Dai, leggi un buon libro…

Apr 18

Dai, leggi un buon libro…

Serve un ‘buon libro’ – più d’uno – per avere un po’ di sollievo a questa forzata astinenza dalla socialità, lo dicono tutti. Che sia buono il libro, rassegnatevi, lo scoprirete solo dopo averlo letto. Fin dal primo momento molti librai, anche in Trentino, hanno organizzato un servizio di consegna a domicilio e ora che hanno dovuto chiudere i negozi utilizzano le loro pagine facebook per mantenere i contatti con gli affezionatissimi clienti. Tra i tanti settori che sono in crisi, quello del libro e dell’editoria è in ginocchio perché in difficoltà già in partenza. Il 60% delle case editrici ha già attivato la cassa integrazione o la sta programmando. È per questo che è importante apprezzare ogni gesto da parte di librai, bibliotecari, editori e professionisti del patrimonio librario, molti dei quali stanno mettendo a disposizione le loro competenze del tutto gratuitamente (è l’emergenza, d’accordo, ma ricordatevi che non è giusto).

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Noi non siamo in guerra

Apr 07

Noi non siamo in guerra

Vorrei che si smettesse di parlare di guerra. Noi non siamo in guerra. La guerra è un’altra cosa. In guerra, il più delle volte, un paese entra in conflitto con un altro per un motivo, vero o presunto, e i soldati si sparano addosso. È uno scontro armato, tra Stati, o tra gruppi organizzati etnici, sociali, religiosi. È violenza, contro le persone e le cose. In guerra i civili per non morire devono fuggire. In guerra vengono usate armi che non danno scampo. In guerra c’è la fame. In guerra città intere vengono distrutte. In guerra l’angoscia è data anche dall’insensatezza umana che uccide e fa prigionieri, che tortura, che volontariamente nega la vita. Potremmo ricordarlo, quando leggiamo o guardiamo della situazione nei campi profughi. Chi torna dalla guerra non è più se stesso, a volte si perde nel silenzio.

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Il suono del nostro corpo

Mar 12

Il suono del nostro corpo

La voce è suono. Prima che arrivi a essere parola è necessario l’intervento della ragione. Ma la voce è prima di tutto il suono del nostro corpo, il modo primordiale di dire che esistiamo, che vogliamo esistere. La natura della voce è essenzialmente fisica, corporea, proviene dagli stessi organi che presiedono all’alimentazione e alla respirazione, quindi alla nostra sopravvivenza. Dobbiamo distinguere la Voce dalla Parola. La voce sfugge alla coscienza, nel senso di ragione e consapevolezza di sé, e invece dà fiato – è un respiro, un sospiro, è un venticello – e dà luce alle emozioni che sono racchiuse nel buio del nostro corpo. Dopo aver emesso la nostra voce, riusciamo ad avvertirne anche l’eco, cioè l’effetto. «C’è una voce nella mia vita, / che avverto nel punto che muore; / voce stanca, voce smarrita, / col tremito del batticuore: / voce d’una accorsa anelante,/ che al povero petto s’afferra / per dir tante cose e poi tante, / ma piena ha la bocca di terra: / tante tante cose che vuole / ch’io sappia, ricordi, sì… sì… / ma di tante tante parole / non sento che un soffio» (Giovanni Pascoli, La voce, da I canti di Castelvecchio).

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