Carte in mano

Il primo libro non si scorda mai. Intervista con Carla Ida Salviati

Posted by on 7:38 am in Carte in mano | 0 comments

Il primo libro non si scorda mai. Intervista con Carla Ida Salviati

Vi presento Carla Ida Salviati

Saggista e giornalista , Carla Ida Salviati ha lavorato nella scuola, è stata professore a contratto in varie Università e ha operato nel mondo editoriale. Per la casa editrice Giunti ha diretto a lungo i periodici scolastici. Consulente del Centro per il Libro e la Lettura del MBACT, è stata in giuria del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2016. Suoi settori di studio sono la letteratura giovanile e la storia dell’editoria, con particolare attenzione per quella educativa. Nel 2013 la rivista “Andersen” l’ha insignita del premio «protagonisti della diffusione della cultura e della lettura». Tra i suoi libri recenti: La biblioteca spiegata agli insegnanti (Editrice Bibliografica, 2014), Mario Lodi maestro (Giunti Scuola, 2015), Il primo libro non si scorda mai (Giunti, 2017).


Ne Il primo libro non si scorda mai. Innamorarsi della lettura tra i 5 e gli 11 anni, lei traccia percorsi e sollecita stimoli e suggerimenti per esercitare buone pratiche di lettura soprattutto per i bambini. “Se al centro del nostro sguardo – si legge sulla quarta di copertina – restano i bambini, se offriamo testi capaci di far loro conoscere il mondo e di riconoscersi come parte di esso, l’innamoramento è sempre possibile”. Come dovrebbero essere i libri giusti per bambini messi al centro del nostro sguardo?

Innanzi tutto devono tenere conto delle esigenze dei lettori bambini. E solo fino ad un certo punto delle voglie degli autori, degli amori degli editori, del “benpensantismo” della scuola e delle famiglie… Mi pare bello che ciascuno degli adulti elencati ci metta il meglio del proprio ruolo. Ma nessun ruolo deve prevaricare il lettore. Altrimenti sarà difficile qualunque “innamoramento”. (altro…)

“Tutta un’altra biblioteca”. Intervista con Maria Stella Rasetti

Posted by on 8:19 am in Carte in mano | 0 comments

“Tutta un’altra biblioteca”. Intervista con Maria Stella Rasetti

Vi presento Maria Stella Rasetti

Maria Stella lavora nelle biblioteche dal 1988. Ricca di esperienze e studi importanti, stimolata da grandi motivazioni, ha reso il suo lavoro un’esperienza molto speciale, per sé e per i suoi colleghi, e, soprattutto, per gli utenti delle biblioteche in cui ha lavorato. Direttrice della biblioteca ‘Renato Fucini’ di Empoli, nel 2008 ha vinto la selezione per il posto di Dirigente del Servizio Biblioteche e attività culturali del Comune di Pistoia, raggiungendo l’obiettivo di dirigere, tra l’altro, la “fantastica Biblioteca San Giorgio”, come lei stessa la definisce nel suo blog, ospitata negli spazi delle ex officine Breda, nel centro di Pistoia.


Impossibile dire tutto di te e delle tue mille attività, ma di certo la tua verve e la tua professionalità verranno fuori quando comincerai a raccontare che cosa stia succedendo alla San Giorgio di Pistoia …

Quello che sta succedendo, e che mi sta particolarmente a cuore, del nostro progetto, è che la San Giorgio vuole essere “tutta un’altra biblioteca”, rispetto all’idea tradizionale di biblioteca che ancora prevale nelle persone: quella di un servizio che comunque, nel bene o nel male, si offre ai cittadini, che possono accettare o rifiutare l’offerta, ma che rimangono comunque fuori sia dal momento decisionale sia dal momento produttivo del servizio. (altro…)

L’archivio che non c’era. Intervista con Agustín F. Del Valle Pantojo

Posted by on 6:45 am in Carte in mano | 0 comments

L’archivio che non c’era. Intervista con Agustín F. Del Valle Pantojo

Vi presento Agustín F. Del Valle Pantojo

Agustín è il direttore dell’Archivio Comunale di Algeciras (provincia Cadice, Spagna), dove lavora dall’inizio del 2005. Laureato in Lettere (indirizzo Spagnolo) e Storia e Geografia (indirizzo Scienze e Tecniche Storiografiche), ha conseguito anche il diploma di “Especialista Universitario en Archivística”. Ha vissuto a Cagliari per diversi periodi, durante i quali ha imparato la lingua italiana e molto altro.

Bentornato in Italia, seppur virtualmente. Mi hai detto che ti consideri il ‘fondatore’ dell’Archivo municipal di Algeciras, in che senso?

Ad Algeciras non c’era un archivio e il sindaco incaricò me, che già lavoravo in Comune, di occuparmene. Mi sono trovato con un locale vuoto che ho dovuto arredare, con lo staff da cercare e il lavoro da organizzare da zero… Hanno chiesto a me di fare funzionare l’Archivio Comunale perché ero l’unico nell’organico ad avere la preparazione giusta.

Ecco perche mi considero il “fondatore”. All’inizio è stato difficile perché questo era un compito che nessuno voleva prendersi e molti consideravano l’archivio come un “magazzino delle carte vecchie” (“almacén de papeles viejos”), cosa che a me dava molto fastidio. Per fortuna, dopo aver visto come davvero funziona, adesso hanno capito non solo che cos’è un archivio e per che cosa si utilizza, ma ne hanno anche compreso l’importanza. (altro…)

Librai di passione. Intervista con Aldo Addis

Posted by on 7:39 am in Carte in mano | 0 comments

Librai di passione. Intervista con Aldo Addis

Vi presento Aldo Addis

Aldo Addis, libraio nella sua Koinè a Sassari, è anche direttore della Scuola Librai Italiani. Uomo di passione, ha trasformato il suo amore per i libri e il suo (moderato) ottimismo nei confronti del genere umano, in una moltitudine di attività legate alla promozione della lettura e alla condivisione della conoscenza dei mestieri del libro e, soprattutto, del piacere che solo le belle storie possono dare.

Dopo tante interviste a chi, con diverso titolo, lavora in archivio e in biblioteca, ho deciso di allargare lo sguardo e rivolgermi a tutti i mestieri del libro.

E dunque eccomi a te, Aldo, che tra le mille attività, sei anche direttore della Scuola per librai. Come funziona esattamente e qual è la differenza con la più nota scuola, la Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri?

La Scuola Mauri è rivolta a librai che già hanno un’attività, mentre la nostra è una scuola per aspiranti librai. La SLI è nata ad Orvieto nel 2006 su iniziativa dell’Associazione Librai Italiani (Ali-Confcommercio), dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in particolare della cattedra di Management, e della Fondazione Centro Studi della Città di Orvieto, e intende essere un vero e proprio centro di formazione permanente. Da Orvieto ci siamo poi spostati a Roma. (altro…)

Bibliotecari a ogni costo! Intervista con Valentina Mancini

Posted by on 7:42 am in Carte in mano | 0 comments

Bibliotecari a ogni costo! Intervista con Valentina Mancini

Vi presento Valentina Mancini

“Mai avrei pensato oggi di trovarmi qui a raccontare la mia “storia da bibliotecaria”, perché, in verità, la scelta di questa strada è stata un vero e proprio salto nel vuoto!”. Valentina si diploma come Tecnico della grafica pubblicitaria, ma viene spronata a continuare gli studi finché un bel giorno ha trovato il suo spazio nei beni librari.

 

La passione per questo mestiere quando l’hai scoperta?FotoValentina

L’amore per questo mestiere è nato piano, ma è cresciuto nel tempo, anche grazie al prof. Mauro Guerrini che mi ha trasmesso la passione per la biblioteconomia. Nel 2014 sono diventata bibliotecaria a tutti gli effetti con la laurea in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche. Anzi, per dirla tutta, sono diventata bibliotecaria “su carta”.

Le vere motivazioni che mi spingono, ancora oggi, a lavorare per diventare una bibliotecaria sono molteplici, ma quella che considero fondamentale è che la biblioteca è quel luogo ricco di tutti i saperi e dove tutti sono uguali, dove non c’è discriminazione, una sorta di zona franca, dove tutti posso entrare liberamente e godere del sapere dell’umanità, contro le barbarie del mondo. E io sono quella figura (il bibliotecario) che rende possibile questo libero accesso alla conoscenza. Lo so che sembro una “paladina della giustizia” ma questa è la mia visione del “bibliotecario” che ahimé come tutti sappiamo, oggi non è sempre visto così.

Comincia dunque il tuo percorso nel mondo delle biblioteche. Un percorso, però, non proprio lineare, mi pare… (altro…)

Ordine e contrordine e altro ordine. Intervista con Massimo Laurenzi

Posted by on 7:58 am in Carte in mano | 0 comments

Ordine e contrordine e altro ordine. Intervista con Massimo Laurenzi

Vi presento Massimo Laurenzi

Dopo essersi laureato in Archivistica e Biblioteconomia presso l’università la Sapienza di Roma, si è lanciato nel mondo degli archivi e a 30 anni è Owner del cantiere ‘Documenti Digitali’ di ForumPA, archivista per Bucap spa, rappresentante juniores nazionale nel consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana. Co-founder di Archivitaliani.it, membro della redazione condivisa Anai-Icar  del “Il mondo degli archivi”.

massimolaurenziÈ vero che voi giovani siete ‘nativi digitali’ (o presunti tali) e l’inglese e italiano per voi pari son…, ma forse per chi non conosce queste realtà potrebbe essere interessante entrare in qualche dettaglio. A cominciare da che cosa vuol dire e che cosa implica essere Owner del cantiere ‘Documenti Digitali’ di ForumPA’.

Giovane per convenzione naturalmente. Non sono un ‘millennial’ e non sono un nativo digitale. Lo scarto evolutivo che di generazione in generazione si assegna alla predisposizione e consapevolezza tecnologica è sempre lo stesso. Io percepisco un ragazzo di 20 anni nello stesso modo in cui vengo percepito da un uomo di 40. Ho consapevolezza e timore, al contrario che si possa considerare una lingua come un mero insieme di parole da utilizzare per moda o convenzione e non come strumento culturale. (altro…)

L’unione fa la forza… Intervista con Lorena Stochino

Posted by on 2:58 pm in Carte in mano, Valorizzazione fondi antichi | 0 comments

L’unione fa la forza… Intervista con Lorena Stochino

Vi presento Lorena Stochino

Archivista da vent’anni e libera professionista da otto, Lorena ancora affronta con grande passione ed entusiasmo il suo lavoro, ‘lottando’ per sé e per gli altri, alla ricerca della conoscenza e sempre con una grande curiosità per la vita.

lorenapp2

 

La prima domanda che di solito pongo agli ospiti di questo blog è perché abbiano scelto una disciplina come l’archivistica…

Agli archivi sono arrivata dopo la laurea in lettere, per puro caso. E poi, insomma, questa disciplina mi è entrata dentro e ho scoperto che non è certo un lavoro che si può fare senza passione. Ti puoi avvicinare casualmente, ma se scegli di andare avanti, il percorso è talmente particolare che solo la passione può darti la giusta motivazione. Per me fare l’archivista vuol dire avere potenzialità e potere: si apre un mondo. Credo si possa dire che l’archivista ‘governi’ la storia, nel senso della memoria storica. Questo è un aspetto importante da capire e gli archivisti lo sanno bene.

Che cosa vuol dire che ‘l’archivista governa la storia’?

È un concetto che dominano bene gli archivisti dell’archivio storico, ma ora anche quelli dell’archivio corrente l’hanno compreso (per “archivio corrente” s’intende l’archivio che è attualmente in uso ed è in continuo accrescimento; per necessità pratiche, i fascicoli che compongono l’archivio corrente vengono conservati in locali facilmente accessibili o nella stessa stanza degli impiegati che li utilizzano, ndA). Per questi ultimi è una presa di coscienza più recente perché fino a qualche tempo fa erano considerati dei protocollisti e basta. Ora, nel passaggio alla gestione documentale in digitale è chiaro anche per loro che il loro ruolo è alla base, all’inizio di un archivio che col tempo diventerà storico.

Meno bene, purtroppo, lo capiscono gli amministratori, che non colgono l’importanza di seguire un determinato flusso, un cammino di registrazioni che oltre ad agevolare il loro lavoro costituisce la base per la corretta formazione di un archivio. Ma se ne renderanno conto, ahimè, quando ci si accorgerà che nel passaggio dal cartaceo al digitale saranno andati perduti dei pezzi, dei pezzi di memoria. Solo allora, la consapevolezza tornerà. (altro…)

Navigatori solitari. Intervista con Erika Vettone

Posted by on 10:03 am in Carte in mano, Valorizzazione fondi antichi | 0 comments

Navigatori solitari. Intervista con Erika Vettone

Vi presento Erika Vettone

Filosofa di ‘nascita’, si è dedicata all’archivistica fin dalla sua prima esperienza lavorativa (non retribuita), guidata da un appassionato funzionario del Comune di Santa Maria Capua Vetere. È una libera professionista per scelta e non vorrebbe essere niente di diverso, nonostante tutto.

Ha una collezione ancor piccola ma colorita, di altrui reazioni, verbali e non, all’affermazione “per lavoro faccio l’archivista”:

a) Archi..cosa?

b) E perché hai deciso di buttare la tua laurea nel …?

c) Aaaah, ho capito, è sempre un fatto politico!

 

Dopo anni di studi filosofici, perché gli archivi?erika

Un anno prima della laurea, ho iniziato ad interessarmi concretamente al percorso formativo di archivisti e bibliotecari, scoprendo l’esistenza delle scuole di archivistica.

Appena laureata, ho cominciato a collaborare come volontaria presso l’Archivio comunale di Santa Maria Capua Vetere, grazie al suggerimento che il dirigente comunale responsabile sia dell’Archivio che della Biblioteca comunale mi diede, indirizzandomi verso quello che sarebbe stato il mio percorso futuro. Nella vita di ognuno ci sono i momenti in cui scegli e quelli in cui qualcuno, a volte inevitabilmente, sceglie per te. In questo caso, se mi guardo indietro, posso solo ringraziare.

Qualcuno tempo fa mi ha detto che i laureati in filosofia sono come i topi, si nutrono di quello che trovano, e voleva essere un complimento; dell’archivistica e delle sue applicazioni informatiche trovo particolarmente interessante la riflessione sulle strutture concettuali (attività tipica in fase di riordinamento di un archivio o nell’analizzare e sviluppare un software). L’esperienza di qualche anno di mestiere e di confronto, ha rafforzato in me l’idea che tale inclinazione abbia a che fare con la mia formazione filosofica. (altro…)

Azione 24 per le biblioteche scolastiche. Intervista con Gino Roncaglia

Posted by on 6:51 am in Carte in mano | 3 comments

Azione 24 per le biblioteche scolastiche. Intervista con Gino Roncaglia

Vi presento Gino Roncaglia

Filosofo di formazione, è professore associato di archivistica, bibliografia e biblioteconomia presso l’Università della Tuscia. Da anni divide i suoi interessi fra la storia della logica e l’informatica per le scienze umane. L’attività universitaria si combina anche con la partecipazione alla progettazione di trasmissioni televisive e di pubblicazioni indirizzate a una maggiore conoscenza dell’informatica per le scienze umane e in generale per le nuove forme di media culturali. Ha fatto parte del Comitato Biblioteche e Istituti culturali del Ministero dei beni culturali e ha collaborato con il MIUR su alcune delle azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale.

ginoroncagliaDopo esserti dimesso con l’intero Comitato Biblioteche e Istituti culturali del Ministero dei beni culturali, il MIBACT, per un profondo disaccordo con alcuni aspetti della politica portata avanti dal Governo in ambito bibliotecario, hai avviato mi pare una ben più proficua collaborazione con il MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dedicandoti alle biblioteche scolastiche innovative nella definizione dell’azione 24 del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Potresti spiegarci di che cosa si tratta?

L’azione 24 del PNSD credo sia una delle iniziative più valide ed interessanti nate nel contesto della controversa legge sulla ‘Buona Scuola’: innanzitutto, non si propone solo l’acquisizione delle tecnologie senza tener conto delle infrastrutture, delle competenze, delle metodologie didattiche e in generale dell’ambiente scolastico e di chi lo frequenta, come purtroppo era spesso capitato in passato, ma al contrario, tiene conto di tutti questi elementi, compreso l’aspetto fondamentale rappresentato dalla formazione degli insegnanti. È finalmente un progetto che si cala nella realtà concreta, sforzandosi di valutare ogni aspetto di questa, dai contenuti alle forme di apprendimento. (altro…)

Le biblioteche scolastiche. Intervista con Alessandra Carrara

Posted by on 6:52 am in Carte in mano | 1 comment

Le biblioteche scolastiche. Intervista con Alessandra Carrara

Vi presento Alessandra Carrara

Bibliotecaria da 20 anni presso l’Istituto comprensivo Bolzano 6 (Scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo”e  scuola primaria  “Alessandro Manzoni”), è il faro e il punto di riferimento di ogni insegnante e di ogni studente, non solo per la sua umana simpatia, ma anche per la sua effervescenza nel proporre, aggiornare, stimolare e soprattutto concretizzare un notevole numero di progetti legati ai libri.

 

alessandraL’Alto Adige è un’isola felice per le biblioteche scolastiche, grazie alla legge entrata in vigore oltre vent’anni fa. Qual è la situazione ora, dopo tanti anni?

La situazione è senz’altro positiva: avere una normativa che regola l’attività di una biblioteca in ambito scolastico ha fatto sì che le biblioteche si sviluppassero sino a fungere da centro informativo della scuola, a supporto dell’attività didattica, ma anche permesso di creare le premesse per fare degli alunni dei fruitori di biblioteche. Inutile dire che potrebbero essere fatti ulteriori miglioramenti. Solo per fare un esempio: è vero che ci sono le biblioteche scolastiche ma i bibliotecari sono pochi, non tutte le scuole hanno una biblioteca e un bibliotecario, spesso un bibliotecario è in servizio su  più sedi, a volte è coadiuvato da insegnanti distaccati o volenterosi, o personale amministrativo della scuola. Insomma, la situazione è ancora molto fluida. (altro…)