Condannate al silenzio

Gen 28

Condannate al silenzio

Oggi vorrei raccontarvi di un libro che mi ha accompagnato in questi ultimi giorni. Sapete bene che non amo recensire, che preferisco piuttosto condividere i miei ‘piaceri’ letterari e così sarà anche stavolta: vi racconto di un libro che mi ha emozionato.

Si tratta di un sottile libretto che in poche pagine racchiude la storia di personaggi estremamente particolari, dei quali molti di noi non conoscono forse nemmeno il nome, ma che sono stati capaci di vivere con coraggio e forza, con una intensità frastornante, un destino che affrontarono grazie a una scelta di coerenza di cui pochi furono e sono capaci. Lo fecero nel silenzio degli altri, che tentarono di negare la loro esistenza, un silenzio che dura da epoche antiche e che oggi è diventato una voce ancora non troppo alta, 

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‘Abballati abballati…’. Storie in piazza

Ott 29

‘Abballati abballati…’. Storie in piazza

Qualche giorno fa ho chiacchierato con amici di cantastorie e di racconti orali, di storie recitate che sono diventate scritte, fissate in maniera (quasi) indelebile sulla carta perché ormai sono diventate parte di una tradizione da non dimenticare.

Ho pensato, quindi, di recuperare alcune riflessioni e ricerche fatte qualche tempo fa per condividerle con voi, miei cari (quindici) lettori.
Comincerei così:

«Abballati abballati
fimmini schetti e maritati
e si un abballati bonu nun ve cantu e nun ve sonu
sciù sciù sciù
quanti fimmini ca ci su.»

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È quel che è: uno stupore

Set 24

È quel che è: uno stupore

Sapete bene, cari i miei dieci lettori, che ogni tanto mi faccio prendere da un innamoramento letterario (i miei sono tutti letterari, sapete anche questo…) e decido così di condividere con voi la mia nuova passione.

Mi hanno regalato un libro di poesie, un libro di Erich Fried. In realtà, ho scoperto poi che alcune poesie le conoscevo già, e vi immagino mentre scuotete la testa pensando ‘ah, tapina, lo scopre solo ora’. E allora? E se non l’avessi mai scoperto? Avrei vissuto lo stesso lo so, ma altrettanto bene? Chissà.

Quando ho avuto in mano il libro mi è parso di scoprire una nuova bellezza colma di ironia geniale, un diverso mondo di versi nel quale non si riesce a capire sempre esattamente quando sorridere e quando tacere.

L’unica soluzione sembrerebbe lasciarsi commuovere sempre. Lasciare che l’anima si faccia prendere dal flusso delle parole di questo poeta, della sua rabbia e del suo erotismo, della sua tenerezza e dei suoi giochi.

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