti, Paolo Rondani, e con loro anche Rossella Campisi ed Elena Pernici.

Ringrazio di cuore Anita Malossini, con la quale ho condiviso impegno, idee e pasti, momenti fondamentali per la buona riuscita di una collaborazione e di una nuova amicizia.

Un ringraziamento speciale a Marina Tomasi, dell’Ufficio cultura del Comune, donna di grande spirito e forza, che ha coordinato tutte le forze in campo, distribuendo suggerimenti e calore umano in eguale misura. Ma anche ad Anna Cattoi, funzionaria del Comune e responsabile della Biblioteca, che ha seguito ogni fase dell’impresa, dalla progettazione alla realizzazione, con grande entusiasmo.

Vorrei ringraziare anche Federica Fanizza, dell’Archivio storico del Comune, per i suoi preziosi suggerimenti e per la sua collaborazione.

E infine, last but non least, vorrei ringraziare l’assessore Renza Bollettin, che con grande spirito non solo ha presenziato all’inaugurazione, rendendola ancora più speciale, ma soprattutto perché ha creduto e reso possibile la realizzazione del progetto.

Grazie ad Anna Leonardi, grafica e  fotografa, che si è lanciata nell’impresa nonostante una piccina desiderosa di nascere.

Ringrazio coloro che sono intervenuti ieri e quelli che verranno a trovarci nei prossimi mesi.

Temo di aver dimenticato qualcuno, e di questo vi chiedo scusa e se effettivamente fosse accaduto, mi preoccuperò di aggiungerlo, senza dirlo a nessuno 🙂

Credo che abbiamo imparato tutti qualcosa, gli uni dagli altri, in questi mesi, di certo l’ha fatto la maggior parte di noi. E quindi grazie, a voi tutti. Grazie di cuore.

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