È quel che è: uno stupore

Set 24

È quel che è: uno stupore

Sapete bene, cari i miei dieci lettori, che ogni tanto mi faccio prendere da un innamoramento letterario (i miei sono tutti letterari, sapete anche questo…) e decido così di condividere con voi la mia nuova passione.

Mi hanno regalato un libro di poesie, un libro di Erich Fried. In realtà, ho scoperto poi che alcune poesie le conoscevo già, e vi immagino mentre scuotete la testa pensando ‘ah, tapina, lo scopre solo ora’. E allora? E se non l’avessi mai scoperto? Avrei vissuto lo stesso lo so, ma altrettanto bene? Chissà.

Quando ho avuto in mano il libro mi è parso di scoprire una nuova bellezza colma di ironia geniale, un diverso mondo di versi nel quale non si riesce a capire sempre esattamente quando sorridere e quando tacere.

L’unica soluzione sembrerebbe lasciarsi commuovere sempre. Lasciare che l’anima si faccia prendere dal flusso delle parole di questo poeta, della sua rabbia e del suo erotismo, della sua tenerezza e dei suoi giochi.

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Le edizioni antiche di Bernardino Telesio

Set 03

Le edizioni antiche di Bernardino Telesio

È stato un lavoro faticoso, denso di insidie e di difficoltà, come fosse un’esplorazione, e forse lo è stata, un’avventurosa esplorazione. È stato un lavoro impegnativo, affascinante, di grandi potenzialità scientifiche.

È stato un lavoro umanamente vario, nel bene e nel male, ricco di incontri piacevoli e altri, pochi, deludenti. È stato un lavoro che ha offerto insuperabili opportunità di conoscenza.

È stato un lavoro che ha fatto collaborare tra loro personalità diverse, ma tese nella stessa direzione, verso lo stesso obiettivo, ciò che ha permesso di superare gli inevitabili contrasti per trasformarli in dialettica costruttiva.

Ed è stato portato a conclusione.

“Non sono molti gli autori la cui opera sia stata oggetto in Italia di una bibliografia esaustiva e analitica come questa, allestita in pochi anni di intensissimo lavoro da Giliola Barbero e Adriana Paolini” (dalla Presentazione di Angela Nuovo)

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Bibliofili e bibliofagi (und Bucktrinker)

Mar 12

Bibliofili e bibliofagi (und Bucktrinker)

A Riva del Garda, ieri sera, abbiamo inaugurato il secondo ‘sguardo’ della mostra Libri per la città.

Pochi i rivani presenti, ma il pubblico in sala ha goduto come poche volte del travolgente spettacolo di Carlo Martinelli, Trenta secondi per un librocarlomartinelli

Sì lo so, ormai in Trentino molti conoscono la sua performance, ma che dire, a me pare ogni volta diverso, e in effetti lo è, visto che ieri il suo gioco si è perfettamente adeguato ai contenuti della mostra e ha reso omaggio a Riva con diverse suggestioni e battute. Brillante, divertente, dotato di ingegno versatile e curioso, e stuzzicante, Carlo Martinelli ha coinvolto talmente i suoi spettatori che tutti stiamo già studiando la lista dei libri citati per ritrovare quelli da procurarsi assolutamente o in cui rintracciare le sue letture e le sue citazioni.

IMG_20170309_142448È stato un modo diverso per avvicinarsi ai libri, voi che pensavate che i libri vanno solo letti e per di più uno alla volta. I libri possono essere guardati, sfogliati, accumulati, accatastati, posseduti ma non letti, mangiati e in alternativa bevuti (Klaas Huizinga, Der Buchtrinker). Possono essere rubati, fatti sparire e poi cercati. Se ne può anche inventare l’esistenza e giocare un’enorme burla al mondo lettore. E naturalmente possono anche essere studiati, letti, scoperti. L’uomo può usare i libri a suo piacimento, inventando modi nuovi e variegati per goderne.

Leggerli, sì, indubbiamente va consigliato. È una buona idea che storie e belle storie, e storie assurde, si abbiano in testa e nel cuore, per non parlare degli occhi e dello stefano, cioè dello stomaco, ché abbiamo consultato – che cosa credete?! – anche il libro delle parole perdute!

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