Fraintendimenti, ossia, Anche i migliori ci cadono

Dic 03

Fraintendimenti, ossia, Anche i migliori ci cadono

Senza troppo riflettere ‘lancio’ sul tavolo alcuni fraintendimenti registrati tra i cosiddetti produttori di ‘cultura’, fraintendimenti con i quali io stessa ho avuto a che fare e che hanno avuto, in me, l’unico effetto di suscitare (ancora) amaro stupore:

1) la diffusa idea della mancanza, nello storico, di un’anima e di una capacità di riflessione altra (cioè umana) rispetto all’approccio critico dell’uso delle fonti. Ciò che dimostra che nessuno sa come si approcciano le fonti, con quale atteggiamento mentale, quale sensibilità, oltre che con quale necessaria preparazione. E anche che nessuno sa che al centro dell’interesse dello storico c’è proprio l’uomo. Per non parlare del fatto che perfino gli storici possono amare la poesia, per esempio (aldilà della considerazione che alcuni storici, in quanto facenti parte del genere umano, possano effettivamente essere privi di umanità e/o capacità di riflessione tout court…);

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È quel che è: uno stupore

Set 24

È quel che è: uno stupore

Sapete bene, cari i miei dieci lettori, che ogni tanto mi faccio prendere da un innamoramento letterario (i miei sono tutti letterari, sapete anche questo…) e decido così di condividere con voi la mia nuova passione.

Mi hanno regalato un libro di poesie, un libro di Erich Fried. In realtà, ho scoperto poi che alcune poesie le conoscevo già, e vi immagino mentre scuotete la testa pensando ‘ah, tapina, lo scopre solo ora’. E allora? E se non l’avessi mai scoperto? Avrei vissuto lo stesso lo so, ma altrettanto bene? Chissà.

Quando ho avuto in mano il libro mi è parso di scoprire una nuova bellezza colma di ironia geniale, un diverso mondo di versi nel quale non si riesce a capire sempre esattamente quando sorridere e quando tacere.

L’unica soluzione sembrerebbe lasciarsi commuovere sempre. Lasciare che l’anima si faccia prendere dal flusso delle parole di questo poeta, della sua rabbia e del suo erotismo, della sua tenerezza e dei suoi giochi.

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Libri per la città. L’inaugurazione a Riva del Garda

Feb 12

Libri per la città. L’inaugurazione a Riva del Garda

Spero che non sia un grande sforzo per voi concedermi un nuovo spazio per parlare della mostra di Riva del Garda, Libri per la città. Quattro sguardi sul fondo antico della Biblioteca civica di Riva del Garda, che ieri pomeriggio è stata inaugurata ufficialmente.

La sala era gremita soprattutto di rivani, tra cui diversi giovani, e importanti studiosi locali; abbiamo accolto alcuni amici da Trento, da Bologna, e abbiamo iniziato un po’ in ritardo perché è stato necessario aggiungere sedie. Eppure ancora una volta trovo inutile stupirsi di un’affluenza non prevista: la curiosità e il desiderio di conoscere sono esigenze più forti di quanto si possa immaginare.

Il merito principale va senz’altro alla presenza di Milton Fernandez, ospite della serata, con cui abbiamo chiacchierato di libri, di storie, di persone, di donne, in particolare, con cui abbiamo giocato a confrontare i mestieri della filiera del libro di oggi e quelli dei secoli passati, osservando come, a parte la tecnologia, molti atteggiamenti e problemi e anche emozioni e soddisfazioni non siano cambiati.

Un piccolo giro tra le bacheche per i più curiosi, a raccontare di alcuni di questi libri e poi finalmente, la conclusione di fronte al desiderato buffet per le ultime chiacchiere e gli inevitabili commenti.

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