Le biblioteche scolastiche. Intervista con Alessandra Carrara

Set 25

Le biblioteche scolastiche. Intervista con Alessandra Carrara

Vi presento Alessandra Carrara

Bibliotecaria da 20 anni presso l’Istituto comprensivo Bolzano 6 (Scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo”e  scuola primaria  “Alessandro Manzoni”), è il faro e il punto di riferimento di ogni insegnante e di ogni studente, non solo per la sua umana simpatia, ma anche per la sua effervescenza nel proporre, aggiornare, stimolare e soprattutto concretizzare un notevole numero di progetti legati ai libri.

 

alessandraL’Alto Adige è un’isola felice per le biblioteche scolastiche, grazie alla legge entrata in vigore oltre vent’anni fa. Qual è la situazione ora, dopo tanti anni?

La situazione è senz’altro positiva: avere una normativa che regola l’attività di una biblioteca in ambito scolastico ha fatto sì che le biblioteche si sviluppassero sino a fungere da centro informativo della scuola, a supporto dell’attività didattica, ma anche permesso di creare le premesse per fare degli alunni dei fruitori di biblioteche. Inutile dire che potrebbero essere fatti ulteriori miglioramenti. Solo per fare un esempio: è vero che ci sono le biblioteche scolastiche ma i bibliotecari sono pochi, non tutte le scuole hanno una biblioteca e un bibliotecario, spesso un bibliotecario è in servizio su  più sedi, a volte è coadiuvato da insegnanti distaccati o volenterosi, o personale amministrativo della scuola. Insomma, la situazione è ancora molto fluida.

Com’è la biblioteca in cui lavori?

Le due scuole hanno sedi diverse e ciascuna ha una biblioteca. Nella scuola primaria c’è una biblioteca piccola ma molto accogliente, che ospita soprattutto libri per bambini: è a scaffale aperto, ci sono dei tavoli e un’area per le letture ad alta voce. La biblioteca della scuola Foscolo, dove sono io, è molto ampia e conta due sale, una di circa 100 mq e un’altra di 40 circa. È una biblioteca simile a quelle comunali, organizzata a scaffale aperto: naturalmente c’è un ampio settore per ragazzi, enciclopedie, divulgazione e narrativa, anche in forma di dvd. Sto ampliando la sezione in lingua tedesca e inglese, e anche gli insegnanti trovano molto materiale di supporto alla didattica. A disposizione ci sono anche due computer allacciati alla rete didattica, con l’accesso ad internet. I documenti sono tutti catalogati e ricercabili nel catalogo provinciale Bis (Sistema bibliotecario italiano). Per la collocazione usiamo la Dewey e per la narrativa per ragazzi una suddivisione per generi, per la collocazione ci discostiamo di poco dalle biblioteche civiche proprio per agevolare i/le lettori/lettrici.bibgfoscolo

Durante l’estate alla “Foscolo” gli spazi sono stati redistribuiti in modo più funzionale, per agevolare tutte le attività che vengono praticate. Nel tempo sono state eliminate le biblioteche di classe, quindi tutto è confluito qui e ora la biblioteca della Foscolo possiede 15.000 libri ed è aperta 28 ore a settimana, mentre alla Manzoni c’è un’insegnante distaccata e la biblioteca possiede circa 4000 libri, ed è aperta 38 ore a settimana. Il prestito è aperto agli studenti, agli insegnati e al personale della scuola principalmente, tuttavia capita che anche i genitori o altri cittadini mi chiedano materiale di studio, soprattutto insegnanti di altre scuole o aspiranti tali; non mancano gli ex studenti affezionati, che poi di solito trovano, crescendo, altri spazi e/o biblioteche rispondenti alle nuove esigenze. Di norma, però, la  mia biblioteca scolastica non è aperta al pubblico esterno alla scuola.

La mia idea è anche quella di avere sempre contatti e collaborazioni con altre scuole della città o con altre istituzioni, a cominciare dalle biblioteche scolastiche in lingua tedesca. La biblioteca scolastica, secondo me, dovrebbe essere la biblioteca in cui il/la lettore/lettrice si forma per poi continuare il proprio percorso di lettura-studio-aggiornamento in tutte le altre biblioteche del territorio e oltre.

Qual è la tua giornata tipo in biblioteca?

alecatContrariamente a quanto si possa immaginare in biblioteca non ci sono molti  momenti di calma, studenti e insegnanti vengono continuamente per recuperare strumenti o per i prestiti. Abbiamo calcolato una media di 9 libri per anno scolastico a ragazzo, con 3500 prestiti per le elementari e 5000 per le medie.

Oltre ai prestiti mi dedico alla pianificazione delle attività, dai tornei di lettura alle letture ad alta voce, a quelle con l’attore. E poi cerco di proporre giochi sui e con i libri, laboratori interdisciplinari, ma anche incontri di didattica della biblioteca. Mi occupo anche dell’aggiornamento della raccolta, quindi seguo il libro dalla proposta d’acquisto fino alla sua collocazione sullo scaffale. D’estate, quando la scuola è chiusa, c’é piú calma e posso occuparmi degli acquisti e degli scarti, e, naturalmente, elaboro nuovi progetti.

Da poco si è concluso il concorso del MIUR relativo all’azione #24 del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale), con un finanziamento di 5 milioni di euro, per la realizzazione o l’adeguamento di 500 biblioteche scolastiche innovative. Finalmente anche in altre regioni diventa possibile costruire ciò che in alcune realtà territoriali, come l’Alto Adige, ma anche come l’istituto comprensivo di Cadeo e Pontenure, in provincia di Piacenza, è da tempo una quotidianità, che a sua volta si basa sul manifesto UNESCO delle biblioteche scolastiche. Che ne pensi?

La biblioteca scolastica è un sistema complesso, ci vogliono i fondi per le strutture (spazi adeguati, arredo adeguato e confortevole, computer, ecc.), fondi per aggiornare continuamente il patrimonio, ci vuole personale formato e pronto a mettersi in gioco nella scuola, a comunicare con studenti ed insegnanti e con il resto della comunità extrascolastica, pronto ad aggiornarsi, servono i libri e tutti gli altri media … spero che tutto questo e molto altro ancora possa nascere e crescere a partire dal Piano nazionale per la Scuola digitale, ma l’importante è che una volta nate le biblioteche abbiano la possibilità di vivere e costruirsi nel tempo.

Questi fondi potrebbero essere l’input per far nascere nuove biblioteche scolastiche che siano effettivamente il centro informativo della scuola… Ben venga il “digitale” quindi!

La biblioteca deve essere accogliente e dialogante, a volte è difficile fare tutto da soli in una scuola, la “parola magica” potrebibfoscolobbe essere “fare rete”, con altre scuole, biblioteche, musei, archivi e altre realtà ed istituzioni che si occupano di istruzione e cultura. Il “digitale” in questo senso agevolerebbe la comunicazione che potrebbe essere più semplice ed immediata.

I tuoi prossimi progetti?
Il prossimo progetto nella biblioteca della scuola “Foscolo” è la segnaletica, che farò “in casa” e quindi la sto studiando: per me è molto importante che sia chiara e adatta ai ragazzi. Sto anche cercando dei nuovi libri per i tornei di lettura, e sto leggendo molto.

Ho appena concluso gli accordi per un incontro con l’autore che curavo da qualche mese, e sono davvero soddisfatta.

Da poco ho iniziato a lavorare anche presso un’altra scuola primaria di Bolzano e quindi devo conoscere e impostare, insieme ad una collega, tutti i progetti e le attività, conoscere i bambini, gli insegnanti  e tutto il mondo che gravita intorno alla scuola e alla sua biblioteca.

Infine, devo organizzare un “Corso di storia di scrittura antica” con una eminente studiosa molto impegnata e ricercata, che mi ha dato la disponibilità di due giorni a settimana per soli due mesi dell’anno e preferisce non alzarsi all’alba per prendere il treno da Trento… sarà dura!!! 4fd23cafc8_3067287_med1

One comment

  1. Roberta Truppa /

    Vivissimi complimenti alla Dottoressa Carrara, che oltre alla sua innegabile professionalità, ha avuto la fortuna di trovarsi in contesti “puliti” dove la cultura e la scuola sono veramente amate e valorizzate! Cioè, è evidente che nelle scuole di Bolzano i bibliotecari scolastici non sono posti in condizione di fuggire perché subiscono abusi, soprattutto se sono ex insegnanti! Vorrei raccontare la mia esperienza. Sono una docente inidonea utilizzata come bibliotecaria (e sono tra l’altro veramente bibliotecaria, avendo conseguito la specializzazione post laurea in biblioteconomia presso la Scuola Vaticana), mi chiamo Roberta e vivo a Napoli. Da quando sono stata dichiarata inidonea e utilizzata in altri ambiti ho vissuto delle esperienze bruttissime, sono stata presa “a calci in faccia” e non ho potuto avere giustizia poiché ho incontrato sindacalisti ed avvocati poco preparati o poco disposti ad aiutarmi.
    Nel primo Liceo (scientifico) in cui ho lavorato i bidelli, con il tacito consenso del DS pretendevano che facessi le pulizie e che rimuovessi interi pacchi di carta utilizzati dai docenti, la stessa Vice Preside mi pose uno straccio per rimuovere la polvere. L’ambiente era sporchissimo, vi erano strati neri di polvere e accanto ai libri vi erano persino dei chewing gum attaccati. Naturalmente non sono mai stata utilizzata per mansioni di tipo didattico e i docenti mi interpellavano solo per affidarmi oggetti personali da custodire in biblioteca. In particolare vi era un docente che spesso, tra il serio ed il faceto, mi rinfacciava, senza che ve ne fosse motivo o adito alcuno, di essere una parassita e quando una volta mi “mandò a quel paese” in presenza di altre persone, mi permisi di porre questo episodio per iscritto e non feci altro che peggiorare la situazione. Vi era un tecnico che pretendeva, sempre con il tacito assenso del DS, che invece di catalogare i libri su SBN, facessi la custode ad un PC portatile (mansione che poi ho scoperto essere di pertinenza del tecnico stesso). Un giorno fui mandata via dal Preside in modo molto scortese per avergli fatto notare, con estremo garbo, l’invivibilità dell’ambiente in cui lavoravo (che, per il caldo asfissiante, era simile ad una sauna!). Sempre nello stesso Liceo una DS, subentrato al precedente, mi definì, in presenza di altre persone “una presenza inutile ed ingiustificata”, perché non le avevo riferito di una macchia di acqua che si era formata da poche ore. I docenti, molto educatamente, disponendo di una chiave della biblioteca utilizzata da tutti, prelevavano e davano in prestito libri in mia assenza (cioè fuori dal mio orario di servizio), senza registrarsi e senza dirmi niente e, dopo reiterate richieste di chiarimento da parte mia, mi vidi costretta ad informare il DS di questa situazione che il DS imputò alla sottoscritta, reputandomi responsabile della biblioteca anche in mia assenza, a prescindere dal comportamento dei docenti e a prescindere dalla presenza di una chiave a disposizione di tutti: inoltre, mi accusò di aver diffamato i colleghi e dopo avermi invitato a redigere in poche ore un elenco di libri mancanti (cosa impossibile da fare in così poco tempo, essendo la biblioteca comprensiva di oltre un migliaio di libri), decise di chiudere la biblioteca e di destinarmi a compiti di segreteria. A quel punto decisi di trasferirmi presso un altro liceo. Aggiungo inoltre che la stessa DS una volta mi negò un permesso orario per effettuare delle analisi cliniche che, oltre ad essere urgenti, richiedevano anche una certa preparazione e mi negò il permesso di partecipare ad un corso di aggiornamento professionale organizzato da un ente accreditato e non le menzione le occasioni in cui mi ha letteralmente “buttata fuori dalla Presidenza”. In conclusione: si trattava di una persona estremamente arrogante, oltre che paurosamente ignorante, che esercitava illegalmente un potere perpetrando dei veri e propri abusi nei miei confronti.
    Successivamente sono stata utilizzata come bibliotecaria, con mia somma gioia, presso un Liceo classico che è il più antico di Napoli e che ha anche del materiale antico e di pregio. Inizialmente tutto andava bene, a parte la convivenza con un altro insegnante inidonea che non faceva nulla e non voleva far nulla e che mi infastidiva continuamente con interruzioni, domande e discorsi (alcuni dei quali anche molto imbarazzanti); anche in tal caso mi fu detto che, in seguito al mio arrivo, tale docente sarebbe stato collocato in un laboratorio o in un altro luogo, ma, quando presi servizio scoprii che purtroppo il docente rimase lì dove si trovava e a me toccò la convivenza con questo tizio il cui argomento preferito di conversazione era il sesso!!! Successivamente a tale persona, che non faceva nulla, fu chiesto di gestire il prestito dei dizionari, cosa che apparentemente questi non rifiutò, ma che pensò bene di affibbiare a me, oberata di lavoro per la catalogazione su SBN di migliaia di libri (moderno, antico e periodici): il tutto, ovviamente senza esternarlo al DS e senza farsene accorgere. Quando accennai, con molto garbo e rispetto, alla situazione pesante che stavo vivendo a causa di questa convivenza con il collega parassita e petulante, non fu preso alcun provvedimento, anzi, non fui neanche ascoltata. Inoltre, poiché andavo a firmare nella stanza degli ATA, il DSGA non perdeva occasione per dirmi che io ero lì per fare quello che diceva lui e che a lui della catalogazione su SBN e della biblioteca non importava il cosiddetto “fico secco” e che, se avesse voluto, avrebbe fatto chiudere la biblioteca. Naturalmente, memore della mia esperienza pregressa, non mi sono piegata ai suoi ricatti e ho continuato il mio lavoro. Ma le insistenze del DSGA non sono cessate, in quanto continuava ad esigere che io interrompessi il mio lavoro per fare un semplice elenco di libri donati da un ex professore (incombenza che avrebbe potuto destinare al colllega parassita che, nel frattempo, ha contituato indisturbato a fare il parassita!). Per evitare ulteriori spiacevoli diatribe anche in presenza di altre persone, decisi di porre la mia firma nel registro dei docenti aggiungendo il mio nome, nome che il DS e il DSGA provvidero subito a cassare e a ripristinare nell’elenco degli ATA. Quando sostenevo degli esami o partecipavo a incontri per l’aggiornamento professionale (sempre di biblioteconomia), mi fu detto che non avevo diritto a permessi per sostenere esami o per fare aggiornamenti e se ne avessi avuto bisogno, avrei dovuto utilizzare le mie ferie! Per giustificare questo provvedimento mi fu detto che la formazione deve essere esplicitamente richiesta dal DS e nel mio caso il DS non reputava opportuno nessuna formazione professionale, ma, contemporaneamente, utilizzava il mio lavoro che derivava dalla formazione e dall’aggiornamento da me conseguiti. Inoltre, quando ci si trovi di fronte a esemplari presentanti particolari difficoltà catalografiche, un funzionario della Biblioteca Nazionale di Napoli (preposta al controllo del lavoro degli altri bibliotecari), invita il catalogatore ad un incontro formativo per risolvere la difficoltà in questione, incontro che è obbligatorio effettuare in presenza: praticamente, invece di catalogare a scuola, in quel caso, si cataloga presso la Biblioteca Nazionale, portando un certificato: anche in quel caso, mi fu imposto di utilizzare le ferie per recarmi presso la Nazionale per risolvere dei problemi riguardanti la biblioteca della scuola stessa! Purtroppo non finisce qui! A maggio decisi di presentare la domanda di partecipazione al corso di Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso la Scuola Vaticana: dopo averlo comunicato al DS (che mi fece anche una lettera di presentazione da allegare alla documentazione), dopo essere stata ammessa a frequentare il corso, dopo aver pagato (1300 euro), e dopo aver informato e ringraziato il DS, quando giunse il momento di chiedere le ore di permesso di uscita anticipata (ore che avrei recuperato successivamente), per potermi recare a Roma, mi fu detto che non solo le ore non avrei potuto recuperarle perché i rientri pomeridiani non si effettuavano (cosa che ho poi scoperto essere falsa!), ma che il DS doveva dare la sua autorizzazione per frequentare il corso (anche se ne avevo preventivamente parlato ed avevo già pagato!). Concludendo, fino a poche ore prima di prendere il treno e rischiando di perderlo, fui costretta a fare anticamera bdavanti alla Presidenza per elemosinare il permesso, solo per quel giorno. A quel punto decisi di trasferiemi altrove e, per assicurarmi la frequenza del corso di archivistica e per evitarmi ulteriori umiliazioni, non potendo per ovvi motivi usufruire della malattia, mi vidi costretta a chiedere un mese di aspettativa senza retribuzione.
    Attualmente lavoro presso un Liceo dove fortunatamente sto bene (per il corso ho ottenuto il diritto allo studio), ma mi pongo degli inevitabili interrogativi: quando avrò finito di catalogare nel Liceo dove sto lavorando, potrei teoricamente trasferirmi in altri licei che hanno una considerevole quantità di materiale (moderno, antico e di pregio), affidato a docenti che, per quanto volenterosi, sono privi delle competenze adeguate. Ma tutti i Licei ai quali ho scritto hanno rifiutato la mia offerta di lavoro (che alle scuole non costerebbe nulla), preferendo eventualmnte il personale docente o, al limite, dei contratti a tempo determinato con laureati o laureandi: ciò nonostante la maggior parte dei DS delle scuole storiche napoletane lamenti la mancanza di personale professionalmente e tecnicamente preparato per catalogare il patrimonio da essi posseduto e puntualmente esibito ad ogni occasione. Quindi, io potrei in futuro correre il rischio di essere rifiutata dalle scuole e di andare in prepensionamento o, se sono fortunata, di essere parcheggiata su una sedia come una parassita o un’incapace (nonstante il CV), mentre esiste nelle scuole napoletane un patrimonio antico e di pregio da valutare e tutelare che rimane in pasto agli insetti e ai parassiti (animali ed umani!). Le mie colpe sono due: l’essermi ammalata e l’aver voluto fare seriamente la bibliotecaria!
    Per concludere: mi dispiace aver tediato i lettori con un commento che non riuscita a sintetizzare ulteriormente, ma, sono alla ricerca di qualche esperto del settore che mi aiutasse, sia pure con il tempo e con cautela, a trovare la strada giusta per denunciare la situazione di abbandono ed incuria in cui versa il patrimonio antico esistente nei licei napoletani: ciò sia per sensibilità culturale che per tutelare il mio lavoro in futuro.
    L’esperienza della Dottoressa Carrara sembra essere un miraggio!
    Chiedo scusa se sono stata prolissa!

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