Immagini: tra odio e amore

Lug 24

Immagini: tra odio e amore

Negli ultimi mesi, in varie parti del mondo sono state abbattute statue e sfigurate immagini che rappresentavano esplicitamente o simbolicamente personaggi e periodi storici ritenuti non più accettabili. In seguito alla morte di George Floyd per mano di alcuni poliziotti di Minneapolis, oltre alle manifestazioni di Black lives matter, abbiamo visto cadere monumenti spinti da folle senza controllo che hanno giudicato col senno dell’oggi uomini ed episodi del passato, da Cristoforo Colombo a Edward Colston, da Leopoldo II a Indro Montanelli, mescolando esigenze di giustizia a miopia culturale ma, soprattutto, sollevando interrogativi sull’uso stesso delle immagini. Perché riversare su simboli, figure, rappresentazioni di altri tempi le nostre rivendicazioni di oggi? Che senso ha abbattere una statua che è lì da secoli e di cui solo ora afferriamo uno dei possibili significati? Qual è il nostro rapporto con le immagini?

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Aprite gli occhi: è di cultura che abbiamo bisogno!

Mag 10

Aprite gli occhi: è di cultura che abbiamo bisogno!

Forse non ci siamo spiegati. Possibile che non sia chiaro quanto sia importante la cultura?! Sempre. Soprattutto ora.

Magari il concetto diventa più facile da comprendere se rappresentiamo la cultura come un ecosistema: i temi culturali, a prescindere dal linguaggio scelto per esprimerli, hanno sempre un forte impatto sulla comunità, la quale, dopo essersi ‘nutrita’, restituisce sotto altre forme: consapevolezza sociale, attenzione all’ambiente, maggiore disponibilità all’accoglienza, conoscenza del proprio territorio da tradurre, per esempio, in percorsi turistici. E, soprattutto, esige nuovi stimoli innescando un circolo virtuoso. I processi culturali vengono alimentati da un ambiente che li sollecita e un progetto non solo porta lavoro a chi lo concretizza, ma immette sul territorio le potenzialità di un miglioramento economico e sociale. Anzi, le possibilità di investimento aumentano se il terreno è stato reso fertile da una crescita culturale.

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Evidentemente disuguali

Mag 03

Evidentemente disuguali

Disuguaglianza vuole dire essere diversi, cioè non essere uguali. È una parola che indica la mancanza di uniformità: le persone, per esempio, non mostrano gli stessi comportamenti, hanno differenze di temperamento, non sono d’accordo sulle stesse questioni, e nemmeno vanno sempre d’accordo fra loro.

Mai come in queste circostanze così difficili abbiamo avuto l’evidenza della nostra disuguaglianza. L’abbiamo provata sulla nostra pelle. L’emergenza ci ha costretti a vedere che le vite da cui siamo circondati non assomigliano alle nostre. La crescita esponenziale dell’attività sui social (visto che per strada non dovrebbe esserci nessuno…) ci ha dato l’opportunità di conoscere situazioni e realtà del tutto diverse da quelle che viviamo quotidianamente e alle quali, quando capita di pensarci, regaliamo solo superficiali attimi della nostra attenzione.

In questi giorni, per esempio, abbiamo avuto la conferma che esistono lavori molto diversi tra loro, e diversamente contrattualizzati: ci sono i dipendenti delle amministrazioni pubbliche e quelli di enti privati, i liberi professionisti, gli imprenditori, i lavoratori a contratto, e naturalmente quelli senza contratto. Naturalmente, le disuglianze nelle tipologie di contratto e non-contratto rispecchiano differenze nel trattamento economico.

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