Oblio della memoria

Ago 16

Oblio della memoria

Che cosa ricorderemo del lockdown, della pandemia, di ciò che abbiamo vissuto finora sulla nostra pelle e di quello che abbiamo visto in televisione e sui social, delle storie ascoltate da altri, di tutte le notizie di cui siamo venuti a conoscenza? Non domani, ma tra un anno, tra dieci anni, cinquanta, che cosa saremo in grado di rievocare?

Che cosa tratterrà la memoria collettiva di questo evento e che cosa dimenticherà?

La memoria collettiva è l’insieme dei ricordi di un’esperienza vissuta da una comunità: ma questa è una definizione che dà solo una pallida idea della complessità dell’argomento. Per costruire una memoria collettiva servono i ricordi personali, che si basano su fatti ma ancor più sulle emozioni che quei fatti hanno suscitato e, si sa, l’emotività rende più difficile concentrarsi su realtà oggettive.

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Il progresso e la ricerca

Giu 14

Il progresso e la ricerca

Da febbraio ascoltiamo disorientati le ipotesi e i ripensamenti di esperti e di scienziati sul Covid-19, ma è davvero faticoso capire che cosa stia accadendo, distratti come siamo da chiacchiere di bassa lega che pretendono di mescolarsi alle discussioni scientifiche. Di sicuro c’è che dobbiamo iniziare una nuova vita e che questa nuova vita va affrontata con cautela. A queste certezze aggiungiamo l’evidenza che il Covid-19 è ancora tra noi, e, soprattutto, che la ricerca su questo virus è ancora in corso.

Poiché i risultati degli studi non sono definitivi, possiamo comprendere le difficoltà degli studiosi, dai quali vorremmo la soluzione e il conforto, che, però, non possono arrivare. Non ancora.

Chi non ha mai avuto occasione di vedere come lavorano gli scienziati, sta forse prendendo coscienza di che cosa significhi fare ricerca. E se invece non vi ha ancora posto attenzione sarebbe meglio che lo facesse.

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Aprite gli occhi: è di cultura che abbiamo bisogno!

Mag 10

Aprite gli occhi: è di cultura che abbiamo bisogno!

Forse non ci siamo spiegati. Possibile che non sia chiaro quanto sia importante la cultura?! Sempre. Soprattutto ora.

Magari il concetto diventa più facile da comprendere se rappresentiamo la cultura come un ecosistema: i temi culturali, a prescindere dal linguaggio scelto per esprimerli, hanno sempre un forte impatto sulla comunità, la quale, dopo essersi ‘nutrita’, restituisce sotto altre forme: consapevolezza sociale, attenzione all’ambiente, maggiore disponibilità all’accoglienza, conoscenza del proprio territorio da tradurre, per esempio, in percorsi turistici. E, soprattutto, esige nuovi stimoli innescando un circolo virtuoso. I processi culturali vengono alimentati da un ambiente che li sollecita e un progetto non solo porta lavoro a chi lo concretizza, ma immette sul territorio le potenzialità di un miglioramento economico e sociale. Anzi, le possibilità di investimento aumentano se il terreno è stato reso fertile da una crescita culturale.

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