Libri per la città. L’inaugurazione a Riva del Garda

Feb 12

Libri per la città. L’inaugurazione a Riva del Garda

Spero che non sia un grande sforzo per voi concedermi un nuovo spazio per parlare della mostra di Riva del Garda, Libri per la città. Quattro sguardi sul fondo antico della Biblioteca civica di Riva del Garda, che ieri pomeriggio è stata inaugurata ufficialmente.

La sala era gremita soprattutto di rivani, tra cui diversi giovani, e importanti studiosi locali; abbiamo accolto alcuni amici da Trento, da Bologna, e abbiamo iniziato un po’ in ritardo perché è stato necessario aggiungere sedie. Eppure ancora una volta trovo inutile stupirsi di un’affluenza non prevista: la curiosità e il desiderio di conoscere sono esigenze più forti di quanto si possa immaginare.

Il merito principale va senz’altro alla presenza di Milton Fernandez, ospite della serata, con cui abbiamo chiacchierato di libri, di storie, di persone, di donne, in particolare, con cui abbiamo giocato a confrontare i mestieri della filiera del libro di oggi e quelli dei secoli passati, osservando come, a parte la tecnologia, molti atteggiamenti e problemi e anche emozioni e soddisfazioni non siano cambiati.

Un piccolo giro tra le bacheche per i più curiosi, a raccontare di alcuni di questi libri e poi finalmente, la conclusione di fronte al desiderato buffet per le ultime chiacchiere e gli inevitabili commenti.

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Tutti mi sgridano. Allora, oggi, autopromozione…

Nov 13

Tutti mi sgridano. Allora, oggi, autopromozione…

Oggi, ‘autopromozione’.

Mi perdoneranno i fedeli lettori, che sanno che faccio fatica a ‘promuovermi’ con certa sfrontatezza (ammetterete che sono molto discreta, o no?!), ma alcuni eventi mi hanno spinto a questa decisione.

Sono stata sgridata, sì, da tante persone.

Mi ha sgridato l’editrice, perché, seppur fiera del suo prodotto, mi dice che i libri si vendono poco.

Mi hanno sgridato mia madre e alcuni amici che vorrebbero regalare i miei libri ma non li trovano in libreria.

Mi hanno sgridato insegnanti e bibliotecari cui servirebbero libri così ma non sanno che esistono se non quando li mostro.

Mi hanno sgridato gli appassionati perché mai avrebbero pensato che potessero esistere libri di tal fatta se non quando gliene ho parlato.

Insomma, mi sgridano e nessuno fa niente.

Allora ho deciso di farmi un po’  di autopromozione e di infastidire gli amici virtuali e di carne di fb e di linkedin, quelli che leggono il blog e stavolta faccio anche un giro nella mailing list. Chiunque desiderasse esprimere un parere, può liberamente farlo sul blog.

Per avere un po’ (più) di faccia tosta, butterò giù un grog (questione di temperature) e vi parlerò dei tre libri sulla storia del libro e della scrittura dedicati ai ragazzi. Di nuovo? Direte. Sì, perché non solo mi sgridano, ma anche perché un ripassino fa sempre bene.

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Sto parlando dei libri editi da Carthusia: Adriana Paolini – Roberto Piumini – Monica Zani, L’Invenzione di Kuta. La scrittura e la storia del libro manoscritto, Milano, Carthusia edizioni, 2009 (Racconti con le ali, 7); Beatrice Masini, Adriana Paolini, Roberto Piumini, Che rivoluzione! La stampa dei libri da Gutenberg agli ebook, Milano, Carthusia edizioni, 2010 (Racconti con le ali, 8);  Adriana Paolini, Roberto Piumini, Monica Zani, Datemi una penna. Le scritture a mano dopo l’invenzione della stampa, Milano, Carthusia edizioni, 2015 (Racconti con le ali, 13) (selezionato al Premio Bancarellino 2016).

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Un ricordo piccolo di Alfredo Lacosegliaz

Ott 02

Un ricordo piccolo di Alfredo Lacosegliaz

È piccolo perché è il mio, che sono una cosarella, è piccolo perché la nostra era una conoscenza molto superficiale, è piccolo perché la nostra conoscenza è durata molto poco.

Ma – e Alfredo di questo non riusciva a capacitarsi – a me quel suo spettacolo insieme a Cristina Verità, ascoltato a Dresda, del tutto casualmente, mi era rimasto nel cuore: “Terra più eterna di vita dell’uomo, in prestito data per farne buon uso. Frontiera Confine Identità” (una prima prova per quello che sarebbe diventato lo spettacolo Multikulti). Così come mi avevano colpito la loro passione e i loro sorrisi. La loro enorme generosità.453_17626max

Ho tentato di portare quello spettacolo nella mia città perché volevo condividerlo con i ragazzi giovani, ma, lo sapete, non ho gli agganci giusti. E comunque non sapevo ancora che Alfredo era malato.

Le sue lettere erano piene di entusiasmo e di idee, e di sorrisi. ‘Allora veniamo noi a Trieste’, gli dissi, e così fu.

Nel frattempo, ho saputo della sua malattia, ma lui e sua moglie ci hanno ugualmente accolto e sorriso. Abbiamo parlato di musica, di poesia, di città, di ragazzi. E’ stato un pomeriggio di grande emozione per me e per mio figlio.

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